Silvio Natali: Una Vita Tra Bisturi E Pennelli - Di Alessia De Antoniis

Silvio Natali: Una Vita Tra Bisturi E Pennelli - Di Alessia De Antoniis

Una personale caratterizzata da una forte sensazione percettiva che abbraccia dolcemente l'animo dell'osservatore - Al Palazzo della Cancelleria fino al 22 novembre

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Oltre i confini è la mostra personale organizzata dalla Arte Borgo Gallery di Anna Isopo nelle prestigiose sale del Palazzo della Cancelleria a Roma e che vede esposte, fino al 22 novembre, le tele del pittore di Corridonia, provincia di Macerata, Silvio Natali.

Sono circa cinquanta acrilici che trasformano il palazzo romano in un libro illustrato. Tele che si lasciano sfogliare portandoci all'interno di mondi fantastici mentre camminiamo tra le mongolfiere di Phileas Fogg, prati fioriti, le morbide colline dei paesaggi maceratesi e i flutti che bagnano le coste marchigiane.

Classe 1943, laureato in Medicina e Chirurgia, autodidatta, arriva alla pittura attraverso il disegno. Ed è proprio sul segno che verte la sua pittura. Un segno che è insieme simbolo, legame, con la sua terra, con la sua vita, con il suo mondo interiore.

Silvio Natali non dipinge ma racconta, sublimando le proprie esperienze di vita attraverso l'arte, rappresentando la realtà quotidiana in modo ingenuo, fiabesco e, al contempo, immediato, potente, trasmettendo forte suggestione e pathos.

La sua è un'arte che scaturisce da un senso estetico profondo e innato, che prescinde da impostazioni accademiche, non facilmente ascrivibile a una scuola o ad un'altra. L'atteggiamento potrebbe tradire un approccio naïf, ma solo in termini di formazione dell'artista o di scelta dei soggetti da raffigurare, perché è innegabile che non manca di conoscenza ed esperienza.

Come Alice nel Paese delle Meraviglie, anche Natali segue un Bianconiglio per accedere al suo mondo fiabesco: è la musica, dalla quale ricava un tracciato segnico che sembra uno scarabocchio. Da lì crea le forme che vediamo nei suoi dipinti.

“Scarabocchio sulla tela e attendo che la tela mi dica quello che vuole essere”, spiega Silvio raccontandoci come nasce una sua opera. “Faccio degli scarabocchi e giro la tela sui vari lati finché non arriva l'idea. Poi se non mi convince continuo a fare altri scarabocchi finché il progetto non prende forma, mentre cerco di comunicare le mie emozioni” .

È la musica ad influire sui suoi segni: jazz, colonne sonore, opere di grandi compositori trasformano un paesaggio sonoro, immersivo, in un paesaggio reale.

Il critico d'arte Giorgio Vulcano lo avvicina per contrasto al grande Pollock: “Anche Pollock creava una vera e propria danza ascoltando una musica jazz, ad esempio, ma approdava a tele astratte, mentre Natali crea un figurativo o un semi figurativo. Il suo genio si concretizza nel riuscire a creare da una forma astratta, empirica, un disegno che poi è riconoscibile nel reale. È un artista straordinario!”

La maestria del pittore marchigiano è nel riuscire a sincronizzare una pittura ricca di emozioni e di sonorità con un rigore compositivo fatto di segni e colori, riuscendo a creare armonia partendo da una meticolosa scansione della tela, sviluppando profondità attraverso infinite divisioni del piano. Tante piccolissime tessere geometriche e monocromatiche che, come pezzetti di un puzzle, superano le divisioni per dare vita a paesaggi infiniti, fluidi, armonici, polimorfici.

Oltre i Confini simboleggia il superamento dei clichet, delle barriere create solo dalla nostra mente limitata e limitante, delle divisioni date dai confini, visti non più come linea di separazione ma come zona dove qualcosa svanisce per dare posto ad altro, in un continuum di riti di passaggio che scandiscono la crescita infinita della grande famiglia umana.

Silvio Natali è un eterno fanciullo che, quando dipinge, vive delle avventure indicibili. Condividere le sue visioni con chi viaggia attraverso le sue opere è ciò che dà vita e direzione alla sua arte.


Alessia de Antoniis
















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