Alessandro Ristori Quando Il Dance Floor è Vintage

Alessandro Ristori Quando Il Dance Floor è Vintage

Un vero e proprio globe trotter dell’intrattenimento, accompagnato sempre dalla sua band i Portofinos, ha calcato i palchi più prestigiosi di tutto il mondo

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Cantante e show man, questo è Alessandro Ristori, che ha come sua fonte di ispirazione la musica italiana degli anni ’60 e ’70, i miti Americani degli anni ’50 e il pop rock inglese.

Un vero e proprio globe trotter dell’intrattenimento, accompagnato sempre dalla sua band i Portofinos, ha calcato i palchi più prestigiosi di tutto il mondo fino ad approdare nel 2018, alla sfilata Billionaire di Philipp Plein, alla Milano Fashion Week. Notato da Flavio Briatore, che porterà Alessandro e la band ad esibirsi con regolarità nei locali di Montecarlo, Londra, Dubai, Forte dei Marmi e Porto Cervo. Conteso dai brand più prestigiosi come Gucci, Cartier, Armani, Etro, Pomellato, alla famiglia reale di Montecarlo, fino ad arrivare al Royal Wedding tra Charlotte Casiraghi e Dimitri Rassam.

Ho avuto il piacere di incontrarlo al St. Regis di Roma, per la prima puntata del suo nuovo format Casa Ristori e per il lancio del suo nuovo EP Aperitivo Vol. 2, perché come ammette Ristori: “Non faccio mai un solo aperitivo quando posso… ne faccio almeno due!”.

Perché questa passione per gli anni ‘60/’70?

Con questo progetto Aperitivo Vol. 2 ho voluto reinterpretare le canzoni di quando ero bambino (Ristori farà 42 anni il prossimo febbraio), che ascoltavo alla radio, magari la domenica in macchina con i miei genitori. Le canzoni che mi hanno accompagnato durante la mia vita e hanno accompagnato milioni di persone. Ho iniziato cantando il rock and roll dei favolosi anni ’50. Ho pensato di rivisitare dei brani italiani, che spesso, sono stati ingiustamente catalogati come serie B, e invece non lo sono assolutamente, anzi all’estero sono diventati vere e proprie hit internazionali e hanno fatto sì che la musica italiana sia ancora viva e ci rappresenti in tutto il mondo. E, purtroppo, dopo quegli anni non c’è stato un grande ricambio…

Spazi dalle cover di Nada, Celentano, Claudia Mori, Julio Iglesias, ma hai anche una tua produzione?

Si certo, con questo Aperitivo Vol. 2 nasce il nuovo progetto Dance Floor, brano italo-disco anni 60-70. Il periodo dei locali, quando erano veramente pieni, quando il night club era il top, quando la vita della notte era per tutti, e non era demonizzata come in questo momento (e non parlo solo della pandemia!).

Come mai il total look Gucci, stylosissimo?

Fortunatamente ho una partnership con il brand che mi aiuta molto, per lo styling devo ringraziare il mio amico Marco Bizzarri, una collaborazione che è iniziata qualche anno fa e che sta continuando.

Come hai vissuto questo periodo di lockdown?

In famiglia bene, sul lavoro ovviamente male, perché ti accorgi che sei impotente, non puoi andare avanti. Normalmente anche durante le guerre l’unica cosa che non si era mai fermata era l’intrattenimento, “il divertimento”, per regalare alle persone svaghi e spensieratezza. Questa volta la prima cosa che è stata fermata è stato il settore dell’intrattenimento. Sinceramente non so se sia stata la giusta soluzione.

Secondo te è stato giusto fermare la cultura nel nostro paese?

E’ ovvio che non sia giusto, perché appartengo alla categoria. E’ strano che sia stato fermato un settore che non è mai stato fermato neanche tra le due Guerre Mondiali, neanche nei momenti più bui della storia dell’uomo. E’ assolutamente un fatto eccezionale da scrivere nei prossimi libri di scuola. Forse l’anno peggiore di questo millennio.

Prossimi eventi a Roma live?

Qui al St. Regis oggi è stato un esperimento, il format che sta facendo il giro degli alberghi d’Italia, spero di ritornare presto, magari quando ci saranno nuove aperture e si riprenderà con gli eventi live, anno nuovo vita nuovissima, anche perché divento anche babbo… Augurissimi allora!

Impossibile non cantare e rimanere fermi quando parte Alessandro Ristori sul dance floor.

Intervista di Stefania Vaghi

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