Al Micro L’ultimo Appuntamento Di Serve Boresta

Al Micro L’ultimo Appuntamento Di Serve Boresta

L'artista Pino Boresta nel quarto e ultimo appuntamento del ciclo che lo ha visto protagonista in una insolita veste.

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Si è chiuso il ciclo dei quattro appuntamenti al Micro di Paola Valori di Serve! Boresta, un format innovativo che ha visto il connubio di arte, cibo e cultura.

Appuntamenti intorno ad un tavolo, nel senso fisico e letterale del termine, che hanno visto protagonisti, insieme all’artista Pino Boresta, personaggi illustri del mondo dell’arte e della cultura del panorama romano.

Serve! Boresta è inserito nel più ampio progetto espositivo della personale “Il Boresta che non ti aspetti” partito lo scorso 2 marzo e che terminerà il prossimo 30 novembre 2021.

A questa ultima puntata hanno partecipato Ivan Barlafante artista e membro dell’Archivio Fabio Mauri, Francesco Impellizzeri artista e membro dell’Archivio Accardi Sanfilippo e Liliana Maniero curatrice e gallerista romana di lungo corso. Proprio perché il leitmotiv è Il Boresta che non ti aspetti, in questo appuntamento conclusivo il vulcanico e poliedrico artista si è presentato in una triplice veste: quella primaria di artista e creativo, di cameriere e stavolta, a sorpresa, di commensale, lasciando tutti senza parole!

Per quest’ultimo appuntamento la chef Maura Pierangelini ha deliziato i presenti con un menù fresco e tipicamente estivo: insalata di melone con pancetta affumicata, pappa al pomodoro con salsa al basilico, parmigiana fredda e tartella di mandorle alla frutta.

Al menù, come sempre, è stata abbinata una degustazione di vini, a cura del sommelier Ettore Aimi in collaborazione con www.winegoshop.it che ha scelto un Vermentino Le Gessaie di Le Sode di Sant’Angelo, Quattro Chiacchiere a Oltrepoggio, e un Passito Diamante Terre Siciliane.

Le decorazioni floreali a cura di Marilyn Floral Art questa volta hanno scelto elementi floreali dalle linee leggere e stilizzate, come a voler dipingere con i fiori, protagonista la Gloriosa, fiore australiano, la Craspedia gialla e piccoli rami di bambù.

Quest’ultimo appuntamento è trascorso tra racconti e aneddoti tra i commensali, soprattutto tra i tre artisti che condividono anche un’amicizia di lunga data.

Ivan Barlafante racconta addirittura di un episodio accaduto nel lontano 1995. Tornando verso Roma, insieme a Carolyn Christov-Bakargiev e ad un altro artista, dopo aver partecipato alla mostra collettiva Incantesimi che aveva coinvolto tutto il borgo di Bomarzo, curata da Simonetta Lux, Carolyn si è così espressa, parlando con Ivan “ma se tu vivi a Roma devi frequentare gli artisti romani, devi conoscere assolutamente Pino Boresta, è un artista che ha la stessa genialità di Pino Pascali”, affermazione che ha lasciato l’artista assolutamente senza parole.

Come sempre chiedo ai commensali le loro impressioni su questo appuntamento unico ed originale che spazia tra arte, cibo e cultura e sulla loro conoscenza dell’artista in mostra.

Inizio con Francesco Impellizzeri.

“Cibo e arte? Lo trovo un appuntamento assolutamente di grande attualità. Conosco benissimo le performance di Pino Boresta, lo conosco dall’inizio dal 1990-93, ci siamo conosciuti e trovati nel percorso performativo. Abbiamo fatto insieme anche il Progetto Oreste. E ho seguito tutte le sue raccolte tra unghie e capelli, partecipando anche. Lo stimo in maniera assoluta.

E’ responsabile dell’Archivio Accardi Sanfilippo, le attività stanno riprendendo, la cultura sta ripartendo?

L’attività dell’archivio di cui faccio parte non si è mai fermata, non ne ha risentito, tranne che per il prolungamento delle esposizioni che erano in atto o che erano già state schedulate, i cataloghi hanno sopperito alla mancanza della presenza.

Avete avuto eventi online e sul web. La cultura e l’arte possono avere vita autonoma sul web?

Il web è un mezzo, ma non è quello che non può sostituire la presenza. Io questa mostra “Il Boresta che non ti aspetti” l’ho vista online, perché non sono riuscito a passare prima per i molteplici impegni. L’online è un mezzo di diffusione, un po' com’erano prima i giornali cartacei. Una mostra vista solo sul web “non regge”. Io ho studiato pittura, io devo vedere da vicino la pennellata per capire l’artista, il suo stile personale. Un’opera deve farti vibrare, non basta una semplice immagine da uno schermo. Il web serve per informare, questo si. La ricezione dell’arte deve essere vis a vis.”

Passo poi alla seconda ospite, Lilliana Maniero.

Conoscevo Pino Boresta e l’ho seguito nel tempo, ma non così bene. Mi ha fatto molto piacere ricevere questo invito che considero molto particolare, accompagnato da un pranzo eccezionale.

Lei è curatrice e nota gallerista, la cultura ha subito una battuta d’arresto, sta riprendendo e come?

Sono stata una gallerista che ho fatto quello che ritenevo interessante fare, ho sempre sostenuto gli artisti che mi piacevano. Le idee non si fermano mai è la pratica delle cose che è cambiata, stiamo vivendo un momento dove la pratica finanziaria è a farla da padrona. Il momento è un po' diverso, bisogna capire e capirlo, si parla più di economia e di finanza dell’arte che di arte nel senso stretto della parola.

L’arte sul web, funziona, ha lo stesso impatto sullo spettatore?

No per me non è la stessa cosa assolutamente, l’arte va vista dal vivo, va conosciuto, possibilmente, anche l’artista perché ti da altre emozioni, oltre ad aver visto le sue opere. Però il web serve, è un veicolo di pubblicizzazione, bisogna utilizzarlo al meglio, a regola d’arte.

Strappo una dichiarazione finale anche ad Ivan Barlafante.

Ho partecipato ad un evento simile, a grandi linee (la performance “Il Tavolo dell’Alleanza di Daniela Papadia al Carcere di Rebibbia), ringrazio tantissimo Pino dell’invito di oggi, di avermi reso partecipe in questo momento di “pacificazione” di un percorso personale in cui riespone dei lavori vecchi, con la pertinenza di chi non è mai uscito da una linea di ricerca e di pensiero. Sono molto contento e lieto di essere stato a questo evento di Pino Boresta.

“Il Boresta che non ti aspetti”, continuerà con altre puntate, la mostra è visitabile gratuitamente, ad ingresso contingentato dal lunedì al venerdì dalle 15.30 alle 19.30 al Micro di Viale Mazzini 1 a Roma.

Articolo di Stefania Vaghi 

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