Si Chiude Il Sipario Sulla Festa Del Cinema 2020

Si Chiude Il Sipario Sulla Festa Del Cinema 2020

Vi raccontiamo cosa abbiamo visto per voi

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Si è conclusa domenica la quindicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, a vincere il premio del Pubblico BNL, nella selezione ufficiale, il film Été 85 del regista francese François Ozon, tratto dal romanzo Danza sulla mia tomba di Aidan Chambers che, purtroppo non abbiamo avuto il piacere di vedere.

Abbiamo spaziato dalle atmosfere ottocentesche nel Dorset di Ammonite, al VIII secolo a.c., nel Lazio Arcaico di Romulus, fino ad arrivare ai giorni nostri con Cosa sarà, il film di chiusura.

Ammonite è un film drammatico del regista inglese Francis Lee, con due splendide e bravissime protagoniste Kate Winslet e Saoirse Ronan. La pellicola riprende la storia della paleontologa Mary Anning, interpretata dalla Winslet, realmente esistita, anche se i suoi ritrovamenti marini, dell’epoca giurassica non sono stati mai accolti in nessuno circolo accademico, in quanto la scienza all’epoca, era un ambiente per soli uomini.

Una storia cruda, molto melodrammatica, forse, in alcuni momenti fin troppo lenta, incentrata sulla vita quotidiana della paleontologa, che vive, per mantenere se stessa e la madre malata, vendendo fossili ai turisti, uno dei quali, Roderick Murchison, affida alle cure di Mary, sua moglie, la giovane Charlotte, che si sta riprendendo da una tragedia. Mary e Charlotte scopriranno di cercare entrambe la stessa cosa: la consapevolezza di non essere sole, e sarà l’inizio di una storia d’amore che cambierà le loro vite.

Torniamo invece indietro nel tempo e nella storia, fino all’VIII secolo a.c., nelle terre laziali, con le prime due puntate di Romulus, la prima serie televisiva di Matteo Rovere, le cui dieci puntate saranno on air dal 6 novembre prossimo su Sky Atlantic, che sembrano molto aver preso spunto dal suo celebre film Il Primo Re.

Una serie che ci ha già appassionato sin dalle prime due puntate, girata tutta in protolatino (ma che in TV avrà la possibilità di essere seguita in italiano), dove in un mondo arcaico, primitivo e, soprattutto, selvaggio, tra violenze e paure, faide, siccità e sacrifici agli dei, si intrecciano le vite dei tre protagonisti e delle loro rispettive famiglie, nel regno di Alba, Yemos, principe fuggiasco, Wiros, schiavo e orfano, e Ilia, giovane vestale cambieranno il loro mondo e daranno origine alla leggenda.

Ma ad averci emozionato è stato il film di chiusura, Cosa sarà, di Francesco Bruni, già dalla dedica al compianto autore e sceneggiatore Mattia Torre, che ripercorre vicende personali vissute dallo stesso regista nel 2017.

Una esortazione a non perdere mai la speranza, un inno alla vita, quanto mai attuale in questo momento. Quello che potrebbe sembrare a tutti gli effetti un film drammatico, viene inframezzato da spezzoni di pungente comicità, un film ben fatto, delicato, senza risultare mai scontato né tantomeno melenso e strappalacrime. Una splendida interpretazione di Kim Rossi Stuart, che anche rasato, con la “sua testa a lampadina”, come definito dalla figlia, convince sempre, così come tutto il cast.

Kim Rossi Stuart interpreta un regista non proprio di successo, sposato, separato da poco, con due figli, che scopre all’improvviso e del tutto casualmente di essere malato di leucemia, da quel momento la sua vita cambierà radicalmente e drasticamente. Nel film si alternano racconti di vita quotidiana con immagini di flashback che ricordano la vita e l’infanzia del protagonista, in un andirivieni che fa molto riflettere sul valore degli affetti e dei rapporti umani.

Un film che ci mette davanti anche alle debolezze, soprattutto quelle del sesso maschile, dove il mostrarsi debole è la nuova frontiera dell’uomo moderno, come dichiara lo stesso regista.

Come dichiarato da Laura Delli Colli e da Antonio Monda, questa edizione della Festa del Cinema di Roma ha voluto essere, soprattutto “un messaggio di vicinanza e speranza, verso un cinema in ginocchio”, in una kermesse che, numeri alla mano, non è stata neanche minimamente paragonabile agli anni precedenti.

L’emergenza Covid ha dimezzato i posti in sala, gli eventi sono stati quasi tutti sold out e le sale sono state riempite in media dell’85%, un bilancio sicuramente positivo nel pieno rispetto di tutte le normative anticovid vigenti, dove una fetta importante degli stanziamenti sono stati utilizzati per tutte le procedure di sicurezza richieste dal momento storico.

Peccato che nel giorno della chiusura della Festa e della proclamazione dei vincitori, il Governo abbia deciso di chiudere le sale cinematografiche fino al 24 novembre 2020, privando il pubblico italiano della possibilità di godere di attimi di spensieratezza, svago e cultura, che l’arte cinematografica regala sul grande schermo.

Articolo di Stefania Vaghi

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