Shekerando Disavventure: Un Eroe Inconsapevole L'esordio Dell'autore Mattia Modoni

Shekerando Disavventure: Un Eroe Inconsapevole L'esordio Dell'autore Mattia Modoni

Il bartender internazionale che ha scritto il suo primo libro autobiografico

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Mattia Modoni, globetrotter, scrittore e bartender internazionale, parte da una carriera militare per lasciare tutto e dedicarsi alle sue passioni, tra alti e bassi, perché la vita è fatta di questo. Perché citando l’aforisma di Eraclito “l’unica certezza è il cambiamento”.

Ma andiamo in ordine, lo abbiamo incontrato prima della sua ennesima partenza e ci siamo fatti raccontare qualcosa di più.

Raccontaci intanto qualcosa di te, chi è Mattia Modoni. Da dove sei partito e dove sei ora?

Sono un ragazzo che ha deciso di prendersi tutto dalla vita. Ho passato 15 anni come graduato nell’Aeronautica Militare, un’esperienza che mi ha forgiato nel carattere, nella disciplina e nella gestione delle situazioni più difficili. Ma dentro di me c’era una voce che urlava: “Segui le tue passioni”. Così ho lasciato tutto. Oggi sono un bartender internazionale, lavoro in Spagna, viaggio per il mondo con la mia moto e racconto storie — mie e degli altri — attraverso cocktail, libri e incontri. Sono un ricercatore di esperienze, non di certezze.

Hai scritto un libro “Shekerando disavventure” - che si legge tutto di un fiato come un drink - che cosa ha rappresentato per te questo libro?

“Shekerando disavventure” è stato un atto di liberazione. Una valvola di sfogo e una dichiarazione d’identità. Ho scritto per raccontare il lato crudo, ironico e autentico della vita da bartender, ma anche per esorcizzare i miei errori, i viaggi interiori, le cadute. È un libro nato shakerando esperienze forti, risate, delusioni e momenti di gloria. E come un buon drink: può scendere dolce, ma lascia sempre una nota alcolica sul finale.

Sei partito per una esperienza di vita alla ricerca di te stesso in Colombia, sei stato a Medellin nella Comuna 13, ci racconti questa esperienza?

La Comuna 13 non è solo un quartiere, è un simbolo di rinascita. Lì ho capito che il vero lusso non è ciò che possiedi, ma la capacità di trasformare il dolore in arte, la violenza in colori, la paura in ritmo. Ho vissuto in mezzo a persone che non avevano niente ma ti davano tutto. Mi sono sentito piccolo, grato, e per la prima volta veramente presente. Medellin mi ha insegnato il valore della resilienza, e che il cambiamento non è una scelta: è un atto di sopravvivenza.

Qual è stata la tua più grande disavventura, quella che non hai scritto neanche nel libro?

Probabilmente quella di aver quasi perso me stesso nel tentativo di piacere agli altri. Ci sono stati momenti in cui ero così impegnato a costruire una versione accettabile di me da dimenticare chi ero davvero. Ma il vero colpo di scena è stato guardarmi allo specchio e decidere di ricominciare. È una disavventura silenziosa, che non fa rumore, ma ti scava dentro.

Viaggi, moto, bartender, ma qual è la tua vera passione?

La mia vera passione è la libertà. Tutto ciò che faccio — viaggiare, creare drink, scrivere, salire su una moto — è un modo per esprimere il mio bisogno di libertà. Libertà di essere, di sbagliare, di crescere, di andarmene, di restare. E anche di dire no. Sono uno che cerca emozioni autentiche, non compromessi.

Ti abbiamo visto in azione all’ultimo Bar Show che si è appena concluso a Roma, di fronte al grande pubblico. Com’è stato?

Un’emozione indescrivibile. Tornare a Roma, la mia città, e presentare un cocktail che racconta la mia storia davanti a colleghi, amici e sconosciuti è stato come chiudere un cerchio. Ho sentito il cuore battere forte, la voce tremare, ma anche una gratitudine immensa. È stato un momento in cui tutto quello che ho vissuto ha trovato un senso.

Sei nuovamente in partenza, che cosa rappresenta per te il viaggio?

Il viaggio è la mia religione. È movimento, crescita, sradicamento e rinascita. Ogni volta che parto, una parte di me muore e un’altra nasce. Non viaggio per fuggire, ma per ritrovarmi. Cambiano i paesaggi, le persone, le sfide… ma il vero viaggio è sempre dentro di me.

Che consiglio daresti a chi si sente “non a proprio agio” nella sua vita e nel suo lavoro?

Fermati. Ascolta. E se senti che stai vivendo la vita di qualcun altro, abbi il coraggio di cambiare. Anche se fa paura, anche se ti dicono che sei pazzo. La vita è troppo breve per accontentarsi. Ricorda: non sei una pianta, puoi spostarti. E soprattutto, non sei solo. Ci siamo passati in tanti.

Progetti futuri? Sogni nel cassetto?

Tanti. Vorrei far conoscere il mio libro anche all’estero, creare una community per bartender che vada oltre la tecnica — un luogo dove condividere storie, esperienze vere. Sto lavorando a un’app per il settore, e chissà, magari un secondo libro. Ma il sogno più grande è continuare a vivere con autenticità, senza filtri. E un giorno, mettere radici dove il cuore mi dice: “Resta”.

Come lo stesso Mattia Modoni, dichiara nel suo libro “Shekerando Disavventure: un eroe inconsapevole”: Perchè alla fine, nella vita come in un cocktail, bisogna avere il coraggio di shakerare tutto, rischiare, e poi assaporare il risultato”.   

Il suo libro è acquistabile su Amazon al seguente link: https://www.amazon.it/Shekerando-Disavventure-Inconsapevole-Mattia-Modoni/dp/B0DS95V77R

Tutti i proventi del libro andranno a favore dell’Associazione Sembrando Paz y Esperanza –  Sembradores de Las 13 a Medellin in Colombia per regalare un futuro migliore a 900 bambini, a cui è possibile fare una donazione direttamente  a questo link: https://sembrandopazyesperanza.org/donate

Non ci resta che attendere con ansia il nuovo libro di Mattia Modoni!

Stefania Vaghi 

 

 

 

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