ROBOTIZZATI Al Wegil

Entrando al WEGIL, l’hub culturale della Regione Lazio nel quartiere Trastevere, si è totalmente immersi in una vera e propria atmosfera “spaziale”, iper tecnologica

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ROBOTIZZATI al Wegil

Quando moda e fashion dialogano con la tecnologia

Dopo tre anni di studi e ricerche Stefano Dominella atterra con i suoi Esperimenti di Moda al Wegil e ci regala Robotizzati, un omaggio alla moda, al Giappone, alla tecnologia, e all’influenza dei mecha giapponesi su tutto quello che è l’universo Moda.

Con la direzione artistica del vulcanico Guillermo Mariotto un vero e proprio progetto espositivo-performance che unisce arte, tecnologia, fashion e robot, in uno splendido connubio che unisce le creazioni di blasonatissimi ed altisonanti couturier con designer indipendenti, veri talenti emergenti, il tutto contornato ed inframezzato da ben 50 robot in metallo (chogokin, modelli originali in metallo pensati per collezionisti adulti) provenienti da un’importante collezione privata, messa insieme da Roberto Pesucci.

Entrando al   WEGIL, l’hub culturale della Regione Lazio nel quartiere Trastevere, si è totalmente immersi in una vera e propria atmosfera “spaziale”, iper tecnologica, che ci riporta anche indietro, nostalgicamente, ad atmosfere che ricordano l’allunaggio del 1969 dell’Apollo 11 e di Neil Armstrong.

Un percorso stilistico che vede intrecciarsi le creazioni di icone della moda mondiale, provenienti da archivi e da collezioni private,  come Giorgio Armani André Courrèges, Paco Rabanne, Thierry Mugler, Yohji Yamamoto, Gucci, Gianfranco Ferrè, Gattinoni, Guillermo Mariotto, Moschino,  Mila Schon e Jean Paul Gaultier, solo per citarne alcuni, con designer emergenti, indipendenti che hanno avuto la possibilità di liberare la loro creatività e di presentare i loro personali “esperimenti”. Applauso quindi al sandalo futurista nero e arancione di Michele Gaudiomonte e ai due abiti strepitosi di Antonio Martino, che meritano un corner dedicato.  Due creazioni della collezione Japanese Renaissance. La Legenda di Tanabata: un cappotto blu in lana con fodera vintage in seta stampata e un kimono dress  in douchesse rossa di seta stampata con lungo strascico. Due capi haute couture, che hanno ispirato la sua ultima collezione,  che abbiamo avuto il piacere di veder sfilare sulle passerelle di Altaroma, la fashion week romana, e che,  come lo stesso stilista dichiara: “Mi auguro che il periodo difficile che stiamo attraversando finirà presto e spero di poter approdare quanto prima in Giappone con i miei abiti, in un’ottica di internalizzazione e con il supporto delle istituzioni e delle ambasciate italiane”.

Creazioni uniche, contemporanee ed inusuali anche nei gioielli-insetto-robot realizzati dall’orafo Gianni De Benedittis del brand FuturoRemoto e nelle opere di design, coloratissime e contemporanee di Pellegrino Cucciniello: eco-sculture di animali-robot di grandi dimensioni realizzate con la stampante 3D a simboleggiare l’Arca di Noè del terzo millennio, per la gioia dei più piccoli.

Al centro della sala troneggia un grande Gundam, uno dei più fotografati,realizzato con la stampante 3D dal designer Silvio Tassinari di FabFactory.

La performance Robotizzati termina con una scintillante creazione della Sartoria Farani dedicata al re del trasformismo e della sperimentazione, ad un artista sempre all’avanguardia, Renato Zero.

Una mostra adatta a tutta la famiglia, realizzata da LAZIOcrea e con il patrocinio di Unindustria - Unione degli Industriali e delle Imprese del Lazio che sarà visitabile fino al 24 gennaio 2021, a prescindere da tutti i DPCM.

Articolo di Stefania Vaghi

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