LO STRANO CASO DI ELENA DI TROIA

Stefano Napoli con la sua compagnia “Colori Proibiti” porta in scena al Teatro Ulpiano “Beauty Dark Queen” uno spettacolo davvero unico che lo rende fra i registi più impegnati del panorama teatrale nazionale

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Ci sono spettacoli che per un’innata capacità di ergersi dai canoni tradizionali sono destinati, almeno all’inizio, ad un pubblico di nicchia quasi come se la loro bellezza fatta di avanguardia e genialità dovesse essere scoperta man mano fino ad esplodere in un meritato successo più generale. E “Beauty Dark Queen - Lo strano caso di Elena di Troia” è proprio questa perla rara che la Compagnia “Colori proibiti” di Stefano Napoli rappresenta al Teatro Ulpiano di Roma con date su richiesta di spettatori che dal palco desiderano ricevere prima di tutto emozioni. Prossimo appuntamento il 29 gennaio alle 20.30 per assistere a una storia che rinnova il mito del rapimento di Elena di Troia per mettere al centro dell’attenzione l’amore con tutto quello che l’uomo può fare, nel bene e nel male, per conquistarlo.

Uno dei pregi della rappresentazione è che non si può attribuirgli un’etichetta considerato i diversi aspetti che si susseguono per presentare una donna che non è più un mito ma una figura indipendente che può essere anche contemporanea quando viene paragonata ad un oggetto da possedere. Non a caso sembra di assistere contemporaneamente a una commedia, a un dramma, all’opera lirica fino ad arrivare all’avanspettacolo per un continuum che non deve necessariamente generare armonia. Chi ha detto, infatti, che la magia non possa nascere anche dal disordine puntando soprattutto sull’elemento sorpresa?

Infondo Stefano Napoli, che cura la regia dell’opera, è un visionario che riesce ad andare al di là del tempo e dello spazio per creare delle storie che pur avendo ispirazione nella memoria collettiva, riescono poi a vivere di vita propria con uno stile così delicato che sembra entrare in punta di piedi nell’anima del pubblico. Forse per questo lo spettacolo non ha bisogno di dialoghi ma solo di una colonna sonora che dalla musica classica alla chanson romantica francese, passando per la lirica fino a un brano popolare spagnolo, riesce ad accentuare quell’atmosfera fra sogno e realtà in cui è impossibile non essere trasportati.

In scena ci sono Elena, Menelao, Paride, Afrodite, Eros interpretati magistralmente da Francesca Borromeo, Luigi Paolo Patano, Filippo Metz, Simona Palmiero, Giuseppe Pignanelli che, in un palco quasi vuoto, riescono ad esprimere quel linguaggio del corpo più eloquente di mille parole. Non si può non notare che sotto l’abile guida del regista il loro è stato un lavoro duro di preparazione che gli ha consentito di rendere evidente il gioco dei particolari e una rappresentazione vivida di violenze, gelosie, inganni con una mimica che molte volte si trasforma in una pura danza. E poi c’è anche un protagonista non animato, ovvero una statuetta disarmata di Eros che passa di mano in mano come un testimone fino ad essere aggiudicato all’asta per sottolineare che anche l’amore può avere un prezzo.

L’Amore rubato, le nozze di Elena, il sogno di Paride, il rapimento, l’inganno del cavallo sono fra i quadri figurativi che pur susseguendosi nel filo logico della storia potrebbero vivere ognuno di vita propria intervallati da qualche attimo di buio e di silenzio che consente agli attori di cambiare abiti e scena e trovarsi nel punto in cui devono essere senza che la platea si accorga di nulla. Proprio questi momenti di buio rappresentano il punto di forza dello spettacolo perché lasciano al pubblico la facoltà di riflettere su quello che hanno visto e, allo stesso tempo, di anelare a quello che verrà di seguito. Effettivamente, lo spettatore lasciato senza riferimenti spaziali, con la luce sembra quasi ritrovarsi in luogo diverso per vivere tutta la sorpresa di una nuova avventura.

“Lo strano caso di Elena di Troia” fa parte del progetto più ampio del regista Stefano Napoli ovvero “Dark Queen”, che prevede tre spettacoli, di cui “Circus Dark Queen, ricordando Antonio e Cleopatra” è andato già in scena. Aspettiamo presto il terzo lavoro che, siamo sicuri, saprà degnamente chiudere la trilogia. Il regista e la compagnia “Colori proibiti” danno la possibilità di prenotarsi per lo spettacolo al Teatro Ulpiano in via Luigi Calamatta, 38 (Piazza cavour) Roma telefonando al 3290294840.

                                                                               Rosario Schibeci 

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