Rosario Mastrota

La nostra Resistenza è anche una dimostrazione di forza per sopravvivere a sempre più tagli o sgomberi che tranciano molte realtà culturali.

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ÀP TEATRO,

LA NUOVA STAGIONE ALL’INSEGNA DELLA RESISTENZA

Comincia nel segno della parola “resistenza”, la terza stagione teatrale ÀP, l’Accademia Popolare dell’Antimafia e dei diritti Impegnate da più di tre anni nel contrasto della dispersione scolastica e nel rilancio della periferia attraverso ÀP, l'Accademia Popolare dell'antimafia e dei diritti di Cinecittà -Don Bosco all'interno dell'IIS Enzo Ferrari a Cinecittà-Don Bosco, Associazione da Sud e Compagnia Ragli hanno da poco lanciato III Atto - Resistenza.

Si tratta della terza stagione 2020 di ÀP Teatro, ovvero il teatro da oltre 200 posti nato nell'ambito del più ampio progetto dell'Accademia, grazie a un'opera di trasformazione e ristrutturazione degli spazi della scuola.

La nuova stagione porterà in scena, dal 23 gennaio al 23 aprile, memoria, diritti, giustizia sociale e lotta alle mafie nel segno della parola "resistenza".

In cartellone sette spettacoli, di cui due anteprime nazionali e una prima romana. In più, una tre giorni di teatro civile interamente dedicata alla seconda edizione del Premio Mauro Rostagno nel corso della quale attribuiremo un premio da 1000 euro alla compagnia che si aggiudicherà la vittoria e che avrà come ospite d'eccezione Ascanio Celestini.

Ho avuto il piacere di conversare con Rosario Mastrota regista e fondatore della Compagnia Ragli e direttore artistico della stagione teatrale dell'Accademia Popolare dei diritti e dell’antimafia e ne è nata questa piacevole intervista.

La parola teatro deriva da theàomai, un verbo greco che significa «guardare, osservare». Il teatro, infatti, è una forma di comunicazione in cui un gruppo di persone, cioè il pubblico, assiste e partecipa emotivamente allo spettacolo creato da un altro gruppo di persone. Da questa definizione scolastica come vogliamo arrivare a definire ÀP? Come nasce? Perché nasce?

ÀP (che si pronuncia come up in inglese) è l'acronimo di Accademia (per semplificare, “il top” del livello massimo di istruzione a vari livelli) e Popolare (il cui significato è ben noto ma, per essere precisi, si riferisce alla collettività dei cittadini). Queste due parole accostate, per noi, significano già tanto e in parte rispondono alla tua domanda. Se ci aggiungi anche dei Diritti e dell'Antimafia puoi ben immaginare a quali possibilità tendono le nostre aspettative. Nasce grazie all'incontro con una altrettanto ambiziosa preside dell'Istituto Enzo Ferrari di Roma che ha voluto concepire questa realtà (rarissima in Italia) che è diventata ÀP. Una biblioteca aperta al pubblico, una sala teatrale, una radio, un cinema e una fucina di giovani talenti (studenti) che si avvicinano mediante i laboratori. Dal fumetto all'Aperol Spritz. Gli ideatori dell'impresa sono gli straordinari ragazzi di Dasud, l'associazione antimafia guidata dal visionario giornalista Danilo Chirico e dal coordinatore Pasquale Grosso, rei di aver innescato, con la loro tenacia, un ensemble di associazioni (ViaLibera, Diversamente, Compagnia Ragli, Magville, Centro Sperimentale) per diramare, dal cuore pulsante che è ÀP, una serie di altre interessantissime attività artistiche, culturali e pedagogiche. Perchè nasce? Per dimostrare che alcuni sogni si possono realizzare.

La vostra terza stagione si apre nel segno della parola “resistenza”. Trabucchi nel suo libro Resisto dunque sono afferma: «Quando la vita rovescia la nostra barca, alcuni affogano, altri lottano strenuamente per risalirvi sopra. Gli antichi connotavano il gesto di tentare di risalire sulle imbarcazioni rovesciate con il verbo “resalio”. Forse il nome della qualità di chi non perde mai la speranza e continua a lottare contro le avversità, la resilienza, deriva da qui»È possibile interpretare così il vostro concetto di “resistenza” e di condivisione nell’aiuto?

Se credi che nell'organizzare e coordinare una serie di vincenti proposte artistiche come quelle che ci impegniamo a realizzare ad ÀP possa aiutarci ad allentare lo stress, la mia risposta è no. Ma siamo lieti di essere stressati nella maniera in cui poi arriviamo a considerare le presenze di gente tra la più disparata che partecipa. "Libertà è partecipazione" mi verrebbe da cantare echeggiando Gaber. La nostra "resistenza" ne ha tanti di significati: astuzia, tenacia, forza, volontà, desiderio, caparbietà, visionarietà. E potrei continuare. Lottiamo con le parole, con la musica, con i film, con i fumetti, con la radio queste sono le nostre armi. Il 23 gennaio apriremo la Stagione teatrale con un aperitivo dal titolo “La pace prima della guerra" tenuto da Giulio Marcon, fondatore di Sbilanciamoci e di Collettiva.La nostra Resistenza è anche una dimostrazione di forza per sopravvivere a sempre più tagli o sgomberi che tranciano molte realtà culturali.

Siete collocati in periferia, un valore aggiunto, raccogliere quanta più gente possibile per un confronto e una crescita insieme. Sono 200 posti e siete vicini a una scuola: un piccolo miracolo, no?

Direi un miracolo completo: perché siamo dentro la Scuola. ÀP ha sede all'interno del plesso dell'IIS Ferrari, condividiamo gli spazi e siamo nel POF, l'autonomia della biblioteca (riqualificata e aperta al pubblico dopo anni di abbandono e degrado) ci concede il nostro angolo, tinteggiato di arancione, dove poter pianificare i progetti e offrire al quartiere un punto di riferimento per scoprire le mille possibilità che i linguaggi culturali offrono. La periferia spesso è un luogo di isolamento personale, noi vogliamo provare a fare gruppo, rete, comunità. La gente partecipa e già questo basta a convincerci di programmare subito un altro evento.

Ci potete parlare meglio del Premio Rostagno e degli AperinScena?

Gli AperinScena saranno degli incontri precedenti allo spettacolo della Stagione Teatrale durante i quali dei nostri ospiti (giornalisti, registi, scrittori, fumettisti), affronteranno uno dei temi trattati nello spettacolo ma da un punto di vista differente e personale; sorseggiando degli ottimi vini che il nostro amico Loris Antonelli selezionerà da cantine rinomate e particolari.

Il Premio Mauro Rostagno, invece, è un concorso teatrale aperto a compagnie di professionisti per la valutazione di progetti teatrali a tema "diritti umani". Il vincitore riceve un premio in denaro di 1000 euro come contributo alla diffusione dell'opera. Abbiamo l'onore di avere come Presidente della Giuria tecnica la figlia di Mauro, Maddalena Rostagno. Per partecipare il bando si trova sul sito www.apaccademia.it .

In teatro ci sono due figure importanti: l’attore (o la compagnia attoriale) e lo spettatore. Cosa vi aspettate dallo spettatore a ogni fine spettacolo?

Il sorriso. Perchè ci convince che è stato bene nel nostro luogo. E quando ritorna, perché sente ancora la necessità di sorridere.

Come vedete la situazione del teatro oggi in Italia e, secondo voi, perché si continua a fare teatro?

Si continua a fare Teatro perché il Teatro è immortale. Prima ti ho detto che dallo spettatore di ÀP ci basta cogliere il sorriso, immagina l'effetto che fa a tanti miei colleghi artisti il suono martellante degli applausi. Il teatro è uno scambio di emozioni tra gli artisti e le persone.

La situazione del Teatro italiano oggi, politicamente è complessa. C'è una tendenza strana a soffocare le piccole e medie compagnie. Ma gli applausi rimettono in sesto tutti e non si soffoca poi tanto male!

Cosa direste a chi vorrebbe avvicinarsi per la prima volta al teatro?

Attento! Può creare dipendenza.

Maria Francesca Stancapiano

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