Mabel Green Cup Roma Real Madrid

La Roma di Fonseca piega i mostri sacri di Zidane

119
stampa articolo Scarica pdf

 Fonte immagine Emanuele Gambino

In un Olimpico semipieno si svolge la MABEL GREEN CUP che vede contrapporsi due squadre importanti sotto il profilo della fama, un po' meno su quello tecnico e tattico, con una Roma completamente stravolta e orfana di tanti nomi che, a modo loro, ne hanno fatto la storia.

Grossi cambiamenti anche in tribuna stampa, con il settore completamente stravolto e ridotto per lasciare più spazio al pubblico pagante.

Una formazione al top per il Real Madrid, con i grandi Marcelo, Hazard, Benzema, Modric a farla da padroni, contrapposti ad un più semplice schieramento che vede comunque Dzeko al centro dell'attacco pur dato per partente già da qualche settimana.

Nei primi minuti sembra la Roma a condurre il gioco con Under e Zaniolo che cercano di sfondare la retroguardia madrilena, in barba a Varane e Nacho.

La squadra di Fonseca sembra muoversi bene tra le linee avversarie, pur prediligendo sempre la fascia sinistra per arrivare sottoporta, efficace e sempre puntuale l'apporto di Kolarov che sembra dirigere con disinvoltura la manovra giallorossa.

Nonostante sia forte la voglia di Dzeko di andare via, sembra sia lui l'anima di questa squadra, tre occasioni nei primi dieci minuti, dove, nelle due successive si è reso l'uomo in più che spinge e conduce in porta i compagni, un grande professionista in grado di mettersi sempre a disposizione della squadra, benché la sua testa sia già altrove.

A farla da padrone il bel gioco ed un giropalla interessante al 16' è il Real ad andare in vantaggio, traversone di Modric che taglia in diagonale per Marcelo che aggancia e con una finta scarta l'avversario e centra la porta con un tiro di destro che coglie impreparato Pau Lopez.

La Roma non molla e attacca con prepotenza cercando il pareggio, si moltiplicano le azioni centrali e la sofferenza del Real nel reparto arretrato è palpabile, anche se sulle ripartenze sono più attenti e cinici gli avversari che riescono a cogliere con maggior prcisione le imbeccate dei compagni.

Qualche difficoltà per Zaniolo che pare adattarsi con fatica, poco mordente e grinta nei recuperi ridotta a falli evitabili.

L1-1 arriva al 34' con una magia di Zaniolo che supera in velocità gli avversari servendo un cross sui piedi di Perotti che cinico e freddo non sbaglia,grande prestazione del numero otto e ripresa alla grande per il giovane Zaniolo che sembra finalmente entrato in partita.

In questo primo tempo le impressioni sono positive, dopo alcune amichevoli che hanno creato qualche dubbio l'ingranaggio sembra aver preso corpo, l'avversario rimane pur sempre un ospite scomodo di quelli che ad un tratto ribaltano tutto , ma è una Roma che sorprende ed il repentino due a due, prima Casemiro e poi Dzeko,la dice lunga sullo stato mentale delle due squadre.

Le individualità cominciano a spiccare, chi in maniera più eclatante, chi in modo più occulto, la difesa deve ancora trovare la sua dimensione, Fazio dirige ma resta spesso troppo alto, una personalità che deve trovare il modo di riadattarsi ai dettami del nuovo allenatore, Juan Jesus cerca la “resurrezione” e non è detto che forse non stia percorrendo la strada giusta;a peccare di superbia sembra invece Florenzi che spreca ancora troppo cercando la profondità e non risparmiando fiato e forze, ma il reparto in sé non lascia troppe sicurezze né in chi la guarda, né in chi la vive in prima persona ed i raddoppi fioccano copiosi cercando la chiusura che potrebbe venire a mancare proprio nelle fasi più importanti.

Anche la difesa del Real conta forti deficit, Militao scopare spesso e Nacho raggiunge in ritardo la palla creando spesso situazioni di criticità alla squadra, costretta ad abbassarsi per rimanere più compatta.

Davanti a fare reparto da solo è Dzeko, viso contrito e aria svogliata ma grande spirito di squadra e senso del dovere che lo stanno facendo amare forse più di prima, un peccato perdere un giocatore straordinario in grando di regolare i tempi e spingere in tutte le fasi di gioco, addirittura una nuova sintonia con Under, altro giocatore imprescindibile e carico sotto tutti i punti di vista.

In ombra Cristante e Pellegrini che, pur svolgendo un buon filtro, non sembrano arrivare alle performance dei loro predecessori; giusto o sbagliato che sia, fare paragoni purtroppo diventa indispensabile un metro di valutazione che deve purtroppo creare le giuste condizioni per porre alcuni aggiustamenti nei vari reparti.

Esce Nacho ed entra Jovic, esce Valverde ed entra Vinicius Jr. nel secondo tempo il Real cerca di trovare un assetto più offensivo sfruttando la velocità dei nuovi innesti.

Per i blancos a destare qualche perplessità Hazard e Benzema, spingono poco, quasi a risparmiarsi guardando l'azione solo dal di fuori.

un secondo tempo che inizia in maniera meno intensa del primo,con la Roma chiusa nella sua metà campo, buone le coperture e le marcature che seguono con attenzione le fasi di gioco ma che precludono la fase offensiva, una tattica per puntare sul contropiede, tanto sperimentale quanto pericolosa.


Ancora cambi, escono Casemiro, Benzema e Carvajal entrano Odriozola, Kroos e Bale, per la Roma escono Pellegrini e Florenzi, al loro posto Diawara e Spinazzola e ancora Perotti per il giovane Kluivert e Hazard per Isco.

Immensa la prestazione di Diego Perotti, un uomo che nonostante i ripetuti infortuni non ha mai abbassato la guardia, un punto di riferimento, una garanzia che mette sicurezza e crea equilibribio sulla fascia.

Sebbene le due squadre abbiano messo ampiamente mano alla formazione iniziale, le squadre sembrano equivalersi giocando un calcio godibile e ricco di azioni, entrambe cercano di portare a casa una prestazione di tutto rispetto e pare che tutto sommato la Roma riesca a reggere la tensione di un “mostro sacro” come il Real di Zidane.

Mister Fonseca sta plasmando una squadra diversa sotto ogni punto di vista, molta umiltà, lavoro duro e lotta serrata, pochissime pause che non lasciano respiro all'avversario.

Esce Dzeko, in un tripudio di applausi e un'ovazione degna dei grandi del suo calibro, mesto, con poco da sperare se non un addio il meno doloroso possibile, entrano Schick e Antonucci, di contro esce anche Zaniolo.

Le fasi di gioco si assottigliano e si va verso la fine di un match che vede comunque le due contendenti molto stanche, tra i pali la sensazione è piuttosto positiva, Pau Lopez guida la difesa, si fa riconoscere e non esita nelle uscite sempre opportune e calibrate, i ritmi si abbassano ed a farla da padrone è forse quell'esperienza in più che gli uomini di Zidane cercano di far prevalere,puntando sulle verticalizzazioni e sulle ripartenze più stentate e meno precise dei giallorossi, più giovani e più freschi ma meno preparati.


Il campo da il suo responso e nonostante le difficoltà degli ultimi minuti la squadra Capitolina arriva a giocarsi ai rigori questo match contro il Real.

Rigoristi per la Roma: Kolarov, Under,Antonucci,Cristante, Spinazzola

Rigoristi per il Real:Bale,Isco, Kroos, Modric, Marcelo,

Tutti a segno per la Roma ed a sbagliare clamorosamente Marcelo!!!

La Roma vince la MABEL GREEN CUP.

Davvero un buon inizio ragazzi!!!!



Laura Tarani

© Riproduzione riservata