Alla Casa Delle Letterature Trame Della Lettura Di Luisa Longo

Alla Casa Delle Letterature Trame Della Lettura Di Luisa Longo

Le opere su organza della fiber artist Luisa Longo alla Casa delle Letterature.

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Una inaugurazione “a porte chiuse”, che si è svolta nella Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, ma che dallo scorso lunedi 26 aprile è aperta quella di Luisa Longo e delle sue “Trame della Lettura” alla Casa delle Letterature,  nel prestigioso complesso borrominiano dell'ex Oratorio dei Filippini a Piazza dell'Orologio.

L’artista, conosciuta a livello nazionale ed internazionale, come una delle maggiori esponenti della Fiber Art, si presenta con 20 opere, create dal 2019 al 2021, che rappresentano altrettante biblioteche in giro per il mondo, tutte realizzate su organza, in acrilico e tecnica mista.

Allestimento che ben si sposa con la Casa delle Letterature, che vede protagoniste le opere dell’artista in un colloquio intimo e perfettamente calzante con l’architettura dello spazio ospitante, interamente dedicato alle letterature italiana e straniera del Novecento e del nuovo millennio.

La mostra è un vero e proprio viaggio tra le biblioteche di tutto il mondo, da quelle pubbliche a quelle private, con un focus particolare sulla loro architettura: dalla modernissima Tianjin Binhai Library di Tientsin in Cina, alla biblioteca El Ateneo Grand Splendid di Buenos Aires, alle Trinity College Library e Lincoln Library nel Regno Unito, fino alla privata e preziosa Private Library in Grecia.

Abbiamo voluto chiedere a Luisa Longo qualche informazione aggiuntiva su questa sua nuova personale.

Come nascono le opere della mostra Trame della lettura?

Sono sempre stata affascinata dalle biblioteche, le ho cercate e visitate nel mondo, anche nei luoghi più sperduti, perché nelle biblioteche si diventa invisibili, si sparisce per immergersi completamente nelle pagine che si stanno leggendo, in uno spazio senza interruzioni, fuori dal tempo. Si diventa una cosa sola con il proprio pensiero. L’architettura dei luoghi che custodiscono i libri sono determinanti in questo senso, non meno dei volumi che si trovano all’interno. A volte sono spazi ridotti, intimi, quasi segreti che accolgono e invitano alla concentrazione, altre volte sono ambienti grandiosi che celebrano il patrimonio della conoscenza, di fronte alla quale siamo una piccola cosa, un’inezia. Questa collezione di biblioteche racconta questo diverso registro, dal minimo al magniloquente, dalla raccolta privata e bizzarra a quella istituzionale e storica, cercando di trasmettere sempre l’amore, il rispetto e la meraviglia che si provano di fronte alla conoscenza.

Perché l’uso dell’organza? Cosa significa essere una fiber artist?

L’organza, come la seta sono tessuti sui quali ho sperimentato in maniera ininterrotta per oltre trentacinque anni. Sono stoffe che permettono effetti di luminosità e di trasparenza unici e grazie a queste caratteristiche si ottiene una tridimensionalità, una prospettiva particolare, corposa ed evanescente, concreta e spirituale allo stesso tempo. Inoltre sono fibre molto delicate, complesse da trattare, la resa finale non è prevedibile in toto, c’è sempre un elemento che non avevo considerato che emerge con prepotenza; questa dinamica misteriosa, imprevedibile che ho con la materia determina anche in parte l’emozione che provo nel lavorarla.

La mostra, che valorizza le biblioteche e le librerie nel mondo, è particolarmente adatta alla Casa delle letterature, biblioteca di pubblica lettura, oltre alla Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore. Perché una mostra sui libri e sulle biblioteche?

La lettura e i libri hanno sempre avuto un ruolo importantissimo nella mia vita, da quando da ragazzina a Bologna andavo all’Archiginnasio a fare i compiti. Una volta che ero lì sentivo tutta l’energia dei libri, le infinite possibilità che i volumi attorno a me mi offrivano, la facoltà di espandere i miei limiti oltre quello che conoscevo. Non erano solo pomeriggi di studio, era anche circoscrivere uno spazio solo mio, di pensieri, di progetti, di immagini fantasiose. È iniziata prestissimo la mia passione per i libri e da subito si è tradotta nella mia mente in figure, rappresentazioni del reale o della mia immaginazione. In un certo senso posso dire che ho iniziato a dipingere con i libri, e sono passata, poi, in un secondo momento alla tela.

La mostra sarà visitabile fino al 23 maggio prossimo, salvo proroga.

Articolo di Stefania Vaghi

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