Terra Vita Dimora La Mostra Del Collettivo DonnArgilla

Terra Vita Dimora La Mostra Del Collettivo DonnArgilla

Le opere di nove artiste del collettivo donnArgilla nello spazio espositivo Il Laboratorio di Via del Moro, mostra curata da Michela Becchis

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Nello spazio espositivo Il Laboratorio di Via del Moro, torna il collettivo donnArgilla, con una mostra dal titolo carico di significato e perfettamente in linea con il momento storico: Terra vita Dimora.

Nove donne e le loro opere che mettono un focus sulla Terra, non solo come luogo della vita, ma, soprattutto, intesa come dimora.

In mostra le opere di Maria Flora Clementelli, Claudia Di Mario, Francesca Fenu, Marina Gigli, Emanuela Mastria, Angela Nencioni, Gaia Pagani, Elena Tonellotto, Francesca Trubbianelli, a cura di Michela Becchis.

Come la stessa curatrice dichiara: “Fa bene vedere il comporsi davanti allo sguardo la mostra di donnArgilla perché ci dà la misura di come mettendo insieme la Vita, la Terra, la Dimora dentro tanti sguardi diversi e attenti la natura non esista davanti a noi o per noi come luogo neutro cui aspirare, fare ritorno o da salvare. La natura non può essere colta nella sua totalità, né i suoi confini possono essere stabiliti, per il semplice fatto che non si trova mai totalmente fuori di noi, o viceversa. Che siamo noi che la narriamo e narrandola la trasformiamo. Il compito che ci mostrano le artiste è la seria e pesante responsabilità di imparare a narrare con rispetto la cui etimologia sta in “guardare dietro”, ma il senso sta nel dovere della cura.”

Quindici opere totali che si stagliano nel candore dello spazio espositivo, che hanno come filo conduttore l’argilla, la sua lavorazione e le sue mille declinazioni.

Ognuna delle artiste ha utilizzato la sua tecnica preferita, dalla terracotta, alla porcellana, passando per il raku, con una varietà non facile né tantomeno scontata da trovare in una collettiva. Uno stesso tema, rappresentato ognuna con il suo personalissimo stile, ma con un risultato d’insieme assolutamente armonico e di ottimo livello.

Opere che parlano di terra, di dimore, di foreste, di natura, ma anche di dolore, di maternità, c’è chi, come Angela Nencioni segue una frase di Gandhi per le sue opere, che parlano di avidità, dell’assenza del rispetto e della cura: “La Terra ha abbastanza per soddisfare i bisogni di tutti, ma non per l’avidità di pochi”.

Mentre Elena Tonellotto prende a riferimento una frase celebre di Pessoa, sulla caducità della vita: “Di tutto restano tre cose: la certezza che stiamo sempre iniziando, la certezza che abbiamo bisogno di continuare, la certezza che saremo interrotti prima di finire.

Emanuela Mastria nelle sue lievi pergamene di porcellane ci regala il calore e il senso di dimore sempre aperte, illuminate, per accogliere scambi, parole, la quotidianità umana.

Abbiamo chiesto a Claudia Di Mario, fondatrice del collettivo donnArgilla com’è nato il gruppo che ha come slogan ceramica: femminile, singolare!

“E’ nato circa 6 anni fa, con un nutrito gruppo di ceramiste, scultrici, che già si conoscevano, alcune di persona, altre solo online. Man mano ci siamo evolute, dalle prime iniziative online, siamo passate ad iniziative in presenza, alle mostre. Siamo un gruppo eterogeneo, con presenze da tutta Italia. Oggi a questa inaugurazione partecipano artiste provenienti da Verona, dalla Toscana, e molte artiste romane”.

Quant’è importante,  in questa momento storico,  fare rete al femminile?

E’ sempre essenziale. Il collettivo ne è la prova, così come questa mostra che siamo riuscite a creare, riuscendo a mettere insieme le nostre peculiarità artistiche per un fine comune. Facciamo rete come donne, come artiste e anche come amiche.

Il messaggio che volete dare con questa collettiva?

Terra vita Dimora: come tema è nato prima della pandemia, originariamente la mostra era schedulata per l’inizio del 2020. In questo momento il tema sembra addirittura più attuale e calzante. L’attaccamento alla nostra Terra, intesa anche come dimora, simbolo di vita e di morte allo stesso tempo, ma anche simbolo di rinascita di una vita, cambiata, per forza di cose, perché il quotidiano è cambiato, le nostre vite sono cambiate.”

La mostra sarà visitabile fino al 2 maggio 2021: giovedì 29 e venerdì 30 aprile dalle 16.00 alle 20.00, sabato 1° e domenica 2 maggio dalle 10.00 alle 20.00.

Articolo di Stefania Vaghi

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