Studio Visit A Il Portale Ostiense

Studio Visit A Il Portale Ostiense

In una delle strutture dell'ex Consorzio Agrario, Chiara Moro e Federico Massimiliano Mozzano presentano "Il Portale Ostiense", con la mostra Studio Visit.

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Ha aperto i battenti al pubblico romano, Il Portale Ostiense, quello che grazie a Chiara Moro e all’artista Federico Massimiliano Mozzano, suo compagno, ha tutte le carte in regola per diventare un nuovo spazio espositivo a Roma, un hub culturale, che risorge dalle ceneri dell’ex Consorzio Agrario a Via del Porto Fluviale.

Studio Visit ha presentato le opere scultoree site-specific e le installazioni di Federico Massimiliano Mozzano, in questa nuova ed insolita veste artistica, create proprio all’interno del Portale Ostiense, utilizzando materiali di scarto e di pura carpenteria, malta compresa, mixandoli con legno e smalti, addirittura con parti di coperta isotermica oro e argento.

Portale Ostiense è uno spazio dismesso dal 1970, che si staglia solitario all’ingresso di un comprensorio glamour ed high-tech che cozza irrimediabilmente con la splendida struttura in mattoni rossi dello spazio e con tutto il contesto urbano circostante, che dopo gli indispensabili restyling e messe a norme, sarà sicuramente una nuova location di cui sentiremo parlare nel prossimo 2022.

Artefici di questa “nuova vita” dello spazio e di una nuova sfida personale e professionale sono la Marketing Manager Chiara Moro e il noto fotografo Federico Massimiliano Mozzano, che poco prima dello scoppio della pandemia si innamorano della struttura e decidono di renderlo un vero e proprio studio d’arte.

Una storia che parla di forza di volontà, di metamorfosi, perché le idee e l’estro creativo non si fermano mai, neanche in pandemia e perché dalle difficoltà nascono sempre delle opportunità.

Dalla fine del 2020 Mozzano crea il suo studio all’interno del locale ed inizia a lavorare in una veste completamente differente rispetto a quella che lo ha reso celebre come fotografo a livello nazionale ed internazionale: la scultura.

Una nuova forma espressiva, che forgia Mozzano durante la pandemia e che si sviluppa prepotentemente negli spazi, di cui le stesse opere diventano parte integrante, in simbiosi e dialogo tra loro. Opere che hanno tutte un dualismo e una doppia chiave di lettura, molte basculanti, che vogliono essere una vera e propria bilancia delle azioni umane, dove tutto è perennemente in bilico tra bene e male, tra giusto e sbagliato.

Le opere sono sostanzialmente tutto esposte al piano superiore, mentre al piano inferiore troviamo un’unica installazione interattiva “C’è arte su Marte”.

Abbiamo voluto chiedere allo stesso artista, l’interpretazione delle sue opere, e lo stesso ci ha dichiarato: "Al centro di questo discorso fatto di cemento, ferro, legno e colori c’è l’uomo e le sue azioni, amplificato dalle diverse relazioni, come ad esempio uguaglianza e disuguaglianza (“Prua o poppa” e le varie bandiere/barche) forza e debolezza (“Bombardateli”) costruzione e distruzione (“Ponteggio”), ignoranza e cultura (“Botta e risposta”, “Altalena”) e via via.

Il lavoro portato avanti voleva creare un dialogo continuo tra le sculture/ installazioni, poiché tutte presentano una chiave di lettura doppia, un polo positivo e un polo negativo, il basculare ne diventa l’espressione e/o l’indecisione, la bandiera, il feticcio o la guida alla quale l’uomo china il capo a seconda degli eventi e delle opportunità. Le opere perciò prese singolarmente raccontano una parte di queste azioni-relazioni, se invece si inizia a farle dialogare tra loro si va verso lo sviluppo di una storia a più ampio respiro, che in teoria dovrebbe aprire ad altri ragionamenti/approfondimenti, che ognuno di noi (volendolo) è in grado di poter affrontare.”

A questo punto aspettiamo con ansia che Portale Ostiense sia ristrutturato e riapra in una forma nuova, tutta da vivere e da scoprire, senza perdere le sue caratteristiche architettoniche che lo rendono unico.

Come Chiara Moro e Federico Massimiliano Mozzano dichiarano al termine della visita e nel catalogo ““Fare Arte è una cosa seria, molto più seria dell’arte stessa, per questo c’è arte su Marte… l’arte ha un senso, per chi la fa e non per chi la compra. L’arte è crudele e ragiona per eccessi.”

Impossibile non concordare!

Articolo di Stefania Vaghi

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