TOP FLOP LAZIO SAMPDORIA

UNDICI VITTORIE CONSECUTIVE, IMMOBILE TENACE E DECISIVO. MILINKOVIC SENZA GOL MA FA DA PROTEZIONE TOTALE A CENTROCAMPO.

stampa articolo Scarica pdf

La Lazio domina in tutto e per tutto la Sampdoria e Simone Inzaghi sfata l'ennesimo tabu stagionale che di nome fa Claudio, di cognome Ranieri. Il tecnico romano da sempre bestia nera dei biancocelesti stavolta è dovuto capitolare sotto i colpi di Ciro Immobile, di Caicedo e di Bastos.


Immobile il protagonista principale, l'attore candidato al premio oscar come miglior cannoniere del campionato di serie A, nel primo gol, la rete segnata da Caicedo, è stato come un salto nel passato, un pò Chinaglia, un pò Beppe Signori, ha resisito alla carica reiterata del difensore sampdoriano, è restato in piedi e solo un mezzo miracolo di Audero non gli ha consentito il gol ma per fortuna della Lazio c'era Caicedo che con uno scatto fulmineo ha anticipato tutti e realizzato il vantaggio. Poi i due rigori, quando li realizzi è tutto normale, tutto facile ma andate a chiedere a Gasperini e all'Atalanta quanto conta saper realizzare un penalty. In mezzo una perla degna del miglior Immobile, scatto sul filo del fuorigioco su lancio di Acerbi, stop, dribbling sul portiere e palla in rete facendola passare tra due difensori sampdoriani. Un classico di Immobile, un pezzo di alta scuola da far vedere nelle scuole calcio. Ciro ha passato nella scorsa stagione mesi difficili, ripetere la stagione precedente è sempre complicato, lui non si è mai nascosto e anche grazie all'aiuto di Simone Inzaghi sta dimostrando il calciatore che è diventato, maturato anche nei comportamenti e negli atteggiamenti. Roberto Mancini e tutti i tifosi italiani sanno che dopo la Lazio nel cuore di Immobile c'è la Nazionale, sempre in silenzio aspettando il suo turno. Mancini sa che potrà sempre contare sul bomber biancoceleste.


Dopo Immobile e l'attore principale bisogna parlare della regia, del film maker che sta battendo record e esorcizzando i tabu che resistevano da anni e anni, dalla vittoria con il Milan a Milano al record delle vittorie consecutive di Eriksson. Simone Inzaghi s'è preso la Lazio sulla via di Salerno, l'ha plasmata con le sue idee, la stava per perdere a giugno, ha fatto un piccolissimo passo indietro, è rimasto con la voglia di dimostrare quanto vale lui e il gruppo che lui ha voluto. Se Caicedo è rimasto a Roma è mertito del mister, se Luis Alberto è diventato l'assist man migliore del campionato non è un caso, è stato Inzaghi a spostarlo 10 metri più indietro. Se Luiz Felipe e Bastos non fanno più errori marchiani è stato grazie al lavoro dello staff di Inzaghi, che cura maniacalmente la fase difensiva. Ora sono undici vittorie consecutive, stasera con la Sampdoria è forse stata la più facile, ma le partite se non si mettono nel modo giusto sono tutte complicate. Inzaghi lo abbiamo visto urlare anche sul 5 a 0, la mentalità non si compra ma dietro c'è anche un grande lavoro, finalmente è sotto gli occhi di tutti.


Su un 5 a 1 non si possono trovare flop, sarebbe davvero troppo riduttivo. La Lazio di oggi è stata perfetta in tutti i reparti, nessun errore, forse una distrazione nel gol della Sampdoria ma ci può stare.


Il top è forse la mentalità acquisita dopo ogni vittoria, oggi la Lazio voleva chiuderla subito e non ha lesinato impegno pur di riuscire a farlo. Non è facile mantenere sempre alta la concentrazione, dopo tante vittorie ci si può anche rilassare, i giocatori della Lazio hanno giocato come se venissero da una sconfitta, Immobile, Caicedo, Luis Alberto sono partiti a mille. Qualcuno potrebbe mettere Milinkovic tra i giocatori che non si sono espressi al meglio. Il Serbo non ha segnato ma insime con Leiva ha elevato un muro a centrocampo soffocando ogni tentativo di ripartenza della Sampdoria. Non è sempre facile fare un passo indietro a protezione della squadra, Milinkovic ci riesce alla grande e se i compagni danzano davanti alla porta avversaria è anche grazie alla protezione di Leiva e Milinkovic. Non è poi cosi difficile arrivarci


Le vittorie sono come le cilegie, una tira l'altra. Sono undici, domenica c'è il derby, una partita che da sola crea un'attenzione particolare, ma prima c'è il Napoli in Coppa Italia in una partita secca in terra partenopea, una coppa molto amica a Simone Inzaghi e alla Lazio. Il derby può attendere.


GIUSEPPE CALVANO

FOTO EMANUELE GAMBINO


© Riproduzione riservata