Doppia Personale Castillo - Pedroni Alla Dorothy Circus Gallery

Doppia Personale Castillo - Pedroni Alla Dorothy Circus Gallery

Fino al 20 dicembre prossimo, la Dorothy Circus Gallery di Via dei Pettinari ospita la doppia personale Jungle Boogie del cileno Victor Castillo e Full of Emptiness dell’Italiano Paolo Pedroni.

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Fino al 20 dicembre prossimo, la Dorothy Circus Gallery di Via dei Pettinari ospita la doppia personale Jungle Boogie del cileno Victor Castillo e Full of Emptiness dell’Italiano Paolo Pedroni.

Due visioni critiche, neanche tanto velate, della tendenza all’iper-consumo della società capitalista occidentale, due serie di inediti, create appositamente per lo spazio espositivo.

Paolo Pedroni, nelle tele dagli azzardatissimi colori pastello, che incredibilmente scopriamo essere ad olio (complimenti!), punta il dito contro i Social Network e il consumismo digitale, visto l’abuso soprattutto da parte dei giovanissimi, con dei chiari riferimenti a figure iconiche “vintage” (come Furby, il cubo di Rubik, joystick, tipici degli anni ’80 e ’90).

Opere che trasudano dettagli quelle di Pedroni, “dolcemente disturbanti”, che letteralmente ipnotizzano lo spettatore, che viene letteralmente rapito dai volti riprodotti e dalla sovrapposizione di oggetti inseriti in ogni tela.

Una vera e propria lente di ingrandimento sull’emergenza dalla dipendenza da tutti i devices della nostra quotidianità, sulle problematicità della nostra sovraesposizione alla tecnologia, che ci rende tutti vittime.

Le opere di Jungle Boogie di Victor Castillo, tutte in acrilico, risultano essere anch’esse un chiaro riferimento al dissenso rispetto al regime totalitario cileno e alla schiavitù del consumismo che, secondo l’artista, comporta una vera e propria “perdita totale di coscienza dettata da un reale indottrinamento causato dall’interferenza dei mass media”.

Le sei opere di Castillo, più un toy, sono spietate, spaziano tra il feroce e l’ironico, con chiara ispirazione alla cultura pop e ai cartoon (Disney e Looney Tunes su tutti), opere che criticano fortemente le relazioni sociali, come si evince anche dai titoli relativi, molto inquietanti (Do you love me? Who is the cutest). Una vera e propria narrazione continua nelle opere esposte dell’artista cileno, che parla di culture dei singoli paesi che vengono soffocare in favore di un appiattimento e uno sciacallaggio di usi e costumi.

Due serie di opere assolutamente pop e surrealiste, ugualmente irridenti ed introspettive com’è tipico dei movimenti legati alle avanguardie. Una maestria tecnica, la denuncia sociale, la psichedelica palette di colori e l’influenza di alcuni dei nomi più importanti dell’arte su scala internazionale, tra i quali si annoverano Federico Fellini, David Lynch, Ennio Morricone, Camille Rose Garcia, Hayao Miyazaki, Haruki Murakami, Isabel Allende, Fyodor Dostoevsky, Francisco Goya, Miss Van, Mark Ryden, Sergio Leone e Pier Paolo Pasolini, sono solo alcuni degli ingredienti di questa doppia personale, che si prospetta essere la conclusione speciale di un anno che di certo verrà a lungo ricordato tra le generazioni a venire.

Articolo di Stefania Vaghi

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