Al Garum Al Circo Massimo DANZAMACABRA Di Leandro Lottici

Al Garum Al Circo Massimo DANZAMACABRA Di Leandro Lottici

Fino al 6 giugno Danzamacabra mostra personale di Leandro Lottici al Garum, Biblioteca e Museo della Cucina al Circo Massimo.

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Ha aperto i battenti lo scorso 1 giugno, Danzamacabra, la personale di Leandro Lottici al Garum, Biblioteca e Museo della Cucina, curata dal vulcanico Matteo Ghirighini, responsabile anche dello stesso Garum.

Una mostra che ha avuto uno stop di oltre 7 mesi, causa le varie restrizioni da Covid e che era originariamente schedulata per il ponte di Ognissanti del 2020, a cui è strettamente legata a doppio filo: il giorno dei vivi che furono, il giorno dei santi che sono e quello che ai morti si deve; e che, prosaicamente, sono traducibili con Halloween, Ognissanti e il Giorno dei morti.

Un’opera imponente, un ideale fregio continuo di oltre 25 metri, realizzato direttamente in loco, in grafite, in cui la Morte danza con lo spettatore. Uno straordinario viaggio introspettivo, guidato dall’inconfondibile segno grafico di Leandro Lottici: 10 xilografie, 5 matrici e XVII grandi disegni di Morte e Vita, Dio e Diavolo, Conoscenza e Oblio.

Danzamacabra nasce dall’idea di Lottici Ghirighini, che partendo dalle prime 5 xilografie, che dovevano essere il fulcro della mostra, hanno deciso di creare un vero e proprio progetto espositivo, totalmente innovativo ed immersivo.

Ci sono riferimenti ad artisti famosi, a street artisti celebri, da Dürer e Botticelli a Banksy, per stuzzicare l’immaginario dello spettatore.

La Morte al di sopra di tutto quello che non viene umanamente riconosciuto, perché l’Universo è destinato a finire.

Un percorso tra l’ironico e una punta di macabro che ha come scopo quello di voler far riflettere il singolo spettatore, sul significato della sua condizione di essere mortale.

Abbiamo voluto fare un paio di domande sia a Leandro Lottici che a Matteo Ghirighini in sede di vernissage, lo scorso 1 giugno.

Leandro Lottici, sono passati sette mesi da quando doveva aprire la mostra, ora il gran giorno è arrivato, una dichiarazione a caldo?

Ancora mi divido tra emozione e ansia, oggi Matteo, il curatore, è entrato nel panico e mi ha attaccato il suo mood, io che ero molto tranquillo…

In che cosa è variato l’allestimento, rispetto a quello che avevo già visto ad ottobre in preview?

Rispetto ad ottobre, Romina Guidelli, il nostro ufficio stampa, ha avuto l’idea di creare dei drappeggi intorno a tutte le opere per “far uscire” il mio tratto, mancava un tocco femminile a fare la differenza… Anche le statue sono state bendate di rosso. A me piaceva il testo di Matteo nel Libro d’Artista “…la morte sa, l’uomo non sa” e mentre abbiamo allestito, lo sguardo indagatore delle statue ci ha fatto venire in mente che come non sappiano noi essere umani, neanche le statue dovevano sapere e, in aggiunta, volevamo darci un pizzico di augurio di buona fortuna e quindi richiamare “la dea bendata”, che ci portasse la fortuna che ci è mancata in questo anno.

La mostra era stata pensata per il weekend di Ognissanti, per cui per tre giorni soltanto, ora con il ponte del 2 giugno, l’abbiamo allungata fino al 6 giugno prossimo.

Passiamo ora a Matteo Ghirighini, finalmente l’opening di Danzamacabra al Garum, da ottobre 2020 a giugno 2021, cosa è cambiato?

Direi che è un gran peccato aver perso le date originali, perché avevano una forza che non abbiamo adesso, o abbiamo in minor parte, si pensa ad uscire dal Covid, ai vaccini, c’è un mood e uno spirito completamente differente. Quei tre giorni del weekend di Ognissanti avrebbero cambiato l’impatto della mostra sullo spettatore.

Per cercare di dare una marcia in più alla mostra ed un impatto differente, qualche cosina di allestimento è stata variata. Tutto in semioscurità, tra drappeggi neri intorno alle opere, drappi rossi come sfondo alle xilografie del 2014, da cui tutto è iniziato, fino alle statue bendate, che in pochi notano, ed è invece un particolare strettamente legato al concetto della mostra… Io non ti vedo più, il concetto stesso della vita e della morte!

Spero che lo spettatore ne rimanga colpito come noi”.

La mostra è visitabile al Garum Biblioteca e Museo della Cucina, Boscolo Circo Massimo, di Via dei Cerchi 87, fino al prossimo 6 giugno, con i seguenti orari:

3 giugno dalle 10 alle 18

4 giugno dalle 10 alle 21

5 giugno dalle 10 alle 21

6 giugno dalle 10 alle 18.

Una Danzamacabra per riflettere sulla vita e sul significato della morte, da non perdere!

Articolo di Stefania Vaghi

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