A Palazzo Barberini Il Tempo è Barocco

A Palazzo Barberini Il Tempo è Barocco

Tra grandi opere pittoriche e sontuosi e raffinati orologi la nuova mostra a Palazzo Barberini nell'ala delle mostre temporanee.

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Tempo Barocco è la nuova mostra che inaugura lo spazio mostre al piano terra di Palazzo Barberini, in un percorso espositivo completamente restaurato e rinnovato.

In mostra 40 opere dei grandi protagonisti della cultura barocca: da Pietro da Cortona a Gian Lorenzo Bernini, da Valentin de Boulogne a Nicolas Poussin, da Anton Van Dyck a Domenichino, da Andrea Sacchi a Guido Reni, solo per citarne alcuni.

Un’esplorazione del barocco, stile e gusto artistico che prende vita a Roma nei primi decenni del XVII secolo e che trova la sua estrema sintesi e sublimazione proprio nel Trionfo della divina Provvidenza di Pietro da Cortona a Palazzo Barberini tra teatralità, magnificenza, meraviglia, una rielaborazione grandiosa ed opulenta dei miti classici e delle opere d’arte antica.

Barocco come concetto più vasto abbinato a quello del tempo, in tutte le sue molteplici interpretazioni, dal tempo dell’amore, a quello scandito dalle stagioni, dal tempo della bellezza, a quello dell’azione.

Non solo opere pittoriche quindi, di formati imponenti, ma anche sontuosi e raffinati orologi prodotti all’epoca che sono a rappresentare la verità, la bellezza, l’amore e la morte, che risultano essere perfettamente in simbiosi con i capolavori esposti, di artisti italiani e stranieri, provenienti da musei italiani e del resto del mondo.

Il percorso espositivo è diviso in cinque sezioni nelle otto sale: Il mito del Tempo, Il Tempo e l’Amore, Il Tempo tra calcolo e allegoria, Tempo Vanitas e l’ultima sezione Fermare il Tempo, cogliere l’azione.

Abbiamo voluto fare qualche domanda alla Direttrice delle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma (Palazzo Barberini e Galleria Corsini) Flaminia Gennari Santori, che ha curato la mostra insieme a Francesca Cappelletti Direttrice della Galleria Borghese di Roma, in un evento che mette in connessione due realtà museali ed espositive differenti della Capitale.

Com’è nato il progetto di Tempo Barocco?

E’ una mostra che avevamo iniziato a pensare tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017. Oggi ci auguriamo che in questo momento di svolta della pandemia, offra degli spunti di riflessione ulteriori: quello più interessante del periodo barocco è la sua riflessione sul tempo, studio centrale soprattutto da parte degli artisti, un momento in cui la scienza, la misurazione del tempo e il metodo scientifico cambiano completamente. Qui vediamo moltissimi oggetti, soprattutto orologi, che risultano quasi essere amplificati da questi dipinti stupendi. Piccoli monumenti in miniatura alla temporalità, che uniscono e fanno coesistere la visione allegorica, poetica ed intellettuale, con una nuova dimensione scientifica. Questa è la chiave di lettura di questi oggetti, guardare al passato ci aiuta a trovare degli spunti per il presente, proprio per questa compresenza di indagine scientifica (imperniata sul metodo sperimentale di Galileo) e di visione poetica, quella di cui abbiamo più bisogno oggi.

Ha rivoluzionato ulteriormente Palazzo Barberini, negli spazi e negli allestimenti, è un work in progress continuo il suo?

Questo palazzo è immenso e ancora non abbiamo finito. Questa ala delle mostre temporanee c’è sempre stata, anche in precedenza. Abbiamo ottenuto dei finanziamenti speciali con i quali abbiamo portato questo spazio a standard museali elevati, e ho voluto ridisegnarlo un po' come ambiente “molto neutro”. Si vedono le decorazioni barocche e ho mantenuto la spazialità dell’ambiente, ma ho voluto creare degli spazi senza aperture esterne, inserendo anche dei pannelli mobili, abbiamo lavorato anche sulle finestre.

Vorrei che diventassero degli spazi dove si può esporre tutto, dove il contesto architettonico può rimanere un passo indietro, essere solo di “abbellimento” secondario.

Perché questo Palazzo è un microcosmo abbastanza grande che si può permettere di accogliere una mostra temporanea su un artista contemporaneo, una collezione permanente, una mostra fotografica, per creare tutta una serie di livelli differenti di ingaggio per i nostri spettatori.

Il focus è sul Tempo, mai così attuale, in un tempo pandemico infinito, che ci ha restituito forse una percezione del tempo differente?

Certamente, anche se poi il tempo che abbiamo vissuto è stato un tempo strano, un tempo che sfugge, che non c’è stato. Non so che è stato un tempo recuperato, sicuramento un tempo “di ansia”. Questa mostra è la riscoperta di ansie di chi ha vissuto oltre 400 anni fa ed è sicuramente interessante.”

La mostra Tempo Barocco a Palazzo Barberini sarà visitabile fino al prossimo 3 ottobre 2021.

Articolo di Stefania Vaghi

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