A Cassino La Libertà Di Espressione Di Solo E Diamond

A Cassino La Libertà Di Espressione Di Solo E Diamond

L'opera dei due street artist romani Solo e Diamond sul palazzo del Sindaco di Cassino, dedicata alla libertà di essere e di esprimersi.

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Sulla facciata del palazzo del Sindaco di Cassino troneggia la nuova opera di Solo e Diamond dedicata alla “libertà di espressione”.

Un titolo emblematico “Allegro ma non troppo. Concerto per arpa e batteria”, per un murales tutto al femminile per Street Art for Rights, che viene subito dopo gli interventi dei due street artist romani a Settecamini.

Due anime contrapposte si stagliano sulla parete: da una parte lo stile gentile e art nouveau di Diamond con la sua figura femminile dai capelli rossi che suona leggiadra e soave l’arpa, simbolo di una femminilità antica, quasi perduta, dall’altra l’anima rock e pop di Solo con la sua donna dai capelli rosa, tatuata e alternativa che suona la batteria, che non è, almeno nell’immaginario collettivo, uno strumento propriamente “femminile”.

Una contrapposizione netta di stili, che in questo lavoro a quattro mani dei due artisti si trasforma in una grande armonia visiva, anche nella scelta dei colori utilizzati, dove il filo conduttore è l’amore per la musica, in una grande metafora della vita e del diritto di poter scegliere.

Un vero e proprio inno pittorico alla libertà di essere, di esprimersi, alla necessità fondamentale di scegliere, di cambiare, di vestire, di credere e fare ciò che si vuole, quando si vuole, come si vuole.

Abbiamo raggiunto telefonicamente (Flavio) Solo per chiedergli com’è nato il progetto di questa nuova opera.

“Guarda stavolta è stato veramente qualcosa di inspiegabile, fuori dal comune, quasi magico e surreale.

Avevamo appena finito l’intervento a Settecamini e stavamo cercando ispirazione per il nuovo murales di Cassino, che pur rientrando nel progetto Street Art for Rights, non aveva un goal definito come l’altro.

Nel mio computer ho una cartella dove raccolgo e accumulo le immagini che più mi colpiscono in giro, in rete, da cui trarre ispirazione, prima del consueto brainstorming con Diamond. Sfogliando le immagini ne ho trovata una, di un’amica, di una ragazza che suonava la batteria, con i capelli colorati, tatuata, un’immagine che per me era forte, assolutamente vincente. Ho chiamato subito Stefano (Diamond) per dirgli che avevo trovato la mia ispirazione e lui mi ha risposto che stava disegnando una ragazza che suonava l’arpa, incredibile!

Veramente una sinergia perfetta. L’unica spiegazione logica - non essendoci parlati prima -  è che, forse, dopo tanti che lavoriamo insieme, spesso non c’è neanche più bisogno di parlarsi, il nostro è un vero e proprio feeling creativo.

Il palazzo poi era anche particolare, quello del Sindaco di Cassino, un muro rettangolare, ma abbastanza basso e largo, le nostre due immagini calzavano a pennello.

Anche la scelta dei colori, che è stata fatta in maniera separata ed autonoma, ha dell’incredibile, alla fine abbiamo scelto le stesse tonalità con una predominanza di rosa, arancione e verde.

Abbiamo voluto porre l’accento, anche alla luce degli ultimi fatti di cronaca, al Ddl Zan, alla libertà di essere e di espressione di ognuno di noi, un termine che spesso è sintomo, invece,  di limitazioni discriminanti, anche nel nostro lavoro. Libertà di espressione che dovrebbe essere “la bandiera” di una società moderna e che invece non lo è assolutamente.

Come sempre il gusto etereo di Diamond si contrappone con la mia batterista rock, che per alcuni tratti ricorda i cartoni della serie televisiva “Jem e le Holograms” dei favolosi anni ’80.

Perché i cartoni e le serie degli anni ottanta erano veramente “avanti” a livello di libertà di espressione e di inclusione, questo bisogna riconoscerlo!

Un grazie particolare a Cassino e all’organizzazione di Ammuri Liberi che è stata incredibile in tutto, logistica ed amministrazione perfetta.

E un applauso ai ragazzi di Motorefisico e alla loro opera dedicata al Diritto alla libertà di circolazione e movimento, con cui abbiamo diviso la casa, dei giovani di cui sentirete sicuramente parlare. Bravi tutti gli altri artisti, che hanno lavorato su altre facciate nella stessa piazza, da Marcello con il suo muro sul Diritto alla parità di genere, ad Oniro con il suo muro dedicato al Diritto alla cura del sé.

Stiamo già lavorando su nuovi muri, non ci fermiamo mai!”

Aspettiamo con ansia le nuove opere dei due street artist, che riescono sempre ad impressionarci in maniera positiva!

Articolo di Stefania Vaghi

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