Sarà visitabile fino al prossimo 1 giugno a Wegil di Roma l’esposizione “TUNISIA tra Contemporaneità e Tradizione. Quattro artisti per un Viaggio nel Sogno del Mediterraneo”, a cura di Giuseppe Ussani d’Escobar, promossa dall’Ambasciata della Repubblica Tunisina in Italia, con il patrocinio della Regione Lazio.
Quattro gli artisti di fama internazionale in mostra: Mourad Zoghlami, Kaouther Kassou Jellazi, Ilhem Sbaii Chaabane e Aziza Guermazy che presentano 22 opere totali tra dipinti, una scultura, un acrilico su margoum di recupero (tappeto tradizionale tunisino) e ancora un tappeto rivisitato in chiave contemporanea.
Un’esposizione che non vuole essere solo e semplicemente una mostra collettiva ma un vero e proprio ponte culturale tra Tunisia e Italia, una testimonianza del legame storico e profondo che unisce i due Paesi.
Un’esposizione che uno spaccato dell’arte contemporanea tunisina, in un mix & match tra valorizzazione delle tradizioni culturali e una costante ricerca di innovazione.
Come ha dichiarato Sua Eccellenza Mourad Bourehla, Ambasciatore della Repubblica tunisina in Italia: “Questa mostra si inserisce nella volontà di valorizzare e far risplendere la cultura tunisina: una cultura millenaria, ricca di tradizioni vive e di memoria, ma anche aperta al dialogo con il resto del mondo. Attraverso le opere di quattro artisti di talento, con percorsi diversi, rappresentativi della vitalità, originalità e pluralità della scena artistica tunisina contemporanea, desideriamo offrire al pubblico italiano uno sguardo profondo e autentico sulla Tunisia di oggi. Non si tratta unicamente di un semplice evento da collegarsi al mondo dell’arte, la presente mostra è un dialogo, un ponte culturale tra due rive, una testimonianza del legame storico e profondo che unisce la Tunisia all’Italia. La cultura è uno degli strumenti più potenti per avvicinare i popoli, per favorire la comprensione reciproca e per costruire ponti duraturi tra le società.”
Dichiara invece il curatore Giuseppe Ussani d’Escobar: “Questa mostra vuole mettere in evidenza le contaminazioni dell’arte tunisina, caratterizzata da una sua identità originale e nazionale, islamica e berbera, ma anche internazionale, feconda di stimoli che passano attraverso altre civiltà e culture, grazie a uno scambio profondo e duraturo che si è andato stabilendo e strutturando”.
Nel candore dell’allestimento su 2 piani spiccano, a mio gusto personale, “Concordia” dell’artista Kaouther Kassou Jellazi, un busto dorato in fibra di vetro resina e filo 3D, assolutamente affascinante. L’artista che raffigura l’universo femminile ha così dichiarato: “In un equilibrio sottile tra forza e fragilità, le mie opere tessono un universo dove la femminilità vibra di una memoria senza tempo. Minimalismo grafico, scatti cromatici e simboli profondi si uniscono per invitare l'anima a riflettersi in una curva, un sorriso o nell'enigma di uno sguardo, aprendo le porte di un viaggio interiore.”
Meraviglioso “Il tappeto Magico” (tappeto taftato in lana) di Aziza Guermazy e tutte le sue imponenti e coloratissime opere in mostra che sono il simbolo della sua arte tra naif e surrealismo, strettamente connessa alla Pop art e al mondo del fumetto, al riguardo la stessa dichiara: “La mia arte non è una fuga, è un ritorno a un mondo che scelgo di immaginare. Esploro l'invisibile: ciò che ci muove, ciò che ci ossessiona, ciò che ci libera.”
Di assoluto impatto visivo l’imponente “Memoria reinventata” di Ilhem Sbaii Chaabane (acrilico su margoum recuperato, antico tappeto tunisino) nelle sue opere il colore regna sovrano, tra forme che si intrecciano quasi in una danza. Come la stessa dichiara: “La mia opera non è né figurativa né completamente astratta. Non importa se costruisco queste strisce per imprigionare il colore o per liberarlo meglio, ciò che mi interessa è quell'euforia che musicalizza le opere. Quando un colore si insinua sotto un altro, quando una linea viene accorciata o allungata da un'altra, ho la sensazione di ascoltare l'interpretazione di un canto corale a voci miste... Un processo paziente e delicato, dove l'artista intreccia i colori e gioca con le tessiture, i punti, le linee e le forme. Ogni gesto è una ripetizione, una meditazione, una danza. A ogni incrocio, una nuova storia si scrive, una nuova emozione emerge. La tessitura diventa cosi una metafora della creazione artistica.”
Straordinarie le opere dell’architetto Mourad Zoghlami, in bilico tra l’onirico e il surreale, come lo stesso dichiara: “Costruire significa dialogare con il reale e confrontarsi con i vincoli. Dipingere significa abbandonarsi all'istinto, esplorare senza punti di riferimento né limiti. La pittura mi offre uno spazio senza muri, un attraversamento intimo verso ciò che mi sfugge e che al tempo stesso mi collega al mondo.”
Un’esposizione assolutamente da non perdere!
Stefania Vaghi
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