I MODELLI ARCHITETTONICI DI ANTONIO LA COLLA

I MODELLI ARCHITETTONICI DI ANTONIO LA COLLA

L’artista palermitano usa tecniche artigianali per creare opere uniche e irriproducibili oltre a realizzare quadri di arte contemporanea con materiali di riciclo che lo hanno portato ad esporre in importanti mostre sia in Italia che all’estero.

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Una passione per l’arte quella di Antonio La Colla che si manifesta fin da bambino rendendolo sempre un appassionato di sperimentazioni che potevano spingersi fino al contemporaneo senza mai però dimenticare gli autori classici. La laurea in architettura lo aiuta a contenere il suo estro in linee nette e contorni definiti anche se ogni opera che realizza sembra raggiungere sempre universi visivi e simbolici. I quadri dell’artista palermitano hanno partecipato a numerose mostre e si trovano in collezioni private sia in Italia che all'estero. Progetta e realizza oggetti di design ed ha al suo attivo svariate esperienze di scenografia teatrale. Ha studiato contrabasso presso il Conservatorio di Musica Bellini, restaurando anche strumenti musicali e realizzando colonne sonore per mostre e spettacoli. È presente nel numero 45 del Catalogo dell'Arte Moderna Mondadori.

Caro architetto i suoi modelli architettonici sono così famosi da essere presenti in musei e collezioni pubbliche e private. Ci può dire cosa li rende così belli ed esclusivi?

Forse il fatto che da circa vent’anni realizzo i miei modelli principalmente in legno con tecniche artigianali per creare ogni volta un’opera unica e irriproducibile. Pur rimanendo fedele agli originali cerco sempre di improntare sulle opere che realizzo la mia passione e soprattutto la cura estrema per il dettaglio. Proprio come per l’ultimo modello che ho realizzato per conto dell'Università di Palermo raffigurante il palazzo trecentesco Steri oggi sede del rettorato. Ma vado fiero anche di altri miei lavori che hanno riprodotto la villa romana del Casale di Piazza Armerina, la sede dell'Ordine dei Medici di Roma, il Castello dell'Ammiraglio Ruggero da Lauria di cui ho realizzato il modello e il progetto di ipotesi di ricostruzione, il Castello a Mare di Palermo, l'Arsenale Borbonico di Palermo, la chiesa barocca della Badia a Ragusa, la chiesa di Santa Maria della Catena realizzata per un progetto UNESCO.

Nel 2017 e nel 2019 è stato invitato dal mecenate Antonio Presti a partecipare alla manifestazione “rito della luce” organizzata dalla fondazione Fiumara d'Arte. Cosa ha realizzato per queste due importanti esperienze?

Per entrambe le manifestazioni ho creato due grandi opere di land art ovvero lo stile caratterizzato dall'abbandono dei mezzi artistici tradizionali per un intervento diretto dell'operatore nella natura e sulla natura. Nel 2017 ho dato vita a “La città del silenzio” un lavoro artistico che consisteva in una grande città bianca con le sue strade abitate da figuranti che con il loro parlare sottovoce creavano un unico suono di sottofondo. Al centro di essa era presente un'agorà, ai quattro angoli di questa erano presenti quattro parabole in oro contenenti i quattro elementi sui quali era fondata la città e dai quali ne traeva energia: il Fuoco, l'Aria, l'Acqua e la Terra. Nel 2019, invece, ho realizzato “Il percorso del libero pensiero” un'opera ai piedi della Piramide di Mauro Staccioli, concepita come un percorso che potesse dare all'osservatore una serie di spunti di riflessione.

Per i suoi quadri di arte contemporanea quale tecnica le permette di esprimere al meglio la sua ispirazione?

Sicuramente la mia tecnica prediletta è quella dell'acrilico con l'immissione delle dorature, colori omogenei dunque, che spesso tendono a specchiare l'osservatore, facilmente "ipnotizzato" da questi. Cerco di rendere i cromatismi sempre puri, la "sintesi" dell'immagine che rappresenta uno spazio naturale aperto, sconfinato, ma con una linea di orizzonte sempre ben definita.

In questo periodo di isolamento forzato, su cosa si è concentrata la sua creatività e produzione artistica?

Attualmente sto realizzando una serie di opere formato 100x100, composizioni lignee che raffigurano visioni di paesaggi. Composte da centinaia o migliaia di tasselli in legno, dove ognuno ha una sua singolare storia; alcuni provengono da pallet recuperati per strada o legni trasportati dal mare, utilizzati per farne altri lavori ed alla fine quelli che molti considerano “scarti” li riutilizzo, il legno è un materiale nobile in quanto sempre vivo e come tale va rispettato. Inoltre ho ripreso con alcune nuove opere la serie “per aspera ad Astra”, dove attraverso visioni concettuali della vita odierna, rappresento le difficoltà che si incontrano giornalmente nel raggiungimento di un obiettivo; alle volte sono sforzi vani ma altre volte anche se in piccola parte si viene premiati dal raggiungimento dell'obiettivo stesso (raffigurato con la foglia oro, simbologismo divino, di vita... di luce!). Negli ultimi tempi sto realizzando anche alcuni elementi d'arredo, a volte riprendendo vecchie serie stilistiche di mia concezione come la “serie M” di arredi, altre creando pezzi unici a seconda degli elementi da recuperare e riutilizzare.

Ma è vero che si può dire che la sua arte “gira anche in treno”?

Effettivamente direi di si. Infatti ho progettato e realizzato elaborati grafici relativi ai progetti delle stazioni ferroviarie di Palermo Centrale, Palermo Notarbartolo, Messina Marittima e Marsala, studio di fattibilità e variante urbanistica area scalo merci della stazione di Marsala.

                                                     Rosario Schibeci

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