LISÌSTRATA, OFFLINE O CASTITÀ

LISÌSTRATA, OFFLINE O CASTITÀ

Era il lontano 411 a.C. quando alle Lenee di Atene la Lisistrata venne messa in scena. Allora la Grecia era vessata dalla guerra del Peloponneso che, contro ogni aspettativa, aveva arrecato alla polis monopolista del V a.C. sconfitta e decadenza.

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LISÌSTRATA, OFFLINE O CASTITÀ

Regia Michela De Nicola

Adattamento: Irene Bianchini, Severino Bof, Michela De Nicola, Federica Pallozzi Lavorante

Con: Irene Bianchini, Valerio Rota, Michela De Nicola, Federica Pallozzi Lavorante, Severino Bof, Andrea Lami, Giovanni Macchi, Jacopo Blago, Marco Larosa, Veronica Nebbia

Era il lontano 411 a.C. quando alle Lenee di Atene la Lisistrata venne messa in scena. Allora la Grecia era vessata dalla guerra del Peloponneso che, contro ogni aspettativa, aveva arrecato alla polis monopolista del V a.C. sconfitta e decadenza. Dalla Commedia si elevava un potente grido di frustrazione: basta guerra, basta morti, basta sangue! A farsi portavoce era una donna, “colei che scioglie gli eserciti”: vero motore dell’azione, non la figura dolente attesa ma protagonista risoluta. Scagliando per prima una freccia a tutti i greci, non mirava ad ottenere l’emancipazione femminile (impensabile a quei tempi ed effettivamente motivo non rappresentato nell’opera) ma la pace. La stessa richiesta è avanzata coralmente dalle donne di oggi nel simpaticissimo dramma andato in scena al Teatro Lo Spazio. Nelle serate dall’8 al 13 ottobre giovani attori hanno divertito gli spettatori con una interpretazione spumeggiante: tutta la comicità di Aristofane è calata nella frivolezza del linguaggio contemporaneo con venature di malizie che si affacciano alla trivialità ma, contenute, badano bene a non oltrepassare i limiti del decoro. Quello che tutte le donne di Roma esigono, unite da Centocelle a Parioli, è sì la fine della guerra, ma una ben diversa da quella di Atene, non sanguinosa, ma certo non meno funesta: è quella combattuta ogni giorno per trovare parcheggio, è quella di fare a gomitate pur di non essere schiacciati dalla concorrenza e dall’arrivismo, è la guerra contro la presunzione, contro l’indifferenza e l’incomunicabilità che svilisce ogni rapporto interpersonale. Il conflitto è insopportabile quando ad essere coinvolto è il nucleo più intimo: ecco allora che mogli, non più considerate dai mariti, decidono, faticosissimamente, di indire uno sciopero del sesso! Ma resisteranno? Sotto le redini di Lisistrata, Mirrina, l’amica di Tebe, di Sparta e di Lesbo, non senza momenti di debolezza, riusciranno nell’impresa: i mariti smetteranno, o almeno tenteranno, di vivere nella finzione dei giochi di ruolo, non vestiranno più con tende da cucina, né chiederanno se per cena saranno pronte delle libagioni. Sarà questo quello che ognuno tenterà finito lo spettacolo? Valorizzazione delle piccole cose, autenticità dei sentimenti, concretezza e non virtualità: questi i moniti che gli attori sono riusciti a trasmettere e, in un certo senso augurare, distribuendo tra il pubblico allegria, ottimismo e ilarità.

Ilaria Taranto

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