Coronavirus, Le Proposte Di Gay Center Per Superare La Crisi

Coronavirus, Le Proposte Di Gay Center Per Superare La Crisi

Fabrizio Marrazzo Portavoce del Gay Center, avanza tre proposte a costo zero per superare la crisi da Covid-19

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Anche la comunità LGBTQ+, come il resto del mondo, soffre l'emergenza sanitaria e la conseguente crisi economica scaturita dal caso pandemico da Coronavirus. Ne è consapevole Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center, che lancia in rete tre proposte per il superamento del momento. "Tre proposte che, se applicate contemporaneamente, potrebbero sostenere imprese, professionisti, disoccupati, etc. e inoltre contrastano le discriminazioni a costo zero", afferma Marrazzo. Tre i punti sottolineati e suddivisi in: 1) Immediato pagamento dei debiti dello stato verso imprese, professionisti, privati, etc., che dagli studi pubblicati in questi giorni sono circa 50 miliardi di euro che darebbero liquidità a vari soggetti. Infatti, oltre alle imprese, ci sono anche i professionisti, come avvocati, periti, operatori sociali, etc., che se ricevessero i pagamenti arretrati oltre a fornirgli liquidità a costo zero per lo Stato, perché sono  spese già stanziate. Inoltre, in questo modo la platea delle persone bisognose di sostegno sarebbe ridotta, comportando minori oneri per lo stato. 2) Con gli eventuali risparmi sul sostegno al reddito derivanti dalla proposta 1 si può finanziare il prolungamento della disoccupazione in scadenza. Infatti, tutti coloro che erano in disoccupazione e la stessa è scaduta in questo periodo di crisi, si sono trovati scoperti da ogni sussidio e senza possibilità di lavorare, pertanto gli va prolungata la disoccupazione in scadenza, per tutto il periodo di emergenza. 3) Purtroppo il meccanismo della cassaintegrazione, oltre ad essere faraginoso e lungo, comporta anche un avvio delle procedure di licenziamento dei dipendenti, e purtroppo come nelle crisi passate, le persone lesbiche, gay e trans sono quelle che vengono licenziate per prime, camuffando la discriminazione con un licenziamento legittimo. Pertanto, va emendata la cassaintegrazione prevista per la crisi per tutelare realmente le categorie più fragili che con le attuali norme non hanno alcuna tutela reale.

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