Superficie Live Show Is Back

Superficie Live show – attori sul palco a portata di video riparte in presenza e in streaming.

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E’ finalmente tornato sul palco del Teatro Eduardo De Filippo di Roma, lo scorso 27 settembre, il Superficie Live Show, con capienza limitata e nel rispetto assoluto delle attuali normative in materia di contenimento dell'emergenza Covid durante gli spettacoli.

Il format Superficie creato da Matteo Santilli, torna in collaborazione con Officina Pasolini, l’hub culturale o meglio il laboratorio creativo di alta formazione della Regione Lazio che ha ricominciato le sue attività dallo scorso 14 settembre con un hashtag ad hoc #Ricominciamo.

Superficie Live show – attori sul palco a portata di video è notoriamente una jam teatrale che porta sul palco attrici e attori con i loro monologhi e scene, maestranze del mondo del cinema e del teatro con i loro racconti e le loro esperienze, musica live e tanti altri contenuti. Durante il lockdown, il format è andato online con un teatro completamente vuoto e trasformato per l’occasione in un vero e proprio studio televisivo, riscuotendo un meritato successo

Sul palco in questo lunedì 27 settembre Luca Basile, Pierfrancesco Nacca, Giovanni Bonacci, Giulia Fiume, Giulia Paoletti, ospite della serata Giulia Grandinetti e accompagnamento musicale a cura di Munendo.

Si parte subito con la musica di Munendo al secolo il cantautore Armando Valletta. A seguire le immagini di repertorio della prima edizione di Superficie in formato web causa pandemia al quale si aggiungono, per ogni interprete sul palco, spezzoni della relativa intervista.

Il primo monologo è “Bestia” del tarantino Pierfrancesco Nacca, dove il solitario protagonista - che solo alla fine svelerà di essere rinchiuso in prigione da un decennio - ci racconta, in maniera toccante, la sua vita travagliata e fatta di espedienti. Da bambino schivo, pacato, con genitori problematici ed assenti (papà disoccupato e depresso e mamma addetta alle pulizie) il cui idolo era Robin Hood, a piccolo delinquente fino al tragico epilogo di sangue, perché è sempre sottile e labile la linea di demarcazione tra buono e cattivo.

A seguire un “atletico” Giovanni Bonacci che ci fa rivivere con intensità e trasporto, le vicissitudini della prima atleta donna che, sfidando il sistema, decise di correre la Maratona di Boston del 1967, la celebre Kathrine Switzer, ora settantaquattrenne. Una vera e propria attivista che corse contro tutti e contro tutto, anche se alla fine le donne furono ammesse a gareggiare nella maratona alle Olimpiadi solo nel 1984!

Applauso vero e sincero al monologo di Giulia Fiume “Ti meriti il meglio”, dove ognuno di noi si può riconoscere. Si parte dalla nascita di un bambino, che pian piano diventa uomo, fino ad essere lui stesso padre, con alcuni passaggi assolutamente comici ed esilaranti, che ognuno di noi ha vissuto almeno una volta nella vita! Tutti ci meritiamo il meglio perché ci è successo veramente di tutto nella vita, è il caso di ammetterlo!

E’ poi la volta della regista ed attrice Giulia Grandinetti che ci racconta il suo primo film “Alice and the Land that Wonders", ora su Amazon Prime e del suo debutto da neofita della regia, tra mille difficoltà e una geniale raccolta fondi per autofinanziare il film costato ben 60.000 euro e ce ne regala un piccolo assaggio in prosa.

Poi il palco lascia la scena alla musica di Munendo che ci presenta il suo ultimo singolo Millenial Bug disponibile su tutte le piattaforme digitali, accompagnato da un esilarante botta e risposta con Matteo Santilli sulla scelta del suo nome d’arte.

Giulia Paoletti interpreta un monologo dove due personaggi femminili pur essendo  in netta contrapposizione tra loro hanno, alla fine, delle tristi assonanze di vita. C’è chi è costretta a battere il marciapiede per sopravvivere a chi invece dello studio, dell’impegno per “arrivare” ed avere successo usa scorciatoie, utilizzando doti tipicamente femminili, fino ad arrivare a mettere all’asta la propria verginità.

Ma è il pezzo di chiusura che merita una menzione a parte. Luca Basile autore, attore, regista ci presenta un estratto da un suo scritto “Il Caso Moro: l’Italia che poteva essere”, con la regia, per l’occasione, dell’attore Christian Laiontini, presente in sala, un pezzo di assoluta bravura che ha emozionato tutto il pubblico presente, anche chi non era neanche nato all’epoca del rapimento Moro.

Luca Basile ci riporta nel lontano 1978, anche con un look ad hoc, a quegli anni di piombo che hanno segnato in maniera indelebile la storia italiana e la sua politica.

Nel monologo che presenta Luca Basile interpreta, in maniera magistrale gli ultimi attimi di vita del Maresciallo Maggiore Oreste Leonardi, uomo di fiducia della scorta di Aldo Moro, ucciso tragicamente nell’agguato di Via Fani del 16 marzo 1978.

Avevo già avuto modo di vedere Il Caso Moro, durante le Visite Teatralizzate di Roma organizzate da "I Viaggi di Adriano", sempre con lo stesso  Luca Basile, ma devo dire che sul palco del Superficie è stata tutta un’altra impressione.

Il pathos è grande, l’emozione è tangibile, Basile interpreta gli ultimi secondi di vita di Leonardi, combattuto se scendere dall’auto, aiutare i colleghi, proteggere Moro, perché quella era la sua missione. Lo fa con trasporto, trascinandoci in un vortice emozionale grande, fino all’epilogo che ci porta alle lacrime.

Un pezzo difficile, complicato che lo stesso Basile ha voluto scrivere proprio per tentare di fare luce, su una delle vicende che dopo 43 anni nessuno ha avuto ancora il coraggio di chiarire e come lo stesso autore dichiara: “Sono convinto che fino a quando non avremo il coraggio di conoscere la verità saremo tutti perdenti.”

Una jam teatrale di assoluto livello che ci ha regalato il piacere di risedersi in platea e godere di quest’arte suprema che si chiama teatro e che tanto ci è mancata!

Un applauso a tutti i fantastici interpreti del Superficie Live Show, finalmente in presenza!

Articolo di Stefania Vaghi

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