I 90 Anni Di Roberto Capucci Artista Della Scultura Del Tessuto

I 90 Anni Di Roberto Capucci Artista Della Scultura Del Tessuto

Il sogno e il lavoro sempre, perché disegnare è vita, è essenziale: questo è Roberto Capucci, il grande sarto romano (così vuole essere definito), che festeggia oggi il suo novantesimo compleanno

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Il sogno e il lavoro sempre, perché disegnare è vita, è essenziale: questo è Roberto Capucci, il grande sarto romano (così vuole essere definito), che festeggia oggi il suo novantesimo compleanno.

Come lui stesso afferma: “Per me disegnare è come bere dell’acqua quando si ha sete, mi dà speranza, gioia, mi allontana dal tempo che passa”.

Riduttivo definirlo uno stilista italiano, Roberto Capucci è un vero e proprio genio della scultura del tessuto, capace di creare opere d'arte che non sono solo abiti, ma pezzi unici, iconici, da collezione.

Strutture leggiadre che sembrano svettare sospese su corpi femminili, veri e propri giochi di geometrie ed architetture di tessuti, prediligendo plissettati di taffetà di seta multicolori, in una continua ricerca artistica, una sperimentazione mai banale, sempre estremamente geniale e all’avanguardia.

Una carriera iniziata nel 1951 a Firenze, che proprio nel 2021 festeggerà i 70 anni dalla sua prima sfilata e dal suo debutto, una carriera senza nessun tipo di rimpianto, come lo stesso Capucci ammette, bisogna sempre “lavorare in libertà”, il grande insegnamento che gli diede all’epoca il marchese Giorgini (ideatore della prima fashion week italiana), consiglio sempre seguito.

Successi nazionali ed internazionali che lo portano ad essere considerato un vero e proprio guru della moda italiana, ineguagliabile ed inarrivabile.

Dal suo debutto a Firenze nel 1951, al premio del 1958 come miglior creatore di moda al mondo, dalla Filene’s di Boston, all’apertura dell’atelier a Parigi nel 1961, passando nel 1968 ai costumi del film Teorema di Pierpaolo Pasolini con Silvana Mangano, al 1970 quando le sue creazioni sfilarono nel Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, fino al 1982 quando si dimette dalla Camera Nazionale dell’Alta Moda per approdare, nel 1995, alla Biennale di Venezia.

Tutto rappresenta la sua creatività, il suo instancabile estro!

Persona gentile, garbata, che ho avuto il piacere di incontrare più volte nei frontrow delle sfilate, ha vestito lo star system nazionale ed internazionale: da Silvana Mangano a Valentina Cortese, da Marilyn Monroe (a distanza) a Raina Kabaivanska, suo l’abito con cui Rita Levi Montalcini ha ritirato il premio Nobel.

In binomio perfetto con la sorella Marcella, purtroppo scomparsa, a cui deve tutto, ora è legatissimo al fratello Fabrizio, attore e regista

Dal 2017 la sua Fondazione ha trovato sede a Villa Manin a Udine, dove sono gelosamente custoditi abiti, bozzetti, illustrazioni, sculture in tessuto.

“Lo scultore della seta” come è stato definito Roberto Capucci, tutte le mattine continua incessantemente a disegnare, dalle ampie vetrate della sua casa, all’ultimo piano di un palazzo storico vicino a piazza Navona, dalle quali ammira il sorgere del sole su Roma, dal Vaticano al Quirinale, città dove è nato e cresciuto. Ogni giorno il suo estro creativo ci regala i suoi sogni, che si trasformano in opere iperboliche dai colori sgargianti, in grado di sconfiggere la gravità.

Perché la vera sartorialità è un’arte, grazie di esistere Roberto Capucci!

Articolo di Stefania Vaghi

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