A Galleria Vittoria Le Iconiche Lune Di Fabio Santoro

A Galleria Vittoria Le Iconiche Lune Di Fabio Santoro

Fino al 24 ottobre la Galleria di Via Margutta ospita la personale di Fabio Santoro "Iconiche Lune".

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Sarà visitabile fino al prossimo 24 ottobre la personale di Fabio Santoro “Iconiche lune” alla Galleria Vittoria di Roma a cura di Tiziano M. Todi.

Scene iconiche di cult movie miste a sogno e impreziosite dalla figura della luna onnipresente, nelle sue mille sfaccettature.

Tramite questi contrasti le opere presenti in mostra vogliono rappresentare uno strumento narrativo dei sentimenti quali l’amore, la melanconia, la ribellione e persino la rabbia.

Un linguaggio autentico e personale, misto a pennellate coraggiose di colore, tratto distintivo dell’espressività dell’artista.

Abbiamo volute fare qualche domanda all’artista.

Iconiche lune, quasi tutte dedicate al cinema, tranne tre, perché questo abbinamento?

Ho sempre trovato una strada parallela con il cinema e il mio lavoro, delle volte mi metto anche io dietro la macchina da presa come fa un regista in un film, che deve stare attento a tutto quello che succede sul set. Allora penso a quando anch’io mescolo i colori e devo trovare il giusto equilibrio nell’insieme. Ho sempre visto anche una strada di vita nel cinema, il cinema è vita e l’arte la vedo nella stessa maniera. Io sono un po' il regista delle mie opere. Sui miei quadri trovi sempre una luna, è la serenità, di ogni singola persona, perché anche quando ne vedi un minimo spiraglio, vuol dire che la tua anima ha una certa tranquillità.

I film che sono sulle tue opere sono cult-movie, pellicole che sono entrare nella storia del cinema mondiale, perché?

Sono tutti film che io ho visto e che per me sono importanti, li ho visti sempre come la base, l’Italia è famosa nel cinema grazie a Sergio Leone come nell’opera “C’era una volta in America”. Ogni film che ho riprodotto è stato la base per altri film famosi, come i film di Tim Burton, Tarantino. Poi ovviamente in ogni quadro ho messo la scena “iconica” per eccellenza di ogni singola pellicola.

Una mostra che viaggia in contemporanea con la Festa del Cinema di Roma 2021 e che vuole celebrare anche la nascita del tuo secondo figlio, avvenuta in questi giorni, che opera faresti per lui?

In questo periodo verrebbe fuori un quadro astratto, è stato un periodo impegnativo, “tosto”, tra la mostra, la nascita di un figlio, dovevo essere con la testa “divisa in due”. Dovevo dividere le due cose, ma assistere alla nascita di mio figlio è stata l’emozione incommensurabile, è li che viene fuori il vero quadro.

Nasci come artista? Che cosa avresti voluto fare invece dell’artista?

Ho sempre dipinto, da bambino scarabocchiavo invece di andare a giocare. Prima dell’arte di professioni ne ho fatte tante, ma tutte mi portavano ai colori, allora ho capito che quello era il mio unico percorso.

A questo punto rubiamo anche una battuta al curatore Tiziano M. Todi: “Questa è la quarta mostra di Fabio Santoro, una collaborazione con questo artista che dura da oltre sette anni. Fabio entra in galleria appena conclusa l’Accademia, con Enrico Todi mio nonno che lo introdusse nell’ambiente della Galleria e da allora il sodalizio prosegue, mio nonno è stato il suo battesimo. Questa mostra rappresenta l’ennesima evoluzione del lavoro di Fabio, la prima era dedicata all’equilibrio interiore, la seconda al mondo dei sogni come fosse un palcoscenico teatrale, la terza era una mostra nella quale le opere erano tutte realizzare su specchi e su vetri, e vi era un gioco di riflessi e trasparenze, la vita come il circo. Questa mostra è dedicata al cinema, sono tutte scene e frammenti di film che hanno lasciato una memoria in tutti noi negli anni ’80 e ’90. “

La mostra sarà visitabile fino al prossimo 24 ottobre a Galleria Vittoria.

Articolo di Stefania Vaghi

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