Immersioni La Collettiva Per Un Mare Plastic Free

Immersioni La Collettiva Per Un Mare Plastic Free

La nuova collettiva di Galleria Vittoria è un focus sull'inquinamento da plastica dei nostri mari.

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Dopo Safari, Galleria Vittoria a Via Margutta, si presenta con una nuova collettiva, anch’essa con un focus sull’ecologia, questa volta dedicata al mare e al suo inquinamento da plastiche e microplastiche “Immersioni”.

Visitabile fino al prossimo 4 giugno, la mostra è affidata a 12 artisti contemporanei, ognuno con la personale visione della spinosa tematica ambientale, a cura di Ludovica Bartoli e Tiziano M. Todi con il patrocinio di Regione Lazio. Gli artisti coinvolti sono: Ricardo Aleodor Venturi, Romolo Basili, Elisabetta Bertulli, Etty Bruni, Cristina D’Ambrosio, Maria Camilla Pallavicini, Nino Perrone, Adriana Pignataro, Elvi Ratti, Anna Ricca, Anna Romanello e Rosemary Salkin Sbiroli.

Come la precedente mostra, l’allestimento è totalmente immersivo, nei toni e nei colori del blu, combinato ad effetti sonori tipici dello sciabordio delle onde, che vengono riprodotte anche con una videoproiezione sul soffitto della galleria.

Ad accoglierci all’ingresso una enorme tartaruga dell’artista Romolo Basili, creata con i residui misti in platica, così come dei pesci giganteschi e multicolori che fanno bella mostra in sospensione aerea nello spazio espositivo.

Abbiamo voluto chiedere delle informazioni aggiuntive sia a Tiziano M. Todi che a Ludovica Bartoli, che ci hanno rilasciato delle dichiarazioni “a quattro mani”.

“Questa mostra è coo-curata da me e da Ludovica Bartoli ed è dedicata all’inquinamento del mare da parte della plastica, è il proseguimento della precedente “Safari”, ambedue sono esplorazioni su alcune problematiche ambientali: dal cambiamento climatico alle plastiche nel mare.

Abbiamo invitato 12 artisti che con la loro personale visione stilistica hanno voluto rappresentare l’inquinamento dei fondali oceanici, dall’astratto al figurativo, ricorrendo a tecniche differenti. Al centro della galleria abbiamo i pesci sospesi, realizzati con dei resti di bottiglie di plastica di Romolo Basili al di sotto dei pesci si trova invece un’opera scultorea di un’artista molto giovane che viene da Pesaro, “Conghiglia” di Ricardo Aleodor Venturi. Si tratta di un resto di un elemento in plastica che l’artista ha recuperato sulla spiaggia, durante la pulizia del litorale, che ha ricoperto di resina per poterlo rendere modello per le successive serigrafie che ha realizzato. La mostra ha un percorso espositivo, si snoda, c’è un discorso ampio sull’inquinamento, ma c’è anche un mix di opere dedicate alla tematica del mare o alla plastica, abbiamo fatto un percorso di ricerca negli archivi degli artisti che avevamo selezionato. Abbiamo un’opera del 2010 di Elvi Ratti “Oceano Catturato”, una splendida e monumentale colonna luminosa, o una fotografia rielaborata di Anna Ricca del 2018 dal titolo “Plastiche”. C’è l’opera di Maria Camilla Pallavicini “Immersione nel mare inquinato”, che è realizzata con delle lische vere che vogliono sottolineare come la plastica stia uccidendo il mare.

La mostra è stata pensata con un mood abbastanza claustrofobico e di “chiusura” e riempimento.

La mostra è immersiva in maniera totale: l’atmosfera, i suoni, l’effetto dell’acqua sul soffitto, manca solo il profumo del mare. La mostra è arricchita da testi, che trattano sia delle opere che della tematica del mare di Alessandra Gatti e Donatella Liuzzi.

Abbiamo voluto inserire anche un testo di Sonia Brienza (su IG @cosedisoso) che si occupa di moda e di vintage, il suo testo è un focus sull’inquinamento da microplastiche, rilasciate dai lavaggi delle lavatrici. Tutti i giorni ne vengono rilasciate a milioni che poi diventano cibo per i pesci, chi mangia molto pesce è come se mangiasse una carta di credito a settimana (aiuto, aggiungerei…).

Abbiamo deciso anche di accostare ad ogni opera d’arte delle statistiche legate ad elementi e a situazioni drammatiche legate all’inquinamento da plastica, come ad esempio le sei isole di plastica presenti negli oceani, una delle quali nel Pacifico è grande sei volte l’Italia (ahime!), oppure legate alle situazioni sulle spiagge, che ormai sono completamente ricoperte dai rifiuti.

Lo scopo della mostra è quello di voler sensibilizzare, come la precedente, l’opinione pubblica”.

La mostra Immersioni sarà visitabile a Galleria Vittoria a Roma, a Via Margutta 103, fino al prossimo 4 giugno, con ingresso contingentato, dal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle 19.00, altrimenti su appuntamento.

Articolo di Stefania Vaghi

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