L’Italia è Una Repubblica Affondata Sul Lavoro “3,5”

L’Italia è Una Repubblica Affondata Sul Lavoro “3,5”

10 e 11 gennaio 2020 al Roma Fringe Festival il nuovo lavoro di Betta Cianchini. Il racconto acido di tre donne, tre madri che si raccontano in un flash-back.

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10 / 11 gennaio 2020

Fringe Festival Roma - La Pelanda Macro Testaccio


L’Italia è una Repubblica affondata sul lavoro “3,5”

di Betta Cianchini


Regia: Alan Bianchi

Con Marina Pennafina, Betta Cianchini e Chiara Becchimanzi


Racconto acido di tre donne. Tre madri che in un flash-back a ritroso si raccontano (Betta Cianchini)


Perché 3,5? Perché “in Italia la media delle persone che muoiono ogni giorno sul posto di lavoro è di 3,5”. Sono quasi 1.300 le madri che rimangono senza figli.

Lo spettacolo - di agilissimo allestimento - è pensato per i Teatri, le Piazze e (ci piacerebbe particolarmente) le Fabbriche.

Una madre, come in un “flash - back a ritroso”, racconta la storia della morte - sul luogo del lavoro - del figlio. Siamo al dopo-funerale di Massimo, giovanissimo operaio morto sul posto di lavoro. E' la madre che parla con i suoi amici. E racconta di lui. Ha volutamente lasciato fuori i giornalisti della televisione e “la gente importante - la gente che conta... che conta i morti… i morti ammazzati sul lavoro".

Improvvisamente siamo alla festa per l’assunzione di Massimo. L'atmosfera è gioiosa. La madre è orgogliosa e felice. Massimo è giovane, ma ha già un lavoro e avrà la tredicesima. Lavorerà in una ditta appaltatrice... quelle ditte che a parità di servizi costano meno... a discapito della sicurezza. Ma di tutto questo sua madre ancora non ne è a conoscenza.

Ed eccoci ancora una volta indietro nel tempo... lei, - la madre - è al settimo cielo. Aspetta un figlio. Aspetta Massimo. E si domanda come sarà, cosa farà. Lei vuole solo che sia felice. Che faccia solo quello che gli piace. Ma la "madre della morte bianca" ha fatto uno strano sogno.

Uno “spettacolo – verità“ a testimonianza di tante “brutte storie italiane” che andrà a “disturbare la corta memoria” di chi non vuole ricordare.

E lo farà nei luoghi deputati alla scomparsa. Maria, la madre di Massimo, racconta perché: “Tutti lo devono sapere, lo devono sapè tutti quello che è successo a mio figlio”.

E così vive e combatte con le parole. Armi bianche contro morte bianca. Se noi non parliamo, se rimaniamo in silenzio… chi racconterà? (Primo Levi)



Prezzi e riduzioni

Posto unico 8 euro

Ragazzi sotto i 25 anni e over 65: 5 euro


Il testo è stato selezionato al Fringe Festival.


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