Paolo Scirpa

Paolo Scirpa

L'artista è a Milano con la mostra “Sconfinamento”

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Cramum e Gaggenau riportano fino al 31 gennaio 2020 Paolo Scirpa a Milano con la mostra "Sconfinamento", a cura di Sabino Maria Frassà. La mostra consente di riscoprire e rileggere la magia dei neon di uno degli artisti italiani viventi più stimati al mondo, acquisito da collezioni istituzionali e Musei importanti quali il MART di Rovereto, il Museo del Novecento e le Gallerie d'Italia.

'Sconfinamento' comprende 15 opere tra sculture, dipinti e fotografie, accomunate dal fatto di essere "porte" verso l'infinito. Come ricorda il curatore Frassà: "Forte è la componente spirituale nel lavoro di Paolo Scirpa, che conduce l'infinito in uno spazio finito. Le sue opere danno la possibilità allo spettatore di conoscere, provare e vivere lui stesso l'infinito, innalzarsi al di là della propria corporeità ed elevarsi. Sono quindi opere "interattive" che vanno vissute e viste da vicino: solo con gli occhi a pochi centimetri dall'opera si disvela "un mondo parallelo, l'infinito nel finito."

La mostra - visitabile fino al 31 gennaio 2020 - chiude il ciclo di mostre 'IN-MATERIAL, quando la materia si fa pensiero', ideato dallo stesso Frassà e promosso dal noto brand tedesco insieme al progetto non profit Cramum per tutto il 2019.

Attraverso le sue opere, Paolo Scirpa indaga perciò l'infinito quale dimensione a cui l'uomo tende, senza pretesa o presunzione di rappresentarlo. Eternità e infinito sembrano però essere solo il movente, l'inizio del viaggio. "Quanto tempo è per sempre?" chiedeva Alice al Bianconiglio. Guidandoci nel suo Mondo, anche Paolo Scirpa, come il Bianconiglio, sembra risponderci: "A volte, solo un istante".  Per l'artista, obiettivo dell'arte è sconfinare, ovvero indurre un percorso di libertà mentale e fisica: senza non c'è progresso né evoluzione. I suoi Ludoscopi sono opere tridimensionali che propongono la percezione di profondità fittizie, veri iperspazi-luce in cui è abolito il limite tra il reale e l'illusorio, che mirano a liberare ed elevare l'essere umano, ad approcciare e percepire l'infinito anche solo per un secondo.

Sabino Maria Frassà spiega che "le opere di Scirpa sprigionano una vertigine di gioia, una possibilità di riassaporare quello stupore e quella meraviglia propria dei bambini, ancora incoscienti e non pienamente consapevoli di sé e dei propri limiti. La mostra "Sconfinamento" riesce a far provare tutte queste emozioni: a ogni angolo i ludoscopi site-specific incantano e ipnotizzano chi li guarda, mentre i Progetti Urbanistici (fotografie) ingannano l'occhio mostrando una Milano come se fosse stata sviluppata da architetti futuristi. Terminata questa esperienza immersiva, ognuno di noi penserà come Alice a conclusione del suo viaggio che nulla è impossibile e che basta un secondo per capire che l'infinito è solo l'inizio".

Chiara Zanetti

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