I Film Della Festa Del Cinema Di Roma 2021

I Film Della Festa Del Cinema Di Roma 2021

Visti per voi in anteprima alcuni dei film dell'edizione 2021 della Festa del Cinema di Roma che si è conclusa ieri.

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Non siamo riusciti a vedere tutti i film proposti dalla Festa del Cinema di Roma 2021, che si è svolta dal 14 al 24 ottobre scorso, quindi faremo una carrellata solo di quelli che abbiamo visto in anteprima.

Purtroppo ci siamo persi Mediterráneo (Open Arms – La legge del mare) di Marcel Barrena a cui è stato assegnato il “Premio del pubblico FS”, ma speriamo di vederlo appena uscirà in sala.

Ma andiamo con ordine. Del film di apertura “The Eye of Tammy Faye” abbiamo già parlato in un articolo dedicato, interpretazione da Oscar per una straordinaria Jessica Chastain.

Abbiamo poi visto l’unico film italiano in concorso “L’Arminuta” di Giuseppe Bonito (regista vincitore del premio BNL Gruppo Bnp Paribas) una produzione italo-svizzera tratta dal romanzo bestseller di Donatella Di Pietrantonio. Un dramma familiare nell’Abruzzo del 1975, dove una ragazza senza nome (bravissima Sofia Fiore) deve abbandonare la famiglia adottiva benestante, per far ritorno dai genitori naturali in una cascina rurale sperduta nei monti abruzzesi. Il film parla di famiglia e di rapporti interpersonali, soprattutto di sorellanza dell’interprete principale con la sorella Adriana (una straordinaria Carlotta De Leonardis). Film a tratti eccessivamente lento e cupo, ma intenso, che sicuramente regala emozioni forti. Come i contrasti che descrive: sociali, culturali, dell’Italia che eravamo e che in molte realtà rurali ancora, purtroppo, persiste.

Veniamo poi catapultati nella New York degli anni ’20 con "Passing", il debutto alla regia di Rebecca Hall, che attraverso l’uso del bianco e nero, ci fa rivivere, complice una sublime fotografia, quello che fu denominato il Rinascimento di Harlem.

Le due protagoniste di colore Irene Redfield e Clare Kendry, riescono a farsi passare per donne bianche. Sono due vecchie amiche d’infanzia che si incontrano dopo anni, con vite e famiglie differenti. Una storia di intrecci della vita di una nell’altra, fino al non scontato epilogo finale. Una pellicola dove il colore della pelle viene messo assolutamente in secondo piano.

Mi ha incantato il film musicale "Cyrano", che come ha tenuto a precisare il regista  Joe Wright non è un musical, che vede protagonisti un istrionico e convincentissimo Peter Dinklage (Il trono di Spade) nella parte di Cyrano e la fascinosa Haley Bennett in quella di Roxanne. Il film è stato girato quasi tutto in Sicilia tra Noto, città barocca per eccellenza e Scicli e parla italiano con i costumi semplicemente perfetti del genio creativo di Massimo Cantini Parrini, artefice di un lavoro immenso. Pur non amando il genere alla "La-La-Land" il film è da vedere perché è assolutamente un esempio di perfezione.

Il fascino e la seduzione francese di Fanny Ardant in "Les Jeunes Amants" storia di un amore impossibile, raccontato in maniera lieve, pacata, dalla regista Carine Tardieu. I due protagonisti Fanny Ardant e Melvil Poupaud, che si erano già conosciuti in gioventù, si rincontrano dopo 15 anni, quando la protagonista, ormai settantenne è in pensione. Nasce una storia d’amore divisa da parecchi gap generazionali (leggi oltre 20 anni) che trascina in un vortice di passione i due protagonisti divisi tra Parigi e Lione. Un inno al lasciarsi travolgere dalla passione, un voler rispondere alla paura della morte con il desiderio di vita, perché l’amore non ha età, soprattutto se si è straordinariamente belle e affascinanti come la Ardant.

Sempre incentrato sull’amore, sul tempo, ma anche sul rimpianto e la sofferenza di sfiorarsi, cercarsi, senza mai dichiararsi apertamente, è “Promises” adattamento dell’omonimo romanzo di Amanda Sthers. Una storia che vede protagonista Alexander commerciante ed esperto di libri antichi (un Pierfrancesco Favino da applauso) e Laura, gallerista affermata (Kelly Reilly, della serie televisiva Yellowstone), diviso tra l’Italia, dove vive il nonno di Alexander (un convincentissimo Jean Reno) e Londra. Una passione e un amore celato, mai apertamente dichiarato, se non alla fine, quando non è assolutamente più necessario. Un film che vive tra presente e flashback di ricordi, che convince ma, alla fine, non entusiasma eccessivamente, se non per l’interpretazione di Favino,  all’ennesima conferma come attore,  anche a livello internazionale.

Passiamo poi ai primi due episodi della serie Netflix “Strappare lungo i bordi” del genio assoluto di Zerocalcare, al secolo il fumettista Michele Rech, toscano di nascita, ma romano d’adozione.

Tagliente, sfrontato, ironico, assolutamente irriverente,  si presenta con una serie televisiva che è un po' la rappresentazione del tracciato della vita, quello che è necessario per prendere le misure, appunto. La vita che racconta, è la sua, insieme agli amici di sempre Sara e Secco dai banchi di scuola, all’incontro con Alice e al suo primo colpo di fulmine impacciatissimo, dove nessuno dei due si parla di persona, ma si scambiano milioni di messaggi. Una serie dove Roma e la sua romanità sono i protagonisti assoluti e dove Zerocalcare da la voce non solo a se stesso, ma anche a tutti gli altri esilaranti personaggi, come lo stesso dichiara: "è stato come fare le vocine sceme a scuola!"

Unico non interpretato da Zerocalcare è la sua coscienza, il famoso “Armadillo” che ha la voce di Valerio Mastrandrea; mentre la sigla è firmata dall’amico Giancane.

Zerocalcare voleva una serie animata accessibile a tutti, l’esperimento è perfettamente riuscito, applauso non solo come fumettista, meno male che esiste Zerocalcare!

Passiamo poi al film norvegese sulle catastrofi ambientali "The North Sea" dove le problematiche delle piattaforme petrolifere viaggiano in parallelo con quelle ecologiste. Un film con grandi effetti speciali, che in alcuni passaggi sembrano addirittura tingersi di intrigo internazionale per poi, purtroppo, terminare con uno scontatissimo happy ending finale.

Interessanti le parole con cui chiude il film, affidate a Bjørn Floberg: "Pensavamo di essere una nazione basata sul petrolio; invece siamo una nazione basata sul mare".

A mio modesto parere uno dei film migliori di questa edizione della Festa del Cinema di Roma è stato “C’mon C’Mon” del regista americano Mike Mills con una splendida interpretazione di Joaquin Phoenix e del piccolo Woody Norman. Pellicola anch’essa in bianco e nero, quest’anno va tanto di moda, che racconta di rapporti familiari, madre-figlio, fratello-sorella e sulla difficoltà di essere genitori nel nostro secolo.

Un on the road tra Detroit, Los Angeles, New York e New Orleans dove Phoenix è il giornalista radiofonico di mezz’età Johnny – impegnato ad intervistare bambini e giovani sul loro futuro e sulla loro vita nelle grandi città - accompagnato dal nipote Jesse (Woody Norman) di nove anni, affidatogli dalla sorella impegnata a prendersi cura del marito con problemi mentali fuggito in un'altra città.

Sarà proprio il piccolo Jesse a dare la chiave di lettura di tutto: “È inutile pensare al futuro, perché non sarà mai come te lo immagini. Ad un certo punto smetti anche di interrogarti, dicendoti solamente che devi rimboccarti le maniche e andare avanti. “C’mon, c’mon, c’mon, c’mon…”.

Abbiamo visto anche la prima puntata della serie televisiva Sky “A casa tutti bene” di Gabriele Muccino, con il tema musicale originale composto da Jovanotti, che riporta nella capitale i protagonisti del film omonimo, perché come ammette il regista: “il film aveva un finale troppo crudo e severo”.

Il regista ha utilizzando un linguaggio e delle inquadrature non convenzionali per il piccolo schermo; così come il cast che è affidato ad attori quasi tutti emergenti o quasi. Una serie in 8 puntate che sarà trasmessa a dicembre su Sky e Now Tv e di cui sentiremo sicuramente parlare.

Uno dei film più attesi era “Belfast” il film autobiografico di Kenneth Branagh (premiato da Alice nella città 2021, come miglior regista), anch’esso in bianco e nero, che ci riporta al 1969 ed agli scontri tra cattolici e protestanti in una delle zone più calde della città. Conflitti religiosi, familiari, lavorativi raccontati con gli occhi del protagonista Buddy (Branagh bambino). Un bel film, che però non è riuscito ad entusiasmarci in maniera assoluta, ma si sa Branagh o si ama o si odia…

Passiamo poi ad un’altra serie Tv “Vita da Carlo”, on air dal 5 novembre su Amazon Prime, con un sempre geniale Carlo Verdone, un esilarante Max Tortora, una straordinaria Anita Caprioli e,  per la prima volta con Verdone, una splendida Monica Guerritore. Una serie in cui, come lo stesso Verdone ha ammesso: “c’è molto della mia vita, e vi posso assicurare che è molto più facile fare un film che una serie televisiva…” Molte le partecipazioni eccellenti, nelle prime quattro puntate che abbiamo visto: da Alessandro Haber a Antonello Venditti. Un storia che vede protagonista l’attore romano nella parte di un padre che combatte con i suoi due figli, una ex moglie, i problemi di regista che vuole fare un film impegnato e il suo produttore che non ne ha nessuna intenzione e un politico che si mette in testa di candidarlo alla corsa di Sindaco della Capitale. Serie varia e variegata come l’umanità che presenta e rappresenta con ironia e amabilità, come solo Verdone riesce sempre a fare.

Abbiamo iniziato la Festa del Cinema con l'anteprima dell'ultimo film di Gigi Proietti "Io sono Babbo Natale", di cui abbiamo parlato in  un articolo ad hoc, non potevamo perderci “Luigi Proietti detto Gigi” il documentario di Edoardo Leo, un commosso omaggio all’istrionico artista.

Prodotto da Fulvio e Paola Lucisano, Paola Ferrari e Edoardo Leo, anche regista, il documentario è una produzione Italian International Film e Alea Film con Rai Cinema in associazione con Politeama e in collaborazione con Lexus. Il montaggio e la fotografia sono di Giulia Bertini, mentre le musiche sono firmate da Jonis Bascir. Un lavoro durato tre anni, con un immenso materiale di repertorio che racconta la vita del grande attore dall’infanzia, alla musica, dalla carriera da cantante al teatro sperimentale, al trionfo al Sistina con “A me gli occhi please”, e alle sue interpretazioni cinematografiche. Testimonianze eccellenti, commoventi ed ironiche da parte della sorella, delle figlie, da Paola Cortellesi, ad Alessandro Gassmann, da Fiorello, a Marco Giallini, da Loretta Goggi a Renzo Arbore a Nicola Piovani.

Edoardo Leo ha dichiarato di avere un unico rimpianto: “Non averglielo potuto far vedere e chiedergli: “Gigi ti è piaciuto?. Mi sarebbe bastato un “abbastanza” la stessa risposta che gli diede la madre quando vide “A me gli occhi, please”.

Un documentario che ha commosso la sala sold-out e che al termine della proiezione è stato salutato da un oceanico applauso durato un’infinità, il giusto tributo ad un artista unico ed indimenticabile.

La chiusura della Festa del Cinema di Roma è a tutto Marvel, con l’anteprima di “Eternals” per Alice nella Città, con la regia di Chloé Zhao, regista premio Oscar per Nomadland, che porta sul grande schermo un cast stellare: Gemma Chan, Richard Madden, Kumail Nanjiani, Lia McHugh, Brian Tyree Henry, Lauren Ridloff, Barry Keoghan, Don Lee, Kit Harington, Salma Hayek e Angelina Jolie.

Una storia epica, come la durata della pellicola che supera le due ore e mezza, che abbraccia i secoli e vede protagonisti un nuovo team di Supereroi immortali, costretti a riunirsi ed uscire dall'ombra per combattere gli antichi nemici dell’umanità “I Devianti”, ma di cui non posso spoilerare altro!

Un film che ha fatto registrare il sold out in entrambe le sale dove era proiettato sia all’Auditorium Parco della Musica che alla Conciliazione.

L’appuntamento è per tutti al cinema, senza più limiti di capienza, con film assolutamente da vedere sul grande schermo!

Articolo di Stefania Vaghi

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