Francesca Romana Miceli Picardi

Coinvolgente animo dagli occhi accesi

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Unfolding Roma al Fringe Festival 2015 incontra l’attrice e regista Francesca Romana Miceli Picardi. Rappresenta, insieme a Manola Rotunno, il suo spettacolo Scompaio. Tanti mondi in un uno. Piccoli frammenti della società contemporanea che, a volte, portano a privarsi della propria personalità per plasmarsi a ciò che offre la vita.

Ma se la persona non accetta ciò fugge lontano portandosi la depressione in tasca. Si sceglie di guarire oppure di essere ai margini della società. Per strada ove giorno e notte non sono distinguibili e durante i quali inventarsi il fare è necessario. Come pensare, stare svegli di notte per cacciare la paura e far divenire il giorno molto lungo e infinito.

Francesca, ragazza energica, umana e di cuore è una spugna, assorbe tutto ciò che osserva con oculata sensibilità. Riconoscendo l’anima delle persone che sceglie di avere accanto e di considerare.

Sempre attenta al sociale e soprattutto impegnata per la campagna contro la violenza sulle donne che, di gran lunga, accompagna la sua attività sul quel palco vitale e essenziale.

Con i suoi occhi brillanti e fervidi riempie sé stessa di vita, di semplicità e di quel piccolo che giorno dopo giorno fa fiorire in ogni istante.

Leggiamo le sue risposte circa il suo lavoro proposto alla manifestazione Fringe Festival 2015, Scompaio.

Buona lettura.

Quali spunti hai ricercato per il tuo spettacolo Scompaio? Da dove sei partita?

Un anno fa avrei dovuto scrivere un testo per un concorso, che poi purtroppo non si è mai tenuto. Un concorso al femminile. Era il 1995 e andavo all'università. Mentre giravo per la benestante via della Conciliazione, conobbi Heidi: la signora barbona. Una donna splendida che veniva dalla Germania e che scappava da molti orrori della sua terra. La storia di Laura, seppure di fantasia e completamente diversa l'ho scritta dedicandola a lei, che e' andata via molti anni fa.

Sempre un occhio attento alla società. Sempre l’obiettivo puntato sul pianeta donna.

Pensi che il tuo messaggio possa far svegliare le menti?

Non so cosa possa fare uno spettacolo. Ma so che abbiamo il dovere di continuare a dire delle cose. A ricordare che non viviamo solo di sky, partite e tablet, pur amandoli io stessa e da sempre figlia dei tempi che cambiano... Con un occhio però sempre verso le cose piccole, come la vecchina a molla che mi regalò mio padre (un giocattolo) e che ancora cammina! Insomma cambiare la mente delle persone è una cosa difficile e io non sono così "grande" o così imponente... Ma posso provare ad accarezzargli il cuore...

Pensi che la borghesia si possa abbassare alla povertà e avvicinarsi alle persone emarginate? E se si, quale pensi possa essere la strada giusta?

Penso che specialmente in questo momento, dove i confini sono così labili bisognerebbe dimenticare il "mio" freudiano e andare non dico verso il nostro ma almeno osservare e fare qualcosa, sempre, per chi ha meno di noi. Almeno rispondere loro buongiorno..!

Quanto è stata difficile la strada che ti ha portata a essere selezionata e a esibirti al Fringe Festival 2015?

Dicono che il più lungo dei cammini inizi con un passo... Di sicuro la corsa non è mai finita. Alleniamo fiato cuore e mente!

Che cosa è per te la depressione, come la definiresti e quale, secondo te, una via per guarirla?

A novembre andrà in scena un mio spettacolo sulla depressione bipolare. La depressione ha molte facce e DEVE essere seguita da medici e psicologi in gamba. E' una malattia e deve essere curata come tutte le altre, senza vergognarsene.

Che speranze hai per questa performance e come vivi le emozioni di questa esperienza?

Il Fringe Festival è una grande emozione e una scuola di sopravvivenza. Spero di continuare, certo, ma resto sempre con la testa bassa. E gli occhi accesi.

Grazie a Francesca del tempo che ci ha dedicato, buon tempo.

Annalisa Civitelli

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