Gianluca Miani

L'etica della convinzione e della responsabilità per la protezione dei diritti degli animali.

stampa articolo Galleria multimediale Scarica pdf

Oggi ho avuto il piacere di incontrare Gianluca Miani, animalista e attivista della scena romana da sedici anni, che ci ha raccontato di lui e del duro lavoro che svolge, quotidianamente, con un impegno temerario e una passione senza limiti.

Comincio con il chiederti di raccontarci la tua giornata tipo. 

 La mia giornata tipo si svolge così: alle 9.00 del mattino mi reco presso il mio negozio, una toletta per cani e gatti dove mi occupo di lavaggi e tosature fino alle 19.00. Contemporaneamente, in qualità di presidente di una associazione animalista no profit chiamata HAPPY ENDINGS, ricevo in media dalle 3 alle 7 segnalazioni al giorno, su Roma e in provincia, per maltrattamenti di cani e gatti. Grazie alle mie conoscenze e alla disponibilità dei volontari, tempestivamente vengono inviati sul posto per intervenire o reperire informazioni in merito alla veridicità del fatto. Successivamente interveniamo, rimuovendo l'animale ferito e/o abbandonato, portandolo presso la nostra sede dove riceverà subito le prime cure da un medico veterinario appoggiato alla nostra associazione. In caso di abbandono l'animale verrà temporaneamente sistemato presso qualche volontario, finché non gli troveremo una nuova, e migliore, sistemazione. Nel caso di maltrattamento sporgiamo subito denuncia, in qualità di associazione animalista informata sui fatti, alle autorità competenti.

Dunque un duro e costante impegno quotidiano, una vocazione. Da dove nasce questo, chiaramente, forte interesse per il "non umano"?  

Il mio interesse verso gli animali nasce da una vocazione che ho sempre avuto dentro di me, fin da bambino. Iniziai all'età di 8 anni raccogliendo un gattino di circa 2 mesi, moribondo, e porgendolo nelle mani di mia mamma, da me poco distante, iniziai a piangere perché venisse curato. Crescendo c'è stata un'evoluzione verso gli animali bisognosi. Questo interesse si sposa con la mia personalità, in quanto sono una persona prevalentemente protettiva anche con le persone, senza mai curarmi dei rischi che corro per farlo.

Puoi descriverci la realtà di Roma e dintorni in relazione alla protezione dei diritti degli animali?

La realtà animalista presente a Roma è una certezza. Per quanto mi concerne Sharon nella zona dove opera la mia associazione, cioè nel quartiere appio-latino, i problemi sul "randagismo" e sulla brutalità sono quasi pari a zero. In zona, per nomea mi conoscono tutti, il che è più un male che un bene: qualsiasi animale venga trovato abbandonato o ferito, vengo personalmente contattato o comunque viene contattata la mia associazione. Basta che io faccia un appello sulla nostra pagina Fb e nell'arco di qualche ora si mobilitano decine e decine di persone per risolvere il problema, vedi il link pubblicato ieri alle 18.00 e risolto alle 20.00. Per quello che concerne le altre associazioni a Roma sono efficienti anche loro, peccato solo per una cosa, anzichè aiutarsi si fanno la guerra tra di loro e questo non è bello, in quanto il fine è sempre lo stesso ed è uguale per tutti, cioè aiutare gli animali indifesi.

L'esperienza più complessa che hai dovuto affrontare?

La cosa più complessa che ho dovuto fare in sedici anni di attività è avvenuta nel dicembre scorso: raccogliere una segnalazione per gravi maltrattamenti verso i gatti randagi nel paese di Segni (Rm), dove venivano uccisi a bastonate. Mi recai sul posto con delle volontarie, procurai più documentazioni possibili: testimonianze, referti medico veterinari di morti obsolete e lastre di gatti deceduti con un proiettile di arma da fuoco ancora nel loro corpo. Una volta fatto questo, con l'aiuto dell' ENPA ho esposto denuncia verso il Sindaco di Segni alla Procura della Repubblica di Velletri. Da questo momento in poi la mia associazione è finita nella trasmissione La vita in diretta con tanto di servizio della troupe in loco, con la mia intervista per la narrazione dello svolgimento dei fatti. La testata giornalistica nazionale, La Repubblica, tramite Margherita D'amico che ha reso pubblica la vicenda, sollevando un polverone a livello di media non indifferente, rendendo partecipi e mettendo al corrente miglia di italiani, i quali, con email, telefonate e contributi alla mia associazione, si sono mostrati solidali alla causa.

Come sei venuto a conoscenza di quanto stava avvenendo a Segni?

Sicuramente per via della buona nomea della mia associazione che ha indotto una signora del posto a contattarci, essendo a conoscenza delle nostre rapide e risolutive azioni.

Come segui le realtà che si vengono a creare a Roma e nei territori adiacenti?  

Seguo le realtà che si creano, di volta in volta, con il passa parola, modo veloce e efficiente per divulgare una richiesta di aiuto imminente per un cane o gatto in pericolo. Una telefonata dietro l'altra, nell'arco di qualche minuto il problema è al mio orecchio e da questo momento in poi dispongo subito il da farsi, tutto velocemente, così si agisce.

Quanto l'avvento dei social networks e il loro utilizzo su larga scala ha reso più incisivo il tuo lavoro?

Facebook è un altoparlante senza precedenti in questo ramo, se voglio che la gente sappia qualcosa, anche chi non dovrebbe, questo avviene, e in tempi record.

Quali sono le problematiche più urgenti su cui intervenire a Roma?  

Il problema maggiore da risolvere a Roma, e non solo, a mio parere, è sempre lo stesso, ovunque e comunque, in tutta Italia:l'informazione e la disposizione dei mezzi adeguati e migliori verso la gente che si occupa della gestione e della cura degli animali randagi. Nel 2014 molte "gattare" non sono a conoscenza dei diritti e dei vantaggi di cui potrerbbero godere presso una struttura ASL di competenza del territorio. Sia a livello sanitario sia con il Comune, a livello di vettovagliamento gratuito. Non sono informati nel modo adeguato ed i servizi dediti sono lenti e macchinosi, celati dietro una burocrazia ancora remota e con tanti pregiudizi. I criteri di valutazione per l'accesso alle risorse sono contrastanti: poche parole per il buon intenditore!

Quali sono i tuoi obiettivi sul breve periodo e quali sul lungo periodo?

Il mio obiettivo a breve termine è unico, imprescindibile da quello a lungo termine, cioè prestare sempre aiuto e cure agli animali bisognosi e reclutare sempre più gente possibile, assoldare persone che amino, in tutto e per tutto, gli animali, sempre disponibili, e pronti a tutto. Io e la mia associazione non guardiamo in faccia nessuno, questa è la nostra prerogativa, il fine giustifica i mezzi, causam quaerit. È un discorso estremista, ma la devozione per loro è tutto! È l'anima dell'agire e del dire di un animalista vero è proprio.Tanti si professano avvezzi e portati alla causa, ma nel momento di agire sono pochi quelli sui quali puoi contare veramente, questo è uno dei miei scopi: arruolare più persone possibili perché, so in partenza, su un numero di cento solo 10 sono le persone su cui potrò contare veramente. Questa è la media reale Sharon, dieci su cento. Nulla!

Quale è il tuo più grande sogno?

Il mio più grande sogno Sharon ?!? Far capire alla gente che abbiamo molto da imparare dagli animali, che le vere bestie non sono loro, ma siamo noi. Abbandonare o seviziare un animale non è solo un reato penale, ma è anche un reato al nostro cuore, al nostro essere, al nostro vivere. Non abbandoniamo o seviziamo solo un animale, abbandoniamo e seviziamo anche quel poco di buono che c'è dentro ognuno di noi. Questo è il mio più grande sogno, che tutti amassero, o quanto meno rispettassero, tutti gli animali. Sono anche loro esseri con gli stessi diritti nostri, forse maggiori, perché non parlano e di conseguenza non possono difendersi dalla nostra cattiveria con i mezzi dovuti.

Grazie per il tuo prezioso tempo, rubato anche al tuo bambino, per aver raccontato il nobile lavoro che svolgi.

Concludo con la speranza che le mie risposte alle tue domande siano state eloquenti ed esaustive.

Certamente! Buona fortuna e a presto.

Sharon Belli  

© Riproduzione riservata

Multimedia