Roma Basaksehir. Si Riparte Da Qui Per Guardare L'Europa Da Un'altra Prospettiva

Roma Basaksehir. Si Riparte Da Qui Per Guardare L'Europa Da Un'altra Prospettiva

Sta di fatto che la Roma in Europa League un po' inaspettatamente ha portato a casa una vittoria importante, importante per il morale, per le aspettative, per il cammino che il nuovo allenatore sta intraprendendo; umiltà e lavoro sodo forse la chiave che sta sbloccando il gruppo.

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Eh si, conferma, fortuna?

Sta di fatto che la Roma in Europa League un po' inaspettatamente ha portato a casa una vittoria importante, importante per il morale, per le aspettative, per il cammino che il nuovo allenatore sta intraprendendo; umiltà e lavoro sodo forse la chiave che sta sbloccando il gruppo.

La prestazione contro il Basaksehir ha, almeno per il momento, allontanato le brutte impressioni che aleggiavano sui giallorossi già ad inizio campionato.

“Roma non è stata costruita in un giorno” cit. mai come oggi sembra risuonare nelle orecchie come un mantra; certo la strada è ancora lunga e piena di insidie, al momento però gli uomini di Fonseca pare abbiano trovato un equilibrio diverso: buon ritmo specie nel secondo tempo, discreto possesso palla, raddoppi e coperture, sacrificio delle prime linee nell'andare a recuperare palloni impossibili e non ultima la crescita,sempre più evidente, di alcuni membri del gruppo.

Il modulo non cambia 4-2-3-1 ma le novità sono interessanti,fuori Florenzi, dentro Spinazzola ad affiancare Fazio, Juan Jesus e l'instancabile Kolarov, fuori Veretout e Pellegrini, dentro Diawara all'esordio, al fianco di Cristante per il centrocampo, mentre per la formazione d'attacco partono titolari Zaniolo, Pastore, Kluivert e Dzeko.

Buruk risponde a specchio puntando sul lavoro pulito e ordinato di Caiçara Clicy e Ponck, mentre a sorpresa in attacco lascia in panchina Demba Ba preferendogli Arda Turan, e Gulbrandsen.

Un primo tempo tutto sommato equilibrato, dove è la Roma che aggredisce per prima, i turchi si scoprono poco, lasciando allla Roma la gestione del campo, qualche ripartenza, pochi cross e Pau Lopez mai impegnato veramente se non verso la mezz'ora, quando è costretto ad un'uscita di testa, la prima partita a reti inviolate fa davvero pensare.

Le squadre si studiano arrivando quasi rassegnate alla fine del primo tempo, quando un intervento azzardato di Caiçara, nel tentativo di allontanare un cross di Spinazzola, spedisce il pallone in porta regalando l'1 a zero ai giallorossi. Fino a quel momento più noia che adrenalina, un misto tra la voglia di sbloccare e la paura di prenderle di santa ragione.

La partita si sblocca ma nell'intervallo prevale poco ottimismo, un gol acciuffato più per fortuna che per vero merito.

Nel complesso la difesa regge con garbo, Spinazzola tiene a bada Kahvechi e Arda Turan cercando di bilanciarsi con il compagno Fazio che pare aver ritrovato alcune capacità nascoste, come quella di riuscire a coprire anche Jesus che fatica a reggere, dimostrando ancora di non aver raggiunto quella maturità che ci si aspetterebbe, troppo “maschio” tanto da meritarsi un giallo inutile.


Nel secondo tempo scende in campo una squadra totalmente diversa, più carica e motivata, le linee si fanno più strette, sale la difesa ed i giallorossi ingranano con intelligenza, soffre un po' la fascia sinistra con un Kolarov non al meglio delle sue possibilità, sempre presente ed ai massimi livelli, contro i turchi tiene un po' il freno tirato, pur gestendo bene il pallone e gli avversari, merito anche di un centrocampo più compatto dove a prendere sempre più meriti è proprio Cristante che trova con Fonseca il lustro che ha sempre meritato; tanta voglio pulizia dell'area un lavoro che permette a Diawara di lavorare con precisione la palla per i compagni, un “osmosi” regolata che lo porta ad avviare l'azione de 2-0, c'è tanto incastro in questa porzione di campo la linea che innesca con Zaniolo che accoglie e porta in avanti la palla, dribbla crea e disturba, uno schema studiato e messo in atto con naturalezza risultando davvero fluido.

Le Ali di questa Roma però si dispiegano guardando in campo Kluivert e Zaniolo. Due ragazzini, dicevano, due pezzi acerbi uno più scaltro e talentuoso ma bloccato dal successo inaspettato, dicevano, l'altro troppo pieno di se, innamorato del pallone ma con poca sostanza nei piedi, veloce ma impreciso, affrettato e nervoso...e questo in realtà è stato fino a poco tempo fa.

La realtà è che alla Roma si ha sempre fretta di dire la propria, ultimamente e purtroppo aggiungerei, l'Olimpico Giallorosso è diventata la vetrina o meglio, la passerella per giocatori in transito che devono assolutamente dimostrare il loro valore in breve per poi aggiudicarsi il posto in qualche club più blasonato, è un dato di fatto, nessuna accusa, tanti sono anche i casi di chi ha giurato fedeltà alla Roma è si è visto costretto a lasciare la Capitale, e allora ecco che al momento giusto arriva “forse” un allenatore in grado di cambiare la mentalità di questi giocatori, magari puntando su un obbiettivo intrigante e quantomai fattibile. Zaniolo migliore in campo, tanto da mettere in ombra quasi tutto il resto, assist, gol, una garanzia di potenza e tenacia, ha trovato l'incastro perfetto con Dzeko riuscendo a creare spesso anche per lui, Kluivert sembra non averne più per nessuno ed il suo gol sullo scadere conferma la voglia di diventare il campione di cui tutti parlano, più in ombra Pastore, sostituito poi da Pellegrini, altro passo altro ritmo, ma non si può avere tutto dalla vita.

Certo, non siamo ai livelli della Juve, solo per dirne una, ma la stessa rinascita di Dzeko si nota da quello sguardo che poche volte abbiamo intravisto, forse non è l'anno giusto per arrivare verasmente in alto ma è giusto riflettere su questo atteggiamento che ad oggi un po' ci sorprende.

Ad oggi sta vincendo Fonseca, ci saranno giorni di pioggia e giorni di sole, ma godiamoci l'estate finchè resiste.


Laura Tarani

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