La Vita Nuova La Rinascita Di Virginia Zullo

La Vita Nuova La Rinascita Di Virginia Zullo

Al Monastero dei Santi di Via Trionfale la prima personale di Virginia Zullo, tra forza e delicatezza.

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Virginia Zullo, affermata giornalista, regista e autrice Rai, in questo 2021 torna al suo primo amore, la pittura, e presenta la sua prima personale “La Vita Nuova” in una location d’eccezione il Boutique Hotel Monastero dei Santi a Via Trionfale, luxury suites con una vista mozzafiato su Roma.

Una mostra che rappresenta una nuova vita della poliedrica Zullo che con questa mostra e con la pittura vuole esorcizzare un periodo difficile della sua vita, appena trascorso, che l’ha vista colpita da uno dei mali del nostro secolo: un tumore al seno.

Virginia Zullo, proprio in un periodo così buio della sua esistenza, ha realizzato circa 25 opere piene di colore, delicatezza e poesia, acrilici su tela, misti a conchiglie, nastri, sabbia e vernice, che hanno quasi tutti, come comune denominatore, quello di avere riprodotto, anche solo accennato, il profilo di un seno.

Come dichiara “velatamente” nel testo critico Marco Di Capua “se non ci fossero le tette delle donne non avrei dipinto”, sposando una celebre frase di Pierre-Auguste Renoir, un pensiero che la Zullo ha riprodotto nelle sue opere.

Metrature anche imponenti come “Prigione Rosa” o “A-Mare ricordo di Puglia”, che denotano un tratto stilistico sapiente, studiato, appreso all’Accademia delle Belle Arti di Foggia, mai banale, che ha nel colore e nel tratto, deciso e delicato nello stesso tempo il suo punto di forza e il suo segno distintivo.

Una profusione di rosso, di tonalità di rosa e ciclamino, ma anche blu decisi e azzurri che denotano uno spassionato amore per il mare, verde, giallo carico e oro nelle opere in mostra, una gioia per gli occhi e per il cuore dei numerosi visitatori.

In sede di vernissage, abbiamo voluto fare qualche domanda all’artista, visibilmente emozionata.

Virginia Zullo presenta "La Vita Nuova", questa vena artistica è la tua rinascita o è la tua vita nascosta e che ora hai deciso di farci conoscere?

“Una citazione dantesca questo titolo. Hai centrato la domanda, è proprio così, la pittura è una passione che risale alla mia adolescenza e che poi ho lasciato e che ora, per un giro di boa della vita, ho ripreso.

Che tipo di soddisfazione ti procura dipingere?

E’ stato un vero e proprio bisogno fisico in questo momento della mia vita, durante la malattia, non saprei proprio come descriverlo. Avevo bisogno di colore…

Con la pittura hai esorcizzato la tua malattia?

Si, in assoluto, l’arte cura, l’arte ha come unica funzione quella di farci godere…

Le tue opere sono delicate, hanno un rimando alla tua malattia, che hai tenuto celata a tutti, come mai?

Non mi piace spettacolarizzare la malattia, è un momento estremamente intimo e personale che non va enfatizzato. Da un grande dolore si può e si deve rinascere e ripartire e, soprattutto, si può trovare una differente chiave di lettura alla vita. Ho impresso nelle tele le mie emozioni, il mio io più profondo.

Come nasce una tua opera?

Mi metto davanti alla tela bianca, ho qualche piccola idea, magari di un colore, però poi viene tutto fuori, sei letteralmente “invasata”, viene tutto da dentro.

L’opera che ti rispecchia di più di quelle che hai in esposizione?

E’ quella rossa, che è anche la copertina del catalogo “Piume e Seno”, la leggerezza che avrei sempre voluto nella vita e, invece, la pesantezza, purtroppo, che tante volte ho vissuto.

Possiamo parlare di una Virginia Zullo 4.0, questa è la tua nuova vita, hai una luce nuova negli occhi, che solo l’arte può regalare?

Grazie, faccio un po' di tutto, certamente continuerò con la mia arte.”

Una menzione a parte merita la location scelta da Virginia Zullo per la sua prima personale, il Monastero dei Santi a Via Trionfale, nuova struttura che nasce in una parte dell’ex Monastero del 1200, che dall’alto di Via Trionfale domina tutta Roma, in uno splendido connubio tra storia, arte, bellezza, che è il perfetto biglietto da visita di una struttura di lusso che mancava nella Capitale.

Un progetto che è iniziato ben quattro anni fa ad opera di Joao Merolla, che si è letteralmente innamorato dell’immobile, e ha deciso di rilanciare, in una chiave assolutamente contemporanea e di estremo gusto e raffinatezza quella che è l’eccellenza nell’accoglienza e nel buon vivere della Capitale.

Luxury suite ma non solo, il Monastero dei Santi è anche un hub artistica e culturale, al cui interno troviamo il MonArt curato da Luca Rondoni, e, addirittura, una esclusiva etichetta di vini con una “riserva” omonima “Monastero dei Santi”.

Struttura eccellente, arte sublime, ed ottimi vini, tutto curato nei minimi dettagli, cosa volere di più?

Articolo di Stefania Vaghi

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