Hammamet Di Gianni Amelio. La Recensione Di Francesca Carillo

Hammamet Di Gianni Amelio. La Recensione Di Francesca Carillo

Andare al cinema e fare un tuffo nei ricordi delle cene familiari e’ stato tutt’uno, quando mi sono seduta nella comoda poltrona di un cinema romano per vedere Hammamet di Gianni Amelio.

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Hammamet di Gianni Amelio.  Ricordi sbiaditi ma vivi . Andare al cinema e fare un tuffo nei ricordi delle cene familiari e’ stato tutt’uno, quando mi sono seduta nella comoda poltrona di un cinema romano per vedere Hammamet di Gianni Amelio. Finalmente e’ uscito, lo attendevo, sono corsa a vederlo con un gusto quasi autolesionista; Mai amato Craxi, anzi le sere intorno al tavolo di casa mia si discuteva animatamente di un’idea politica divergente ma che aveva le stesse radici, il socialismo, di cui nel Psi si erano perse le tracce con Craxi. Quanto l’ho odiato tanto l’ho cercato oggi nella pellicola di Gianni Amelio, l’ho cercato nella grande arte di un attore camaleontico che sembra esattamente il clone di Craxi. Amelio e’ riuscito con sobrietà a farci sfogliare un libro di storia politica del nostro paese, senza parlarne apertamente suonando corde che solo chi ha vissuto quei venti politici riconosce ad orecchio. Bravi gli attori tutti Bella la pellicola color anni 90, un tempo ormai lontano ma ancora imprigionato nelle maglie della “ povera” Italia. Non posso negare che Favino sia riuscito a camuffarsi così bene da sembrare esattamente lui, se non fosse per lo sguardo vispo, vivo e furbetto, diverso dallo sguardo da cobra gelido e languido allo stesso tempo di Bettino
Francesca Carillo

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