Dollar Art Is Back A SpazioArte SU Gallery

Dollar Art Is Back A SpazioArte SU Gallery

Alla Galleria di Via del Pozzetto le nuove opere sulla celebre banconota statunitense da un dollaro.

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Arte in formato tascabile, anzi arte in formato one dollar, la nuova frontiera del collezionismo è possedere un’opera disegnata sopra la celebre banconota statunitense verde dal taglio minimo, questo è Dollar Art.

In anteprima le nuove opere verranno esposte il 16 e 17 aprile presso lo spazio espositivo SpazioArte SU Gallery di Via del Pozzetto 118, con un vero e proprio trunk show dalle 18 alle 21, nel pieno rispetto dei DPCM in vigore.

Un progetto innovativo che coinvolge artisti di tutto il mondo, tecniche e stili diversi, varie fasce di prezzo ma un unico identico supporto: la famosa e iconica banconota verde da un dollaro USA.

Un nuovo modo di collezionare arte contemporanea ad un prezzo contenuto che sta appassionando sia giovan, i che per la prima volta si avvicinano al mondo dell’arte, sia collezionisti che da molto tempo seguono con attenzione ed interesse le opportunità del mercato.

Uniposca, stencil, collage, acrilico, olio, china, biro, sono solo alcune delle tecniche utilizzate per le opere, tutti pezzi unici realizzati dagli artisti coinvolti.

Tutte le opere vengono allestite con una cornice autoreggente in legno o in plexiglas; una soluzione estremamente elegante che consente di posizionare le opere liberamente su un tavolo, una scrivania, una libreria senza doverle appendere ad una parete.

Di estremo interesse e spunto di dovute riflessioni, il testo critico a cura di Ilaria Ferretti, che accompagna l’esposizione: “L’arte è indipendenza contro qualsiasi forma di potere, e quando il denaro interferisce con l’arte… non è più arte…” - come affermava Jacques Attali

E se gli artisti ci disegnassero “sopra”, allora si potrebbe parlare di arte?

Non solo si può, ma si deve.

Artisti, designers, e illustratrici realizzano per #dollarart dei lavori su un formato tascabile: il dollaro.

Simbolo della pop art, signum del sistema consumistico e della globalizzazione, il dollaro viene scelto come spazio creativo capace di far adattare la propria poetica artistica ad un supporto nuovo e inusuale.

Il fine è quello di instaurare e innescare un evento in cui il fruitore può comprendere a pieno la difficoltà e allo stesso tempo il lusus di ogni singolo artista sulla tela -‘pardon’- sul dollaro.

Di certo non è una novità che il denaro, i soldi e gli economisti circumnavighino l’opera d’arte. D’altronde la numismatica ha da sempre interessato studiosi e appassionati da tutto il mondo, celebri invece sono le raffigurazioni in cui monete e banchieri divengono parti integranti di opere d’arte del calibro di Caravaggio o del Memling o ancora Gustav Klimt ci dà prova di come il denaro possa fungere da supporto decorativo nella sua Danae cullata da una pioggia di monete d’oro

Il denaro però ha spesso ostruito il processo creativo di un artista spingendolo talvolta a frenare le proprie pulsioni e a bruciare dettagli che per un mecenate potevano rappresentare materiale scottante o decisamente fuorviante.

Eppure, ogni singolo artista si è dovuto confrontare con il parere della clientela dal momento che, per quanto fosse edenico “fare arte”, ciò non poteva di certo discernere dal “fare denaro”.

Soprattutto oggi!

La stessa Tracey Emin ce ne dà prova in I’ve got it all lavoro risalente al 2000, in cui l’artista cerca di accaparrarsi denaro accumulandolo e avvicinandolo a sé.

La bramosia e crudeltà espressiva della Emin si fanno perfetti portavoce di un mercato dell’arte in ‘grave’ ascesa dove gallerie, case d’asta e banchieri si scambiano “la merce”, un tempo definita opera d’arte.

«Money complicates everything. I have a genuine belief that art is a more powerful currency than money that's the romantic feeling that an artist has.But you start to have this sneaking feeling that money is more powerful».

Ma cosa succede quando i soldi da parte marginale della tela o da fulcro di interesse per la sopravvivenza dell’essere umano/artista divengono il supporto stesso per la realizzazione dell’opera d’arte?

Il dollaro sa di Factory di Andy Warhol, gioca con il potere dei presidenti degli Stati Uniti d’America, preannuncia la denuncia sociale e oblitera molto altro ancora.

Il progetto #dollarart è una sfida, una battle non tra gli artisti bensì fra se stessi e la propria poetica.

Quello che ci interessa è proprio vedere cosa succede quando gli artisti escono dalla propria comfort zone e si mettono in gioco per colmare quell’horror vacui che caratterizza la ‘presa di coscienza’ di ogni nuovo progetto.

Musica, arte, intrattenimento, paesaggistica, in questo progetto gli artisti hanno usato il dollaro, hanno riempito il proprio vuoto, e hanno abitato uno spazio ‘tascabile’.

Al progetto Dollar Art partecipano artisti nazionali ed internazionali, da nomi celebri e blasonati, a talentuosi emergenti, con opere di assoluto impatto visivo, che incuriosiscono, ammaliano e rapiscono lo spettatore.

Articolo di Stefania Vaghi

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