COCO CHANEL: Unica Insostituibile Il Romanzo Biografico Di Roberta Damiata

COCO CHANEL: Unica Insostituibile Il Romanzo Biografico Di Roberta Damiata

Nonostante i racconti, le biografie e i film sulla sua vita, Coco Chanel, continua a rimanere ancora un mistero.

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Il prossimo 10 gennaio 2021 ricorrono i cinquant’anni dalla morte di Gabrielle Bonheur Chanel, celebre come Coco Chanel, stilista francese capace con la sua opera di rivoluzionare il concetto di femminilità e di imporsi come figura fondamentale del fashion design e della cultura popolare del ventesimo secolo, fondatrice dell’omonima casa di moda.

A questa figura iconica del fashion system Roberta Damiata, celebre giornalista, corrispondente e opinionista televisiva, dedica la sua opera letteraria Coco Chanel: unica ed insostituibile, in libreria dal 1 dicembre, edita da Diarkos.

Nonostante i racconti, le biografie e i film sulla sua vita, Coco Chanel, continua a rimanere ancora un mistero. Una donna nata poverissima, rimasta orfana e risorta alla vita diventando la prima grande influencer della storia e l’icona che ha rivoluzionato il mondo della moda.

Abbiamo voluto fare qualche domanda all’autrice

Che genere di libro è? Lo possiamo definire un romanzo?

Mi era stato chiesto di scrivere una biografia per i 50 anni dalla morte di Coco Chanel. Fare una biografia mi è sembrato assolutamente riduttivo per un’ icona di stile così famosa, che ha avuto una vita assolutamente magica, varia, interessante, un vero e proprio romanzo, ed è stato assolutamente semplice trasformarla in un romanzo, anzi in un “fedele romanzo biografico”. Raccontare una vita di per sè pazzesca: costellata di grandi amori, di altrettante delusioni, di un’infanzia terribile, complicata – sulla quale Freud avrebbe potuto studiare per decenni - ma anche di tanti meritatissimi successi, forgiata nel carattere dalle avversità della gioventù.

Ho voluto una narrazione inframezzata da alcune parti storiche, anche perché Coco Chanel ha vissuto a cavallo delle due Guerre Mondiali.

Perché Coco Chanel, cosa rappresenta per te?

Ha sempre rappresentato un punto fermo nella mia vita, ho trovato sempre la sua moda totalmente iconica, è sempre stata una rivoluzionaria, ha anticipato sempre tempi e mode, pur mantenendo sempre una coerenza stilista ben definita e strutturata. Le sue linee pulite, la scelta dell’utilizzo dei colori primari e non di colori chiassosi, l’idea fondamentalmente di dover “liberare” la donna dai vestiti, rendendola protagonista.

Uno stile immutato nel tempo, un po' come Hermes (non me ne vogliano gli altri!). La sua borsa più iconica matelassè è stata creata per permettere a tutte le donne di avere ambedue le mani libere, prima di allora nessuno aveva osato tanto. Un pensiero di liberazione femminile vero e proprio.

Un'icona che ha rivoluzionato il mondo della moda, in che modo, secondo te?

Perché ha spogliato la donna per poi rivestirla in maniera “vivibile”, trasformando la donna da oggetto a persona. Chanel detestava i corsetti, perché strumenti di tortura per le donne. La sua bigiotteria ha dato la possibilità alle donne di tutti i ceti sociali di poter indossare gioielli, prediligendo l’utilizzo di materiali poveri. A lei si deve l’utilizzo del jersey per abiti portabilissimi. Anche il taglio dei lunghissimi capelli, che Coco Chanel effettuò a seguito di un tradimento – dichiarando invece di aver avuto un incidente domestico – sdoganò un clichè che voleva le donne di allora solo con capelli lunghissime acconciati. Un taglio col passato che tutte seguirono. Inventò la mantellina per la pioggia, per permettere a tutte le donne di andare in giro senza autista e senza ombrello, tutti segni di grande rivoluzione femminile.

Quanto è veritiero, secondo te, il detto, l'abito non fa il monaco?

In realtà è vero ma non è vero: le persone per essere giudicate vanno conosciute, ma è anche vero che nel nostro quotidiano, incrociando le persone per strada, guardiamo subito come sono vestite, le cataloghiamo inequivocabilmente. Persone eleganti, estroverse, sciatte, bizzarre e quindi indubbiamente il look, l’outfit da un’impronta di quello che si vuole essere. Ci si veste secondo la nostra personalità e secondo cosa si vuole trasmettere agli altri, ci si veste per noi stessi ma anche per gli altri, l’abito è il nostro biglietto da visita.

Giornalista, opinionista televisiva, mamma, moglie, qual'è l'elemento di stile al quale non rinunci mai, nelle tue mille sfaccettature quotidiane?

Sono una donna multitasking, che non si trucca moltissimo, ho cambiato il mio stile negli anni, adattandolo ai miei impegni, al mio lavoro, ho una passione sconfinata per scarpe e borse (come ti capisco!!!), che abbino al mio stile semplice e lineare. Non potrei mai rinunciare ad una bella borsa che mi fa sentire bene e che considero la mia più grande alleata.

Chi potrebbe incarnare una nuova Coco Chanel tra gli stilisti contemporanei?

Come ho scritto nel titolo per me Coco Chanel è unica ed inimitabile. So che quello che sto per dire farà storcere il naso a molti, ma secondo me potrebbe essere Alessandro Michele e il suo lavoro per Gucci, non per lo stile, che risulta diametralmente opposto, ma, allo stesso modo di Chanel, è un visionario, un avanguardista, che vede oltre.

Roberta Damiata, palermitana d’origine, classe 1966, è una giornalista, direttore di testate di Gossip (Eva3000) Cronaca (Scomparsi) e Moda (Vision 2.0). Ha cominciato a scrivere da giovanissima pubblicando molte biografie di cantanti anni ’80. Corrispondente da Londra e opinionista in trasmissioni televisive Rai e Mediaset. Ha vinto nel 2015 il Premio Donna dell'anno, e nel 2017 il premio eccellenze I Love Ischia. Attualmente scrive per il settimanale F e per il sito de IlGiornale.it Vive a Roma.

Come diceva Coco Chanel: “Se sei nato senza ali, non fare mai nulla per impedire loro di crescere”.

Articolo di Stefania Vaghi

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