Omaggio A Pier Paolo Pasolini Nei 110 Scatti Inediti Di Dino Pedriali

Omaggio A Pier Paolo Pasolini Nei 110 Scatti Inediti Di Dino Pedriali

Ti impediranno di splendere. E tu splendi invece Rhinoceros Gallery e Fondazione Alda Fendi Esperimenti nella prima esposizione post lockdown

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Aperta al pubblico da sabato 6 giugno la mostra omaggio a Pier Paolo Pasolini nella suggestiva location al Velabro.Il titolo dell’esposizione è una frase talmente celebre del poeta ed intellettuale, da essere citata anche dai giovanissimi.

Un omaggio a Pier Paolo Pasolini, nei 110 scatti in bianco e nero, di proprietà della mecenate Alda Fendi, scattate da Dino Pedriali, che lo ritraggono nella sua casa di Sabaudia e in quella di Chia, vicino Viterbo, poche ore prima della sua prematura morte. Questo "testamento del corpo" è una preziosa testimonianza della vita e dell'opera di Pasolini, che appare qui immerso nella scrittura, nella creazione delle sue opere, con accanto il manoscritto delle Lettere luterane, da cui è tratto il titolo della mostra, ma anche nudo in un nucleo di quindici immagini inedite. In mostra anche la riproduzione della pagina del Corriere della Sera del 1975 con il celebre testo Il vuoto del potere detto anche "l'articolo delle lucciole" in cui Pasolini usa l'immagine poetica della scomparsa delle lucciole per creare una analogia con il mancato sviluppo della democrazia in Italia.

E proprio dalla scomparsa delle lucciole prende ispirazione l’installazione tributo di Raffaele Curi “Sono ritornate le lucciole – 2020”, che accoglie il visitatore all’ingresso della Fondazione e del percorso espositivo, in una totale immersione nell’universo poetico pasoliniano, come lo stesso Curi dichiara “vorrei però pensare con questa mostra ad una semplice gioia infantile nel vedere le lucciole vagare nei campi pronti per il raccolto…”

Questo il commento personale che abbiamo raccolto da Giorgio Vulcano, Storico dell’arte, in merito all’installazione di Raffaele Curi: “Sono ritornate. D’altronde è necessario del buio perché brillino. Ma un buio puro, purificato; forse figlio inconsapevole di un “vuoto di potere”, intuizione di pasoliniana memoria, che fa premio su tutto il resto. E’ figlio inconsapevole perché il suo DNA muta da una società di massa ad una individualità intercollegata. Nel nostro vuoto, persino le mascherine, certamente necessarie, nascondono le incomprensibili, quotidiane, maschere dei finti sorrisi e dei vuoti benpensanti. Una salvezza per certi versi! Nel buio delle espressioni, tuttavia, resta la luce degli occhi, lo strumento più puro, più leale, più comunicativo. Avevamo forse bisogno di quel Buio per esprimerci? E allora che ritorni quel piccolo bagliore, con il coraggio più autentico di chi sa lottare, esporsi, splendere d’Intermittenza autoprodotta... in un universo di idee, valori, cultura. Grazie Raffaele e Alda, Le vostre intuizioni sono i bagliori di un dinamismo intellettuale sempre sconvolgente.”

Ad accompagnare iI visitatore, la colonna sonora e la proiezione del film di Pasolini Edipo re (pellicola del 1967 con Silvana Mangano, Alida Valli, Franco Citti, Carmelo Bene, Julian Beck, Ninetto Davoli) e altri contributi filmati di repertorio Teche Rai sulla sua vita e sul suo omicidio (ricordato in un'unica immagine).

Mentre riecheggia, in tutto il percorso espositivo la voce narrante del grande poeta ed intellettuale, che accompagna il visitatore in un viaggio senza tempo, tra arte, cultura e bellezza.

Articolo di Stefania Vaghi

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