Io, Mai Niente Con Nessuno Avevo Fatto - Di Alessia De Antoniis

Io, Mai Niente Con Nessuno Avevo Fatto - Di Alessia De Antoniis

Un testo intenso che lascia senza respiro e arriva dritto allo stomaco. Niente sensazionalismi né luoghi comuni o stereotipi. Solo vero teatro. Dal 12 al 17 novembre al teatro di via Giulia

stampa articolo Scarica pdf

I ragazzi di Vucciria Teatro ipnotizzano il pubblico dell'OffOff Theatre con Io, mai niente con nessuno avevo fatto. Una vucciria, una macelleria ma, stavolta, di esseri umani.

Davanti a loro un pubblico attonito, ammutolito, che quasi trattiene il respiro e che, solo alla fine, quando le luci all'improvviso si spengono, scoppia in un lungo applauso liberatorio, che scroscia con l'energia delle lacrime trattenute, che ha la forza dell'abbraccio, che restituisce il fiume in piena di emozioni che hanno sommerso gli spettatori.

Federica Carruba Toscano (Rosaria), Joele Anastasi (Giovanni) ed Enrico Sortino (Giuseppe), come i tre tenori sul palco di Caracalla, cantano a tre voci arie immortali: omosessualità, prostituzione, stupri, violenze su donne e minori. Mali senza tempo di una società rimasta immutata dai tempi in cui la tragedia greca rese queste situazioni archetipiche. La Sicilia di Joele Anastasi ha solo un pezzo in più, novello Thanatos degli anni Ottanta: l'Aids.

Giovanni è l'ingenuità, l'innocenza, la gioia nell'accettazione di sé, la vita che sboccia e che si scontra con il suo lato brutale. La sua fragilità è racchiusa nella frase di sua cugina Rosaria: “La devi smettere di essere così scemo Giovanni, quante volte te l'ho detto? Arrapiri l'occhi ca stu munnu n'è fattu pi chiddi boni comu attia”.

Rosaria è donna, sorella, figlia, madre. È la donna con le sue mille potenzialità che lotta, spesso perdendo, per essere libera, per realizzare i suoi sogni consapevole di vivere in un contesto ostile: “Io me ne voglio andare Giovanni (…) picchì a genti ca è di medda. Io posso fare pure la buttana ma voglio essere libera. (…) posso fare la maestra, oppuru posso fare chidda ca leggi i catti (che legge le carte), posso fare la signora e puru a principessa”. Federica Carruba Toscano le dà vita attraverso il suo corpo burroso, la sua sensualità, la sua fisicità, riuscendo a dare voce alle sue emozioni anche nelle scene senza battute.

Giuseppe è in apparenza lo stereotipo del machismo del sud, ma il bravissimo Enrico Sortino riesce a non farsi intrappolare in questi abiti e li trascende impersonando la perversione di un'intera società: “Io che per gli altri frocio non sono stato mai (…) merda, schifoso frocio...iu non vogghiu moriri...scinni ca t'ammazzo Giovanni”.

Testo potente, crudo, bestiale, a tratti di difficile comprensione a causa dell'uso del dialetto siciliano, riesce addirittura a trasformare questo unico limite in pregio nel momento in cui l'uso della parola perde il suo utilizzo di linguaggio convenzionale e diventa suono che trasmette emozioni, fondendosi con la fisicità stessa dei tre attori.

La scrittura sapiente, chirurgica, priva di inutili sentimentalismi di Anastasi, che stupisce vista la giovane età del drammaturgo, ha il raro pregio di creare una situazione corale partendo da tre monologhi, da tre recitazioni apparentemente slegate, dove ognuno racconta la sua storia come fosse l'unico testimone. L'apice di questa struttura viene raggiunta nella penultima scena, nella quale Rosaria e Giuseppe, figure opposte e contrastanti, recitano quasi all'unisono battute apparentemente simili che celano significati profondamente diversi.

Argomenti noti e già ampiamente indagati, ci vengono restituiti privi di retorica o morale, semplicemente per ciò che sono: aspetti dell'animo umano.

La scenografia è inesistente: la scena spoglia è arredata di volta in volta dal sapiente uso delle luci, che diventano loro stesse attrici nell'interpretare spazi, nell'ergersi come muri virtuali che delimitano storie, vite, luoghi.

Il regista Joele Anastasi dice: “Io, mai niente con nessuno avevo fatto” punta a ristabilire un contatto con gli spettatori al di là del genere teatrale e delle nicchie di pubblico. Vuole essere un progetto per tutti, in grado di abbracciare un vasto pubblico per trainarlo in uno scenario di riferimento ben preciso, in balia di emozioni forti e contrastanti. Lo scenario è quello bruto, crudo, violento e forte di un sud senza filtri. La spinta proviene dal basso per ricordare a tutti che siamo figli di una stessa madre, al di là di ogni estrazione sociale e di ogni sovrastruttura culturale. Non vuole essere un prodotto per una nicchia intellettuale, ma fondarsi sull'emozione”.

Vucciria Teatro è la prova che il teatro non ha bisogno di cercare nuove tematiche, ma di saper scrivere e comunicare drammi antichi, eterni, con un linguaggio moderno, empatico, che arrivi al cuore delle emozioni. Per farlo occorre quello che questi tre strepitosi artisti under 30 hanno: grandi doti attoriali, maestria nella scrittura, passione, formazione, competenza. E sicuramente amore.

Uno spettacolo imperdibile.


Alessia de Antoniis



IO, MAI NIENTE CON NESSUNO AVEVO FATTO

drammaturgia e regia Joele Anastasi


con Joele Anastasi, Enrico Sortino, Federica Carruba Toscano

Scene e Costumi Giulio Villaggio

Light Designer Joele Anastasi

Aiuto Regia Nicole Calligaris

Una creazione Vuccirìa Teatro


Da martedì 12 a domenica 17 novembre 2019 all'OFF/OFF

spettacolo-rivelazione della compagnia Vuccirìa Teatro


Best Show - San Diego International Fringe Festival 2014

Miglior Spettacolo, Migliore Drammaturgia, Migliore Attore - Roma Fringe Festival 2013

Spettacolo Vincitore Stazioni D'Emergenza 2013 -Teatro Stabile d'Innovazione, Galleria Toledo, Napoli

Premio della Critica Festival Direction Under30 - Teatro Social, Gualtieri

© Riproduzione riservata