La Locandiera Seduce Anche Il Teatro Anfitrione

La Locandiera Seduce Anche Il Teatro Anfitrione

In scena fino al 23 marzo prossimo la celebre commedia di Goldoni nel riadattamento del regista Marco Belocchi

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Buona la prima! È il caso di dirlo. Ha debuttato al Teatro Anfitrione di Roma la celebre commedia di Carlo Goldoni “La Locandiera”, che vede alla regia Marco Belocchi.

Nel ruolo di Mirandolina una sempre convincente Maria Teresa Pintus che interpreta con maestria “la locandiera”, una donna che a Firenze gestisce, appunto, la locanda ereditata dal padre, insieme al fedele servitore Fabrizio (interpretato da Vito Buchicchio), cui è legata da una promessa di matrimonio fatta al padre prima che morisse.

Forte, determinata, Mirandolina è contesa tra due blasonati o finti tali clienti il Conte d’Albafiorita (interpretato da Dario Biancone) e il Marchese di Forlimpopoli (interpretato da Giacomo Rosselli), a cui la bella locandiera non rende la vita facile.

Ma come si dice fra i due litiganti il terzo gode, arrivo un nuovo cliente, il Cavaliere di Ripafratta – ottima interpretazione di Fausto Morciano - che dichiarando invece il suo disprezzo verso le donne, innesca nella mente della bella locandiera la sete di sfida e di riscatto: riuscirà a far innamorare il Cavaliere?

Tutti cadono ai piedi di Mirandolina, anche il servitore del Cavaliere (interpretato da Matteo Maria Mascetta)…

Il ritmo cambia sul palco e diventa vorticoso ed estremamente divertente quando fanno il loro ingresso due “commedianti” di nome e di fatto, nuove clienti della locanda,  Ortensia (interpretata da Sabrina D’Alonzo, a cui va un applauso anche per l’interpretazione canora) e Dejanira (estremamente divertente e convincente Caterina Boccardi), che si fingono altolocate per irretire il Conte e il Marchese, con mimiche e battute esilaranti.

Chi avrà la meglio? Che cosa riusciranno a portare a casa le due lestofanti?

Non sta a noi svelare il finale della commedia per i pochi che non la conoscono.

Un’opera che, nell’adattamento del regista, estremamente dinamico, con cambi di scenografia ripetuti, vuole mettere al centro ed accendere un vero e proprio “occhio di bue” sul ruolo della donna nella società, come dichiara lo stesso regista, nelle sue note.

Da una parte forza, determinazione e un pizzico di seduzione e falsa accondiscendenza da parte di Mirandolina per portare a casa qualche piccolo cadeaux, dall’altra Ortensia e Dejanira che invece cercano l’uomo da spennare, per potersi sistemare. In una società maschilista, che parla di nobiltà decaduta, di finti titoli, di forzate apparenze, dove nulla, alla fine, è come sembra.

Sono i sentimenti a muovere i personaggi e la commedia, siano essi autentici o artefatti, tutto ruota intorno ad essi, anche se proprio i due protagonisti Mirandolina e il Cavaliere hanno difficoltà a “giocare a carte scoperte”, troppo impegnati a non svelare il loro vero io e i loro sentimenti reciproci.

Una commedia ben fatta, anche se in alcuni attimi brevissimi perde un po' di ritmo, dove però tutto è ben orchestrato ed il collettivo risulta perfettamente coeso.

Estremamente ben fatte le scene e la cura nei minimi particolari dei costumi di Gianluca Delle Fontane e Maria Letizia Avato.

Una commedia che, in tanti anni di rappresentazione, riesce a non stancare mai.

Fino al 23 marzo al Teatro Anfitrione a Via San Saba 24, all’Aventino.

Photo credits: Maria Letizia Avato

Stefania Vaghi

 

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