Un ritorno in grande stile quello dei Duran Duran nella Capitale, che in due serate hanno letteralmente infiammato il Circo Massimo.
Una band ultracelebre negli anni ‘80 che si contendeva il primato delle hit musicali e della figaccitudine dei componenti con i più blasonati Spandau Ballet, chi come me ha superato gli anta se li ricorderà perfettamente.
La band di Simon Le Bon & C. torna a Roma dopo ben 40 anni dalla loro prima apparizione in Italia, una band britannica, nata a Birmingham nel 1978 che ha avuto come open act nelle date romane, prima la nostrana Francesca Michelin e poi lo straordinario artista internazionale Jack Savoretti.
Una band evergreen che ha al suo attivo 100 milioni di dischi venduti in tutto il mondo, e che è stata inserita nel 2022 nella Rock & Roll Hall of Fame.
Sempre guidati dall'inossidabile e carismatico Simon Le Bon, con al fianco il platinato Nick Rhodes, il batterista Roger Taylor e il bassista John Taylor, per cui ho avuto una passione smodata negli anni ‘80.
Il nuovo parterre del Circo Massimo con posti rigorosamente seduti – che ha registrato circa 15.000 spettatori per ogni singola sera, con un prezzo del biglietto non proprio popolare – si è quindi trasformato in un grande dance floor anni ‘80, impossibile stare seduti.
L'inizio è tranquillo con Night Boat, Simon in pantalone argentato e camicia nera John in giacca candida e Nick in stiloso black jacket con mille chiusure lampo, sempre il più glamour di tutti.
Poi si parte a bomba con The Wild Boys e Hungry like the wolf, e A view to a kill, colonna sonora del celebre “007 Bersaglio Mobile”.
E via via tutta la scaletta dei venti brani in programma, circa due ore di ritmo serrato, serratissimo, che in alcune situazioni non fa proprio bene all’ugola del buon Simon che “perde di smalto” in un paio di attacchi, ma ai Duran Duran si perdona tutto.
Simon parte con una camicia nera, per passare ad un blazer candido e a un giacchetto fucsia con t-shirt abbinata, senza perdere un secondo in un live show serrato che inizia puntualissimo alle 21 e che alle 22 circa è arrivato a metà della scaletta, e bravi i Duran Duran!!!
Alla fine anche John Taylor abbandona la giacca e rimane in camicia trasparente nera.
Si balla con The Reflex, alcuni brani vengono mixati con brani celebri come Girls on Film con Psyco Killer dei Talking Heads con un bell’effetto musicale e coreografico.
Gran finale con Rio, nessuno bis, un applauso lungo, lunghissimo saluta la band.
Con un po’ di nostalgia abbandoniamo la tribuna, fischiettando The Reflex!
Quanti ricordi e bravi i Duran Duran che ci hanno riportato, almeno per due sere, nei favolosi anni ‘80.
Stefania Vaghi
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