ROMA – REAL MADRID 2-2 (7-6). LE PAGELLE GIALLOROSSE

ROMA – REAL MADRID 2-2 (7-6). LE PAGELLE GIALLOROSSE

Dopo 90 minuti di bel gioco e tante occasioni gol da una parte e dall’altra, i giallorossi sconfiggono 7-6 ai rigori (2-2 al fischio finale) il Real Madrid, aggiudicandosi la Mabel Green Cup.

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ROMA – REAL MADRID 2-2 (7-6). LE PAGELLE GIALLOROSSE

Alla sua prima apparizione all’Olimpico, la Roma scende in campo con una grinta e una convinzione che non si vedevano da tempo. Dopo 90 minuti di bel gioco e tante occasioni gol da una parte e dall’altra, i giallorossi sconfiggono 7-6 ai rigori (2-2 al fischio finale) il Real Madrid, aggiudicandosi la Mabel Green Cup.

Dzeko, ci regala, in quella che è stata forse la sua ultima partita in maglia giallorossa, un’altra prestazione capolavoro, Lopez riporta, finalmente, sicurezza tra i pali e si rivedono l’Ünder e lo Zaniolo dei bei tempi.

Per i blancos spiccano su tutti: l’inarrestabile Marcelo, onnipresente per tutto il campo, pecca solo nel rigore finale; Varane, il difensore che ogni squadra vorrebbe tra le sue file, sempre attento e preciso; e il pallone d’oro Luka Modric, che conferma una volta ancora il suo grande talento.

LE PAGELLE GIALLOROSSE

Pau Lopez 7 - Del tutto incolpevole sui due gol subiti, salva, invece, più volte il risultato con uscite sicure e padronanza del ruolo. Finalmente si torna a tirare un sospiro di sollievo in porta.

Florenzi 6,5 - Dopo diverse partite da esterno alto sinistro, torna a giocare nel ruolo di terzino destro. Poteva forse chiudere meglio sul gol di Marcelo, ma nell’insieme gioca la solita partita da combattente, senza risparmiarsi e sfiorando il gol all’8’. Dal 63’ Spinazzola 6,5 – Sa di doversi guadagnare un posto da titolare e mette subito in chiaro che lui c’è. Gioca bene le sue carte e segna il rigore decisivo.

Fazio 6,5 – Sbaglia poco o niente, di nuovo incisivo nei recuperi e attento all’avversario. Si rivede, dopo un anno disastroso, il vecchio Comandante.

Juan Jesus 6 Solito errore in fase difensiva dove si fa sfuggire Jovic che, per fortuna, sbaglia a sua volta. Per il resto una gara senza infamia né lode,

Kolarov 6,5 – A volte appare spento e fuori dalla manovra complessiva della squadra, ma quando parte in progressione lo fa al meglio delle sue capacità e fa paura come sempre. A lui spetta l’onere del primo calcio di rigore: impeccabile

Cristante 6 – De Rossi lo ha nominato suo erede a centrocampo, non delude ma deve ancora acquistare sicurezza e diventare incisivo. Bravo sul rigore.

Pellegrini 6 – Deve ancora ambientarsi nella nuova posizione di interno ed entrare nell’ottica del gioco di Fonseca. Non spinge più di tanto, aspettiamo il vero Pellegrini. Dal 62’ Diawara SV.

Ünder 7 – Trova l’intesa perfetta con Dzeko, non si ferma un attimo, dribbla, recupera, crossa, affonda, crea, gioca, una vera e propria macchina da combattimento. Non si tira indietro nemmeno al momento dei rigori e non sbaglia. Una certezza.

Zaniolo 7 Si rivede, finalmente, lo Zaniolo dei primi tempi. Quando parte sulla fascia è inarrestabile e non lo ferma nessuno. Impressionante la galoppata che lo ha portato all’assist per Perotti. Deve, però, migliorare sulle reazioni in campo: ancora troppo impulsivo. Dal 76’st Antonucci SV – Bravo sul rigore

Perotti 6,5 – Non è ancora il miglior Perotti, ma è sulla buona strada. Dopo aver sfiorato il gol a inizio partita (grande parata di Curtois), si fa trovare pronto sul cross di Zaniolo e non sbaglia. Dal 67’ Kluivert SV

Dzeko 7,5 Alla lettura delle formazioni, lo fischiano ma lui risponde nell’unico modo che conosce: da fuoriclasse. Prende in mano la Roma e la trascina fino alla fine, combatte su ogni palla, regala giocate da manuale, salta uomini e distribuisce assist per i compagni, dialoga in maniera eccelsa con Ünder e, alla fine, si fa trovare pronto proprio sull’imbeccata del turco per il gol del 2-2. Sarà dura vedere andar via anche lui…. Dal 76’ Schick SV – Il solito fantasma.

All. Fonseca 6,5 – In poche settimane, sta dimostrando di avere le idee chiare su cosa vuole e, soprattutto, su come farsi ascoltare dai giocatori. Coordina e mette in campo una buona squadra nonostante le carenze del mercato. Merita fiducia.

Alessia Graffi

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