L’antiporta Di Agostino Iacurci Alla Biblioteca Ugo Tognazzi Di Pomezia

L’antiporta Di Agostino Iacurci Alla Biblioteca Ugo Tognazzi Di Pomezia

Arte pubblica a Pomezia con l'opera di Agostino Iacurci alla Biblioteca Comunale Ugo Tognazzi per il progetto "Sol Indiges".

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Un vero e proprio progetto di arte pubblica e sociale approda a Pomezia con “Sol Indiges. Arte pubblica a Pomezia tra mito e futuro”; il primo intervento ad essere stato inaugurato è L’antiporta realizzato dall’artista Agostino Iacurci, sulle pareti esterne della Biblioteca Comunale Ugo Tognazzi.

Un murales di circa 1000 metri quadrati che abbraccia simbolicamente tutta la struttura della biblioteca, fortissimamente voluto dal Comune di Pomezia in collaborazione con la Fondazione Pastificio Cerere e a cura di Marcello Smarrelli.

L’artista si è ispirato al libro VI dell’Eneide in cui si narra l’incontro con la Sibilla Cumana, la veggente che predice ad Enea lo sbarco sul litorale laziale. Il suo antro viene descritto da Virgilio come una caverna con cento porte che si spalancano automaticamente all’unisono nel momento del responso.

All'inaugurazione, baciata dal sole, che è terminata con il gesto classico di “scoprire la targa del murale” e consegnare l’opera al patrimonio artistico e architettonico della città, hanno partecipato, insieme al sindaco di Pomezia Adriano Zuccalà e alla vice sindaco Simona Morcellini, l'assessora regionale al Turismo ed Enti locali Valentina Corrado, la vice sindaco della Città metropolitana di Roma Capitale Teresa Zotta, il presidente della Fondazione Pastificio Cerere Flavio Misciattelli e il direttore artistico e curatore del progetto Marcello Smarrelli.

Ospite d'onore l'attore e regista Ricky Tognazzi, particolarmente emozionato: “E' un onore essere qui oggi nella biblioteca dedicata a mio padre, un luogo di aggregazione e di cultura, in un momento dove i teatri sono chiusi, ma almeno le biblioteche sono aperte! Spero che questa Biblioteca possa essere un avamposto, un primo mattone magari per un’Accademia del Cinema e della Recitazione a Pomezia, sulla falsariga del celebre Centro Sperimentale di Roma, sarebbe un sogno, magari per i 100 anni di mio padre”.

Come hanno dichiarato il Sindaco Adriano Zuccalà e la Vice Sindaco di Pomezia Simona Morcellini: “Un’opera importante ed ambiziosa a Pomezia, la prima per abbellire il contesto urbano con il coinvolgimento dei giovani, una prova generale di recupero della normalità perduta. La cultura come tassello fondamentale che aggrega una città giovane, che ha 80 anni. In un momento buio come questo, illuminare la biblioteca con quest’opera ci è sembrato doveroso, farla diventare un vero e proprio “tempio della cultura”, un oracolo laico.

“Ringrazio il sindaco Zuccalà per avermi coinvolta – ha detto, invece, Valentina Corrado - è un’occasione bella e importante per tutti noi di Pomezia. Mi trovo a ricoprire il mio nuovo incarico come Assessore regionale al Turismo e agli Enti locali in un momento molto complicato in cui, prima ancora che dire ai cittadini venite a scoprire le bellezze della nostra Regione, dobbiamo garantire loro la massima sicurezza e l’efficacia della campagna vaccinale remando all’unisono per uscirne prima. Proprio per la difficoltà del periodo che stiamo vivendo, è fondamentale collaborare, a tutti i livelli istituzionali, sentirci parte di una stessa comunità che mette al centro la salute, il benessere delle persone e la qualità della vita. L’antiporta dell’artista Agostino Iacurci è un’opera che lascia un segno ed è la metafora dei nostri tempi, di questo legame con le origini, con il mito di Enea e di Virgilio, che si riannoda con la poesia di Dante, simbolo di coscienza politica e impegno civico e ci proietta verso un nuovo orizzonte da immaginare insieme, si spera più giusto e con meno disparità”.

Marcello Smarrelli, curatore del progetto, si è così espresso: “Un intervento di arte pubblica, per il decoro urbano, un’opera che dialoga con lo spazio esterno ed interno che è stata realizzata in quattro settimane di lavoro. Un lavoro che ha portato in relazione l’artista con la popolazione locale, perché l’arte è a tutti gli effetti aggregazione. Perché come affermava Adriano, nelle sue celebri memorie “Fondare biblioteche, è come costruire ancora granai pubblici, ammassare riserve contro un inverno dello spirito…. Un ciclo di dipinti contemporanei che parte da dove tutto ebbe inizio, ovvero l’approdo di Enea su indicazione della Sibilla Cumana, fino all’uscita a riveder le stelle, un simbolo e un messaggio tangibile di speranza.”

Abbiamo voluto raggiungere l’artista Agostino Iacurci, che, purtroppo, non è riuscito ad essere presente all’inaugurazione, per chiedergli alcune informazioni aggiuntive per meglio interpretare la sua meravigliosa opera.

Perché L’Antiporta, il titolo dell'opera sulla Biblioteca Ugo Tognazzi?

L’antiporta in tipografia, specialmente nei libri antichi, è la pagina che precede il frontespizio, spesso adornata da un ritratto o un disegno allegorico. In architettura invece, è una porta posta davanti ad un’altra, o un vestibolo. Considerata l’architettura della biblioteca che è composta da due grandi facciate che precedono poi un ingresso rientrato, ho pensato al mio lavoro come ad una grande antiporta allegorica. Mi piaceva l’idea di intitolare il lavoro con un termine tecnico che rimanda sia all’architettura che al mondo librario che sono i due cardini che hanno guidato l’ideazione e la realizzazione dei dipinti murali con le forme della biblioteca da un lato e i riferimenti alla letteratura, in particolare all’Eneide, dall’altro. Una grande finta porta in tufo di un Heeron attribuito ad Enea è inoltre uno dei principali reperti archeologici di quell’area. Mi piaceva quindi un riferimento puntuale al territorio e ad un oggetto archeologico che rimanda ad una storia mitologica.

Cromia e scelta dei colori: cosa ti ha guidato per questo progetto?

Ormai da diversi anni ho sviluppato un forte interesse per il mondo antico greco e romano, e per le cromie decise e contrastate che venivano utilizzate, nonostante il prevalere del pregiudizio neoclassico di un mondo antico austero e monocromo. Nello specifico per la realizzazione di questo murales ho guardato molto ai dipinti nelle case e negli edifici pubblici di Pompeii ed Ercolano.

Quanto è importante il richiamo al passato in funzione di un'opera di arte contemporanea e del concetto di contemporaneità?

Trovo molto interessante quanto sostenuto da Erwin Panofsky, ossia l’idea che costruiamo il futuro da frammenti del passato. La mia è una visione sincronica del tempo in cui passato e presente si fondono creando un cortocircuito. Ho passato gran parte della mia formazione a Roma, dove attraverso i resti dell’architettura, ma direi anche nei modi e nel costume, convivono segni di epoche diverse e più o meno lontane. Non guardo al passato in modo nostalgico, ma come alla ineludibile premessa del presente e del futuro che stiamo costruendo, cercando di farlo mio.

Il progetto proseguirà nel prossimo autunno con l’intervento di ivan (il celebre artista Ivan Tresoldi), che porterà l’arte e la poesia di strada nelle scuole medie Marone e Orazio, con Chiamata alle arti - Fare scuola che prevede la realizzazione di azioni collettive e partecipate per dare vita ad una serie di opere d’arte e a una performance che coinvolgeranno tutti gli studenti.

Articolo di Stefania Vaghi

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