Il Caso Aldo Moro: Quando Il Teatro A Roma è Di Scena In Strada

Il Caso Aldo Moro: Quando Il Teatro A Roma è Di Scena In Strada

La nuova visita guidata teatralizzata de "I Viaggi di Adriano" è "Il Caso Aldo Moro: l’Italia che poteva essere", format originale di Luca Basile.

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Una visita teatralizzata che porta in scena la cronaca nera, quella che nessuno ad oggi può dimenticare, questo è “Il Caso Aldo Moro: l’Italia che poteva essere”, unica ed esclusiva visita guidata teatralizzata nel suo genere, proposta da “I Viaggi di Adriano”, in collaborazione con la compagnia teatrale Fenix1530 Luca Basile Productions, che ha presentato ieri i primi due appuntamenti, dedicati ad uno dei casi più spinosi e controversi della storia italiana.

Un percorso che parte alla scoperta dei luoghi che hanno fatto da sfondo ad una vicenda italiana sempre più internazionale per tentare di capire, a distanza di oltre 40 anni, quale fu il ruolo delle Brigate Rosse, che seppur importante, si rivela non essere infatti così determinante. Ma allora quali furono i giocatori di questa partita a scacchi? Quale pericolo rappresentava Moro e l’Italia che egli stesso rappresentava? Domande e risposte che faranno entrare gli spettatori nel vivo della storia.

Una visita guidata teatralizzata, che è un format originale di Luca Basile, protagonista in una triplice veste di autore, regista e attore che, attraverso uno studio meticoloso e certosino della vicenda, studiando testi (da “Il puzzle Moro” di Giovanni Fasanella a “Moro. Il caso non è chiuso. La verità non detta” di Giuseppe Fioroni e Maria Antonietta Calabrò) passando per lettere, registrazioni audio e video e, addirittura, scegliendo le musiche per la relativa colonna sonora, ha realizzato in toto “Il caso Moro: l’Italia che poteva essere”.

Piero Giovinazzo, Direttore Responsabile de “I Viaggi di Adriano” ha inserito immediatamente nella nuova programmazione 2021 questa visita teatralizzata esclusiva - che si avvale di Luca Pietrosanti come guida e storico dell’arte - che consolida una collaborazione decennale con la compagnia teatrale Fenix1530 Luca Basile Productions.

Insieme a Luca Basile (che inizia con una parte non facile, quella del Generale Dalla Chiesa), ieri sera gli attori Ilario Crudetti (il cui monologo finale ci strappa anche la dovuta commozione, oltre che l’applauso conclusivo) e Giovanni Bonacci (perfetto ed azzeccato in tutti i ruoli), impegnati in vere e proprie pièce teatrali di tutto rispetto, negli angoli più caratteristici che hanno contraddistinto i 55 giorni di prigionia di Aldo Moro, tra Largo Argentina, Via Caetani (dove fu ritrovato il corpo nel bagagliaio della celebre Renault 4 rossa) il Ghetto. Una rappresentazione teatrale, con cambi di abiti, rigorosamente anni ’70 e di personaggi (c’è chi ne interpreta addirittura 5), degna del palco di un teatro di primissima categoria, mai scontata né banale.

Un Moro che durante la narrazione viene definito “un artista della politica” e la sua uccisione un vero e proprio “delitto d’abbandono”, per il resto non spoilererò altro, per ovvie ragioni.

Al termine della visita, abbiamo voluto chiedere, proprio a Luca Basile, com’è nato Il Caso Moro: “Quando ho scritto “Il caso Moro: l’Italia che poteva essere” ammetto che non ero mai stato un patito dell’argomento. Mi era sempre sembrata una tematica terribilmente nebulosa, complicata. Una storia nazionale lontana, circondata da un’aura di complottismo e tante forme di dietrologia. Mi sbagliavo sotto tanti punti di vista. L’eco del caso Moro non è relegato agli anni ’70 ma investe tragicamente anche il presente del nostro paese e, soprattutto, non si tratta di un caso limitato all’Italia ma di una questione internazionale, dove le pedine sono state molte, a cominciare dalle Brigate Rosse. Se tuttavia la percezione comune è quella di un caso inafferrabile, dai contorni indefiniti sul quale è inutile insistere, è perché i molti attori, per 40 anni, hanno fatto egregiamente il loro lavoro di depistaggio e sabotaggio che solo il recente desecretamento della documentazione americana e inglese ha potuto mettere pienamente in luce.

Come dice Frank Coppola, boss della mafia italo-americana, “Moro voleva un governo di solidarietà? La solidarietà l’ha avuta, di tutti contro di lui però. Se Moro mori alcuni “pigghiunu u cieli che manu per la gioia”. La collaborazione tra le parti dell’esercito clandestino anticomunista tra le forze di polizia e dello Stato italiano, servizi segreti dei paesi alleati, zone grigie di dialogo tra agenzie di terrorismo internazionale, mafia nostrana, IOR, estremismo di sinistra e destra hanno segnato il punto più alto di ingerenza di Stati alleati amici nella politica interna italiana, culminata in quella che fu un vero e proprio colpo di Stato, mascherato da diversa azione sovversiva in Italia come recita chiaramente il titolo di un dossier inglese.

Una collaborazione necessaria per fermare “un paese che aveva perso la guerra ma stava vincendo il dopoguerra”. Quello del Presidente Aldo Moro fu un delitto di “abbandono” da parte dello Stato e la verità ha bisogno di tempo. Sono passati 43 anni e la storia di Moro è stata pressoché riscritta in molte sue parti dopo l’accesso alla nuova documentazione e il lavoro infaticabile della Commissione parlamentare sul caso Moro, i cui risultati sono stati presentati nel 2017. Gli italiani non se ne sono ancora accorti e molti non cercano più di sapere, non cercano più la verità. Una bella pietra sopra il caso Moro sarebbe il più grande capolavoro di una lunghissima opera di disinformazione. Per questo ho deciso di scrivere e interpretare ne “Il caso Moro: l’Italia che poteva essere”, perché come disse il Presidente della DC “la verità cari amici è più grande di qualsiasi tornaconto. Datemi da una parte milioni di voti e toglietemi dall’altra parte un atomo di verità ed io sarò comunque perdente”. Ed io sono convinto che fino a quando non avremo il coraggio di conoscere la verità saremo tutti perdenti.”

Non solo quindi cronaca nera in questa visita teatralizzata ma la ricerca di una verità nascosta, di uno dei delitti e di fatti di politica più controversi degli ultimi 50 anni di storia italiana.

Riuscirà Luca Basile, i suoi colleghi attori Ilario Crudetti e Giovanni Bonacci, e I Viaggi di Adriano a dirimere la matassa del Caso Moro?

Sicuramente “Il Caso Aldo Moro: l’Italia che poteva essere” ci ha incuriosito, emozionato e più che positivamente impressionato e coinvolto, perfetta tutta l’organizzazione e gli straordinari protagonisti.

Se ve lo siete perso, niente paura, verrà replicato il 19 e 26 giugno con un turno doppio alle 18 e alle 20.30, con partenza da Largo di Torre Argentina.

Per tutte le info e le relative prenotazioni obbligatorie, i gruppi sono contingentati come previsto dall’ordinanza regionale: 334 3006636 oppure on line www.iviaggidiadriano.it

Assolutamente buona la prima, applauso a tutti!!!

Articolo di Stefania Vaghi

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