La Storia Dietro … La Personale Di Jonathan Grego A Spazio 40

La Storia Dietro … La Personale Di Jonathan Grego A Spazio 40

Dal 20 al 22 novembre la Galleria d’Arte Spazio 40 a Via dell’Arco di San Calisto a Trastevere ospita La Storia Dietro… personale dell’artista internazionale Jonathan Grego.

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Dal 20 al 22 novembre la Galleria d’Arte Spazio 40 a Via dell’Arco di San Calisto a Trastevere ospita La Storia Dietro… personale dell’artista internazionale Jonathan Grego.

Abbiamo tutti una storia da raccontare, i nostri segreti ed un mondo nascosto ai più. Così le opere di Jonathan Grego, il cui lavoro svela e nasconde dei misteri, dei rebus, dei messaggi più o meno evidenti. Nelle sue opere spesso convivono opere soprapposte, capovolte, tagli da cui appare un mondo sottostante, nella serie “un ritratto tutto ad un tratto”, gli occhi di animali e persone sono rimpiazzati dall’inserzione di una matita inserita nella tela, che disegna il personaggio stesso di cui fa parte.

Venti opere di vari formati, che spaziano tra varie tecniche: dalla pittura ad olio, all’acquerello, dall’acrilico, agli smalti e al collage, per presentarci l’universo di Grego, originale, pieno di humor e di messaggi sociali che pongono l’attenzione verso i temi della pace, dell’inquinamento e dell’amore.

La curiosità mi ha imposto di fargli alcune domande, partendo dal titolo della sua personale.

“La Storia Dietro…” perché su ogni tua opera c’è qualcosa di misterioso che tu hai disegnato o che lo spettatore deve scoprire?

Entrambe le cose essenzialmente, bella domanda … Dietro ogni mia opera c’è una storia da scoprire, ma dipende dagli occhi di chi la osserva, non abbiamo tutti la stessa percezione, chiunque può trovare qualcosa di diverso. In ogni mio quadro c’è un piccolo mistero, un piccolo rebus, una piccola scritta, una “ragione”.

Perché?

Non mi piace il quadro che rappresenta solo la realtà delle cose, il troppo realistico, ci deve essere sempre un minimo di fantasia, un messaggio da scoprire. Mi ispiro un po' alla pittura rinascimentale, ai suoi simboli (l’uomo scalzo che rappresentava l’umiltà, per dirne uno) e lo mescolo con i super-pop Beatles, alla pop art. Ogni tipo di arte per me è fonte di ispirazione.

Sono un appassionato di Dalì, Magritte, De Chirico, passando per Warhol, Keith Haring e Basquiat. Tutto mi ispira e nulla mi ispira allo stesso tempo (ride!)

Tutto deve essere originale, ripreso, shakerato per poter diventare una cosa mia.

Che cosa rappresenta l’uomo che cammina con una parte dell’opera sotto braccio?

E’ la mia opera più importante, quella che ha avuto ed ha tutt’ora più successo. Sono io fondamentalmente, l’uomo sempre in viaggio. Ho vissuto in Australia, ora vivo in Francia, sono stato tantissimo in Inghilterra.

Come viene recepita la tua arte nei vari paesi dove sei stato?

In maniere diverse, anche se ho potuto notare che sono sempre le stesse opere, in quasi tutti i Paesi, che creano il maggior interesse. Anche quando passano in galleria da me a Bordeaux, in Francia, che siano anche cinesi o giapponesi, sono sempre le stesse opere a creare il maggior interesse, come se ci fosse una coalizione verso quelle opere.

Vivi a Bordeaux dal 2016, come ti trovi?

Mi trovo molto bene. Vivo in Francia ma un mio pezzo di cuore rimane italiano e appena posso, come vedi, vengo a Roma, a Trastevere dove ho vissuto.

L’opera che rispecchia di più la tua personalità, la tua visione artistica?

Non ho una risposta precisa, forse un miscuglio di due opere… o la street art, le note sui cartelli, l’ironia che si riesce a trasmettere. Ho fatto un cartello con la mascherina, un’opera con la carta igienica e “la banana Cattelana”.

Ogni opera è accompagnata da una lunga didascalia dettagliata che vuole essere una vera e propria visione in chiave ironica dell’opera riprodotta, che sembra un vero e proprio gioco semantico - la passione dell’artista - (non tutte le tele riescono col buco, nei ritagli di tempo, darci un taglio, tagliato per la pittura, sono alcuni titoli di alcune opere) non solo una mera didascalia ma un vero e proprio contributo all’opera.

Le opere di Jonathan Grego sono esposte in permanenza nella galleria d’arte “Isartis” nel centro storico di Nüremberg e nella galleria “Espace 57” nel cuore di Bordeaux.

Appassionato di street art, ha realizzato numerosi murales in Italia, Francia e Australia ed espone spesso anche opere che provengono da una realtà urbana, realizzate con la stencil art.

Articolo di Stefania Vaghi

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