L’ULTIMO SALUTO DI TRIESTE AI POLIZIOTTI MATTEO E ROTA

L’ULTIMO SALUTO DI TRIESTE AI POLIZIOTTI MATTEO E ROTA

Il rischio di cadere in ragionamenti intrisi di retorica e frasi scontate è sempre all’ordine del giorno quando si analizzano eventi come la strage di Trieste dove lo scorso 4 ottobre hanno perso la vita due poliziotti i cui funerali si sono svolti nella giornata di ieri.

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L’ULTIMO SALUTO DI TRIESTE AI POLIZIOTTI MATTEO DEMENEGO E PIERLUIGI ROTA

Il rischio di cadere in ragionamenti intrisi di retorica e frasi scontate è sempre all’ordine del giorno quando si analizzano eventi come la strage di Trieste dove lo scorso 4 ottobre hanno perso la vita due poliziotti i cui funerali si sono svolti nella giornata di ieri. Un abbraccio commosso e totale quello che la città di Trieste, alla presenza delle più alte cariche dello Stato. Ha voluto tributare ai suoi “Figli delle stelle” Matteo Demenego e Pierluigi Rota.

I due poliziotti avevano scelto la città triestina per costruire non soltanto la loro vita professionale ma anche il futuro delle loro famiglie. Progetti di vita spezzati decisamente troppo presto da un folle gesto di chi ha saputo violare la sicurezza di una questura proprio dove i poliziotti dovrebbero essere di casa. Mai come in questi casi si torna giustamente a parlare delle condizioni in cui spesso le nostre forze dell’ordine sono costrette ad operare per poter garantire a tutti i cittadini la massima sicurezza possibile. La speranza è che il sacrificio di queste due giovani vite possa non essere vano e riportare alla luce quelle criticità che troppo spesso, per convenienza di una parte, o per mancanza di adeguate risorse economiche da destinare a questo comparto, si cerca di nascondere o magari si fa finta di non vedere, sperando che non succeda nulla.

In linea generale dovrebbe tornare al centro dei pensieri di tutti la concezione secondo cui non esiste un costo che si può definire eccessivo se quel costo può aiutare a difendere e salvare la vita di una persona che sta semplicemente svolgendo con passione e dedizione il suo lavoro, mettendolo spesso davanti alle proprie esigenze personali.

Al di là della facile tentazione di mettere anche questa vicenda nel tamtam mediatico che spesso segue eventi estremi di questa natura è auspicabile che da questa tragedia possa nascere una nuova cultura verso le forze dell’ordine che troppo spesso vengono considerate dalla gente comune un’entità da cui stare alla larga perché magari un controllo in più rallentare i nostri piani quotidiani. In realtà si tratta molto spesso di persone che mettono quotidianamente a repentaglio la propria vita sapendo di correre costantemente il rischio di non tornare dalle proprie famiglie, oltretutto a fronte di stipendi che quasi rispecchiano il rischio che queste persone corrono nello svolgere il proprio lavoro.

Un ringraziamento sentito va a tutte le forze dell’ordine che quotidianamente sono impegnate a garantire la serenità dei cittadini.

FEDERICO CESTE

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