Giuseppe Marletta

Per vedere il talento ci vuole l’occhio non della mediocrità, bensì un occhio che guardi la “differenza”; o meglio quello che fa la differenza.

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Incontriamo nel tardo pomeriggio qui a Cologno Monzese, il talent scout Giuseppe Marletta che si è concesso ai nostri redattori Giada Del Priore e Valerio Mirata per raccontarci qualche aneddoto e qualche segreto della sua affascinante lavoro.

Buonasera  signor Marletta, potrebbe iniziare raccontandoci un po’ di lei e della sua professione..

La mia esperienza nasce dalla tipologia di lavoro che come responsabile delle attività giovanili di un Ente pubblico e più specificatamente nel settore della cultura, turismo, svolgo da oltre 30 anni.Ma a livello personale, anche l'amore per il teatro, la musica e soprattutto la letteratura che mi ha portato prima ad essere attore e dopo scrittore di testi teatrali. In effetti il teatro è la mia grande passione.

Mi parla un po’ di com’e andato il casting del 29, quali esiti ha prodotto?

Molto bene, è stato un casting davvero professionale grazie alla presenza di Paolo Pinna, grande make up delle star, che ha anche coordinato il trucco e parrucco. Gradita la presenza del patron Gianni Maser e di personaggi del settore spettacolo e moda. Una cinquantina i partecipanti, alcuni alla prima esperienza assoluta che si sono cimentati in due sfilate, casual ed intimo. Dopo la visione delle foto e del video per verificare le loro doti di fotogenia e telegenia da parte del regista di Class Moda Tv che trasmetterà l’evento sui circuiti nazionali, sarà fatta una scelta di merito. La finale di Models for Italy è stata fissata per settembre a Verona nella scenografica piazza Brà in cui oltre al premo modella/o d’Italia ci saranno altre fasce: per la moda, per il cinema (dove nella giuria ci sarà il regista Marco Pollini che sceglierà tra i modelli alcuni partecipanti per il suo prossimo film) e per il modello/a international. Collaboratore prezioso ed amico è il ph official dell’evento Vaifro Minoretti che ringrazio di vero cuore.

La tecnologia negli ultimi anni ha fatto passi da gigante: lei usa ancora il suo istinto nel ricercare dei modelli che abbiano una forte personalità oppure si affida ai like delle pagine facebook?

Non ho mai usato le tecnologie per la ricerca del talento giacché il talento è qual qualcosa che ti rende unico e speciale. Diversamente dal modo corrente di pensare, che spesso svaluta il talento a strumento di ricchezza e di fama; credo invece che è ben altro: un’energia creativa che vive dentro ognuno di noi e che, lasciata libera, porta ogni persona alla sua piena e spontanea realizzazione.Quindi ogni talento va verificato di persona e messo alla prova.

Striscia la notizia, le Iene; il giornalismo d'inchiesta fa bene nel ricercare personaggi "ambigui" che promettono la notorietà in cambio di soldi e che poi preso "il malloppo" spariscono senza lasciare traccia di se?                                                              

La professionalità, la serietà e la disciplina di un lavoro che nasce da una esperienza più che trentennale, non lascia spazio a queste cose.Il talento è l’immagine unica che ci definisce e con la quale siamo venuti al mondo: è la nostra carta d’identità esistenziale, la nostra tendenza naturale, il perno invisibile attorno al quale tutti noi ruotiamo e sul quale si fondano la nostra realizzazione e la nostra felicità. Il talento si trova lasciando che la vita accada nella sua naturalezza, senza che ci si ostini a incanalarla in direzioni prefissate, “logiche” o socialmente legittimate.

Nel suo ambiente le è mai successo di dover denunciare fatti del genere?                                                                                                                  

Quello che non accetto è che alcuni usano il lavoro serio ed onesto di talent scout per poi cercare di rubarli per propri fini. Ecco odio gli sciacalli e gli approfittatori.

Lei ha trovato molti ragazzi da avviare alla carriera nel mondo della moda e del cinema di questi ultimi si ricordano di lei con un grazie oppure una volta assaggiata la notorietà si sono dimenticati di lei?

Nella mia lunga attività sì, ho avuto modo di lanciare molti talenti sia nel mondo della moda, del canto, dello spettacolo e del cinema e tranne pochissimi casi, devo dire che, la maggioranza, mi ha sempre riconosciuto con stima ed affetto, la paternità di averli scoperti e motivati nel coltivare il loro talento.

Esiste una scuola di formazione, come si diventa come lei?

Una scuola di formazione per talent scout non mi risulta essere attiva in Italia. Anche se sarebbe necessario attivarle. Richiede grandi sacrifici, intenso studio e notevole preparazione. Ovviamente è fondamentale possedere una buona dose di talento istintivo, una buona cultura di fondo ed evitare improvvisazioni che prima o poi ti fanno perdere di credibilità.

Le è mai capitato di dover subire delle pressioni per quel tipo di modello da lanciare? Tipico sistema tutto italiano oppure fa parte del gioco?

Le pressioni come dice lei esistono a prescindere, tipiche del malcostume, tuttavia nel lanciare un modello ho solo e sempre visto il suo talento e non le raccomandazioni.

Esiste una differenza tra i ragazzi da lanciare nel mondo dello spettacolo tra quelli italiani e quelli stranieri? I nostri giovani sono ancora dei viziati e dei mammoni perennemente immaturi?

Non trovo differenze sostanziali tra modelli/e italiani o stranieri. Tutto è legato alla persona alla sua educazione come scrive lo psicoanalista americano James Hillman: per vedere il talento ci vuole l’occhio non della mediocrità, bensì un occhio che guardi la “differenza”; o meglio quello che fa la differenza. Ecco il talento: il talento esplicita il nostro modo di essere differenti. Talento non vuol dire che vinci le Olimpiadi, anzi, quello non è il talento, il talento non ama gli sforzi, quello è l’agonismo. Il talento è uno stato spontaneo dell’anima che produce azioni in correlazione con la tua interiorità, con pause, omissioni, spinte, fughe.

Parliamo anche della stretta attualità: ha vinto Marine Le Pen: fuori i negri! – Francia e Spagna tradiscono l’Italia e frenano sull’ipotesi di quote obbligatorie di spartizione dei migranti decise da Bruxelles – il fronte del “no” guidato dai paesi dell’est. e il regno unito si chiama fuori. Che opinione si è fatto della situazione sugli immigrati? Noi siamo un paese cattolico solo quando ci ricordiamo di celebrare il Giubileo?                                                                                                                

Non intendo dare giudizi politici ritenendo che arte, cultura devo stare lontani da certa politica.

La ringraziamo Sig Giuseppe per averci concesso di farle questa interessante intervista.

                                                                                       Valerio Mirata & Giada Del Priore

di seguito le foto dell'evento :

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