NIENTE PIU’ CHIACCHIERE DA BANCONE E MOVIDA

NIENTE PIU’ CHIACCHIERE DA BANCONE E MOVIDA

Il distanziamento sociale e i protocolli di sicurezza della Fase 2 minano il futuro già incerto dei cocktail bar e dei locali notturni romani

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NIENTE PIU’ CHIACCHIERE DA BANCONE E MOVIDA

Il distanziamento sociale e i protocolli di sicurezza della Fase 2 minano il futuro già incerto dei cocktail bar e dei locali notturni romani

Oggi è partita la famigerata Fase 2, tanto acclamata dal Governo Conte.

Lavorare in sicurezza è il tema dominante: ferree sono le regole imposte, per chi vuole riaprire i battenti, tra sanificazioni obbligatorie, distanze di sicurezza da rispettare tra singoli avventori ed ingressi contingentati.

Visto quanto regolato dai protocolli di sicurezza, nasce un quesito, quale sarò il futuro di quelle attività commerciali che non potranno ottemperare a tutto ciò? Tutti quelle realtà che, per destinazione merceologica o per limitata ampiezza dei locali, non potranno garantire quanto richiesto dalla normativa?

I più colpiti risultano essere cocktail bar, pub, birrerie e locali notturni, tutte quelle attività che fanno dell’aggregazione, della convivialità la loro ragione di essere, e che non vengono contemplati, se non in misura alquanto generica, in nessun decreto Cura Italia.

Dimentichiamoci quindi le chiacchiere da bancone, quelle con il bartender e con il vicino di seduta, balli sfrenati fino all’alba, questi gli effetti del distanziamento sociale. Un vero e proprio stillicidio sia per il locale che per la clientela abituale.

Ma a differenza della ristorazione, il settore cocktail bar, locali ed affini non ha un’associazione di settore specifica a rappresentanza e tutela.

Un settore che ha già stimato, da inizio pandemia, una perdita variabile tra il 50% fino a toccare punte in negativo di quasi l’80%.

Il settore sta tentando di fare rete, per cercare di tutelare l’attività, i dipendenti e gli spazi, in vista delle prossime riaperture, come l’Ellington Club al Pigneto, che dal 2 maggio ha addirittura lanciato una campagna di crowdfunding in favore dello spettacolo dal vivo, una raccolta fondi mirata proprio alla riapertura del locale.

Altri locali, come il Drink Kong a Monti, si sono invece organizzati, durante la quarantena con un vero e proprio mixology delivery “Ready to drink”, un servizio a domicilio di cocktail, da poter scegliere online in un’apposita lista creata per il lockdown.

Molte sono le attività che si stanno muovendo anche per la stagione estiva ormai alle porte, per conquistare degli spazi all’aperto, terrazze comprese, che gli permettano di lavorare a regime quasi normale, rispettando i protocolli di sicurezza, per farci assaporare una parvenza di “Estate Romana” (la scadenza del bando per le relative attività culturali per il triennio 2020-2022 era stato prorogato al 29 aprile 2020).

In tutto questo la Giunta Raggi, da una parte ha deciso di aumentare del 35% la possibilità di richiedere Autorizzazioni per la Concessione Occupazione Suolo Pubblico, in modalità semplificata, dopo anni di lotta a “tavolino selvaggio” per incentivare le attività di ristorazione e bar, ma, in contrapposizione assoluta, ha ristabilito il pagamento dei parcheggi sulle strisce blu dal 4 maggio, in concomitanza con l’inizio della Fase 2 nella Capitale, lasciando, però, inattivi i varchi dello ZTL, fino al 31 maggio prossimo.

Si naviga, quindi, a vista, in un clima di assoluta incertezza che caratterizza il futuro dei gestori ma anche quello degli avventori romani, nella speranza di poter tornare, quanto prima, alle nostre vecchie, care, ma, soprattutto, alcoliche e notturne abitudini.

Articolo di Stefania Vaghi

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