La Non Fase 2

Nella solita apparizione domenicale senza contraddittorio, il Premier Giuseppe Conte illustra la non fase 2, tutto cambia perchè nulla cambi

stampa articolo Scarica pdf

La fase 2 è alle porte e il premier Conte questa volta ci presenta le novità con una settimana di anticipo perché è giusto ci si debba preparare per bene alle grandi trasformazioni! Settimane di incontri con Regioni, sindacati, comitati tecnico-scientifici, la task force dei super esperti guidata dal super manager Colao che redigeva un documento di primaria importanza, insomma un coacervo di capoccioni tutti uniti per il bene del nostro paese pronti a dettarci le linee di condotta per la convivenza con il virus bastardo. Parimenti altri capoccioni di altre nazioni erano ugualmente impegnati a ideare soluzioni per il medesimo profilo alcune delle quali però piuttosto imbarazzanti, basti pensare al Presidente USA che suggeriva iniezioni di disinfettante per sterminare subito il virus bastardo, dichiarazione per fortuna ritrattata il giorno dopo con un simpatico "Aho daje stavo a scherzà, mica ci avete creduto". Da quel momento è salita la preoccupazione perché il momento è topico e se vengono le stesse idee ai nostri governanti siamo fritti.


Nessun problema, state tranquilli perché dopo 10 minuti di aria fritta conclusi con l'ennesimo spot pubblicitario "Se ami l'Italia mantieni le distanze", si capisce subito che non cambia proprio nulla. D'accordo, dal 4 maggio riaprono diverse attività, diverse imprese potranno riprendere la produzione, molti torneranno al lavoro, dovranno prendere i mezzi pubblici o prendere l'auto ma la novità finisce qui perché tutto il resto è come prima. Ah no, si potrà andare a correre, riprende l'attività motoria anche lontano dalla propria dimora ma lontano quanto? Non è chiaro. Beh una bella concessione penserete voi, ma subito dopo Conte aggiunge anche che riprenderanno gli allenamenti individuali degli atleti professionisti e che successivamente gli allenamenti si potranno fare anche di gruppo, insomma si svela la ripresa quasi certa del campionato di calcio di serie A, quindi la concessione dell'attività motoria si potrebbe spiegare cosi: non possiamo far allenare i calciatori e dire al popolo di stare a casa a fare crostate e maritozzi altrimenti che figura ci facciamo, facciamoli uscire prima a farsi la corsetta. Non facciamo che rallegrarci per la corsa sdoganata, spetterà poi al Viminale una interpretazione chiara del decreto, che subito dopo arriva la doccia fredda dell'autocertificazione!


Non siamo liberi. Dovremo giustificare i nostri spostamenti esattamente come prima, possiamo uscire solo per comprovate necessità ovvero esigenze che siano di salute, lavoro o a discrezione dell'agente che ci ferma e della sua interpretazione. Ebbene si, perché chiamando in questura per chiedere se il tuo motivo di uscita è giustificato ti dicono anche questo "A me va bene il suo motivo ma dipende da chi la ferma se va bene anche a lui o a lei", così è l'Italia. Ma c'è una novità, tra le comprovate necessità si aggiunge la visita ai propri congiunti. I congiunti, che splendido termine, freddo come l'iceberg che ha affondato il Titanic e proprio come in quel triste evento ecco affondare tutto il nostro desiderio di socialità.


Ma chi sono i congiunti? Questo freddo termine rimanda al lessico giurisprudenziale per cui, per l’art. 307 4° comma del Codice Penale, sono  prossimi congiunti “gli ascendenti, i discendenti, il coniuge, la parte di un’unione civile tra persone dello stesso sesso, i fratelli, le sorelle, gli affini nello stesso grado, gli zii e i nipoti” ma questo solo per il Codice Penale, per tutti gli altri ordinamenti non vi è una chiara definizione. Se Conte avesse voluto indicare con il termine congiunti i famigliari, giuridicamente anche questo termine darebbe adito a molte incertezze perché chi decide cosa è famiglia? La consanguineità? il matrimonio? l'affetto e l'amore? Insomma tutti ci stiamo chiedendo se i nostri fidanzati e le nostre fidanzate che ci sono distanti anche pochi chilometri e che non vediamo da due mesi per il rispetto della legge e per responsabilità civica, li/le possiamo rivedere oppure no. Ci stiamo chiedendo perché le nostre amicizie, che a volte superano per importanza i nostri legami di sangue, debbano essere sacrificati e messi da parte, perché lo Stato debba arrogarsi il diritto di decidere chi è la nostra famiglia, chi dobbiamo amare e chi no, ancora una volta e questa volta la qual cosa riguarda tutti.


Mentre Conte snocciolava le importanti direttive dalla Non-Fase-2, sembrava crollare la sua sicurezza, il volto era incrinato dall'incertezza e traspariva timore, timore che la gente non credesse alla storiella della Fase 2, perché non siamo nella Fase 2, siamo ancora in piena Fase 1 dove, è vero, calano i malati delle terapie intensive e questo perché forse le cure sono migliorate, è vero calano i morti, è vero che la curva degli infetti è discendente ma in alcune regioni la situazione non è per nulla felice, basti pensare a Milano e alla regione Piemonte. Conte non è sincero, sa che il paese deve ripartire ma sa anche che sta chiedendo ai lavoratori di tornare a produrre seppur nel rischio di contagio, perché il virus c'è e siamo tutti esposti ed è qui la vera debolezza di Conte e di tutto il suo governo: non averlo ammesso con coraggio. Conte ha  scelto un distanziamento sociale obbligato e non condiviso e responsabilizzato. Puoi ammalarti per andare a lavorare ma non puoi ammalarti se vuoi passare del tempo con le persone che ami, anzi peggio, le persone che ami te lo dice lo Stato chi sono e non puoi deciderlo tu.


E' dovere dello Stato informare e responsabilizzare i propri cittadini, è libertà lo scegliere il proprio destino e quello dei propri cari, con questo DPCM si sta mentendo al cittadino, lo si priva della libertà di scelta ammettendo l'incapacità educativa di responsabilità civica a cui il nostro Stato ha da tempo rinunciato. Ma i doveri dello Stato e il mantenimento dello stato democratico scricchiolano ad ogni conferenza stampa convocata in assenza di un serio contraddittorio. Ed è così che manca il confronto con i giornalisti perché non si può ogni quindici giorni attendere l'apparizione di Conte, lo snocciolamento degli spot casaliniani e i diktat calati dall'alto senza che la stampa possa chiedere ragione delle decisioni prese e fare domande concrete e se tali domande vengono poste intelligentemente ad esse, Conte le sfugge come ha fatto riguardo alla chiara domanda della collega del Tg5 la quale chiedeva ragione della chiusura dell'anno scolastico e di come possano affrontare la situazione i genitori che devono tornare al lavoro ma non sanno dove lasciare i propri figli. La risposta è stata che abbiamo un corpo docenti "vecchio" e quindi la scuola la si riapre a settembre (quando arriva il picco influenzale autunnale e quindi anche quello di covid19 probabilmente) per il resto ci sono bonus per le baby sitter e i congedi parentali, quindi affidiamo ad una persona terza con le stesse possibilità di infettare i nostri figli come se andassero a scuola oppure facciamo stare a casa le mamme a fare la calzetta.


Il virus Sars-Cov-2 ha sconvolto le nostre vite, ci ha messo di fronte alla nostra finitezza, a quanto la natura possa essere maligna ma soprattutto superiore a noi. E' la stessa natura che ci vuole ricordare quale debba essere il nostro posto in un Universo delicato le cui leggi non dipendono da noi. La rinascita dovrebbe partire dalla riflessione che non siamo i padroni di questo pianeta e che dobbiamo rispettare la natura e la nostra casa, che la libertà è direttamente proporzionale a rispetto degli altri e responsabilità e che il capitalismo ci consuma e consuma le risorse della nostra casa comune. Aspettiamo fiduciosi la restituzione del nostro rispetto e della responsabilità di vivere e decidere della propria vita perché in questo momento tutto ciò ci è stato negato.

Alessio Capponi

© Riproduzione riservata