Gonna Be A Cult Character, Personale Di Sabina Mirri.

Gonna Be A Cult Character, Personale Di Sabina Mirri.

Dal 18 febbraio al 20 aprile 2020 presso la Galleria Alessandra Bonomo

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Gonna be a cult character, personale di Sabina Mirri.

Dal 18 febbraio al 20 aprile 2020 presso la Galleria Alessandra Bonomo

La galleria Alessandra Bonomo ospita dal 18 febbraio al 20 aprile 2020 la mostra personale di Sabina Mirri, Gonna be a cult character. L’artista svizzero-romana, Sabina Mirri, allieva di Giulio Turcato, esordisce giovanissima nel mondo dell’arte contemporanea negli anni ’80 con le prime rassegne dedicate da Achille Bonito Oliva alla Post-Transavanguardia. Ha esposto i suoi lavori in tutto il mondo ed ha preso parte a numerose biennali. Molte sue opere sono presenti in prestigiose collezioni di arte contemporanea, sia pubbliche che private, e molti critici d’arte di fama internazionale hanno scritto di lei. La mostra si focalizza sulla produzione più recente, consistente una serie di lavori inediti realizzati con media diversi (pittura, disegno, acquarelli) per la maggior parte sono collage composti da carte veline colorate, su supporto di legno, definiti dal disegno a dal carboncino. Molte di queste opere hanno come protagonista una lepre, con tacchi a spillo (riferimento alla fuga, alla perdita, alla libertà ma anche alle scarpe di van Gogh), umanizzata, viziosa e lasciva, interessata solo ai vizi-piaceri della vita in cui il fruitore può riconoscere le sue personali debolezze. Ricorrente nelle sue opere l’arte citazionistica di personaggi storici, letterati, artisti e filosofi del passato come il disegno realizzato a partire dalla foto della coraggiosa Lee Miller nella vasca da bagno di Hitler a Dachau. Sabina Mirri si ritrae in diverse opere come nella Bevitrice di gin (chiaro rifermento a William Hogarth che usa questa immagine per raffigurare i mali del consumo del gin) in cui mentre sorseggia del gin, come la lepre, getta un neonato dalla sua Rupe di Tarpe. Al centro della galleria lo Studiolo, già presentato a Pisa nel 2017, riproduzione in scala abitabile dello studiolo di San Girolamo, dipinto da Antonello da Messina. Si tratta di un ambiente realmente usato dall’artista in cui sono racchiuse testimonianze, attimi di vita e i disegni di Sandro Chia, artista postavanguardista che ha un ruolo chiave nella formazione di Sabina Mirri.

La galleria Alessandra Bonomo si trova lungo la via, che prende il nome dalla vicina Chiesa del Gesù, al numero civico 62 all’interno del del cinquecentesco Palazzo Berardi – Cesi – Muti. Esso venne costruito come residenza della famiglia Muti da Giacomo della Porta nel 1565. Nel 1701, in seguito al matrimonio tra Teresa Muti e Federico Cesi, l'edificio divenne proprietà Cesi, finché nei primi dell'Ottocento fu acquistato dai Berardi che nella seconda metà del secolo lo fecero ristrutturare da Pio Piacentini. Inoltre, la galleria Alessandra Bonomo si trova a pochi passi dal Pantheon, la più grande testimonianza del Grande Impero Romano, il tempio dedicato a tutte le divinità romane, pan tutto e theon divino, fondato tra il 25 e il 27 a.C. dal console Marco Vipsiano Agrippa, genero di Augusto, il primo Imperatore Romano.

Articolo di Federica Fabrizi

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