Parola Amore Lo Spettacolo In Scena Al Teatro Due

Parola Amore Lo Spettacolo In Scena Al Teatro Due

Sul palco fino al 23 febbraio readings e canzoni per raccontare le numerose sfaccettature dell'amore

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Di rappresentazioni teatrali che trattano il tema dell’amore ce ne sono state, ce ne sono e ce ne saranno tante altre: nel caso dello spettacolo, attualmente in scena al Teatro Due, si tratta di qualcosa di particolare. Non è una commedia, non è una tragedia ma è un percorso che esamina nelle sue numerose sfaccettature la parola amore.

Ed è proprio così che si intitola questo spettacolo, a cura dell'Associazione musicale Sofis Arte e Musica, al quale sarà possibile assistere fino a domenica 23 febbraio: Parola Amore (sperimentazione teatrale musicale, sonorizzazione della parola “amore” nella musica e nella letteratura). Il sottotitolo è la sintesi della rappresentazione scritta e diretta da Alessandro Fea. Sul palco, composto in maniera estremamente semplice solo da strumenti e microfoni, si assiste all’alternarsi di musica, monologhi, letture e poesie, proposte da quattro elementi. E già questo sta a significare che in un contesto minimal al centro dell’attenzione c’è solo la parola Amore. Innanzitutto spiccano tanto i testi che le canzoni, queste ultime interpretate da Ilaria Giambini e scelte, insieme ai readings, secondo l’intenzione di trattare il tema dell’amore: quello finito, quello di giovani amanti e quello tra adulti, fino all’amore coniugale, passando per quello omosessuale; arrivando anche ad affrontare il tradimento e persino la scelta di morire per amore, senza dimenticare anche l’amore materno. Tutte forme di un affetto che viene sviscerato anche tramite le canzoni che appartengono ad autori italiani e stranieri.

Le musiche, a opera dei bravi Alessandro Fea (chitarra e sonorizzazioni) e Danilo Simoni (basso), oltre a regalare al pubblico momenti appassionanti con i brani scelti per l’occasione, sono perfettamente a servizio dell’interpretazione di Giancarlo Testa che, insieme alla Giambini, si occupa di veicolare al pubblico la parte letteraria/testuale. Infatti, gli strumenti permettono allo spettatore di provare personalmente le sensazioni, vissute dai personaggi raccontati all’interno dei testi, grazie al contributo di ogni singolo ritmo musicale. Perciò durante questi momenti lo spettatore può immaginare ogni scena proposta vivendo le stesse sensazioni raccontate nei testi: che sia dolore, pena, odio, disgusto, empatia, passione e anche amore.

Dunque, i quattro elementi, ben amalgamati tra loro, conducono il pubblico lungo un viaggio emozionale che tocca, come se fossero delle brevi tappe, diversi aspetti del significato della parola amore. Attraverso sonorità forti, melodie più dolci e canzoni con tematiche importanti, si sviscera il senso di questa parola, protagonista indiscussa dello spettacolo. Quest’ultimo, inoltre, offre la possibilità di riflettere e di vivere emozioni legate, affini e contrastanti con lo stesso concetto dell’amore. Tramite le letture, le poesie e i racconti, ben interpretati da Testa e Giambini, vengono proposti una serie di quadri raffiguranti diverse tipologie di amore o anche riferiti a sentimenti opposti: come l’odio.

In sostanza Fea, Simoni, Testa e Giambini portano sulla scena il fatto che la parola amore sia ricca di molteplici significati: quasi come una figura retorica a metà strada tra una sineddoche e una metonimia. E così all’interno della parola amore c’è tutto quello che viene raccontato in questo spettacolo, cioè frammenti di vita vera e tanto altro.

Alla fine musica e parole esprimono chiaramente le diverse tipologie di amore che o creano piacere o creano dolore e che comunque caratterizzano la vita di ogni essere umano. Senza l’amore forse non ci sarebbe vita, tutti amiamo, tutti troviamo qualcosa o qualcuno per cui valga la pena amare e dunque vivere. In fin dei conti, perciò, si tratta di un buon prodotto teatrale che tra readings e musica analizza la parola d’amore tramite la semplicità. 

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