IL BISOGNO UMANO NELL'ARTE

IL BISOGNO UMANO NELL'ARTE

Riscopriamo attraverso le opere di alcuni grandi artisti il valore supremo della solidarietà fra gli uomini che, purtroppo, si manifesta spesso nel momento del bisogno. Speriamo, allora, che questa nuova fratellanza non sia solo un’illusione.

stampa articolo Scarica pdf

In questi giorni si parla tanto di nuova solidarietà e di un nuovo slancio degli uni verso gli altri. Ma siamo proprio sicuri che questo volersi più bene tutti non sia una forma effimera dettata dal difficile momento determinato dal Covid 19?   Purtroppo è della natura umana, superato il grave pericolo, dimenticare e tornare ad assumere atteggiamenti opportunisti che pensano solo al bisogno personale.

E come sempre il grande insegnamento ci viene dall’arte. Nella volta della Cappella Sistina, più precisamente nell’affresco del diluvio universale, Michelangelo rappresenta il soccorrersi vicendevole e disperato degli uomini solo quando sono sconvolti da un evento terribile. Infatti, l’artista toscano dipinge uomini e donne nudi, fisicamente potenti ma non più sedotti dalla loro prestanza, che tormentati si sostengono l’uno con l’altro alla ricerca della salvezza. Come i naufraghi della zattera della Medusa dipinti da di Théodore Géricault,  nel 1819 , si abbracciano  nel tentativo disperato di raggiungere la riva.

Già Paolo Uccello, alla metà del ‘400 aveva dipinto un diluvio universale nelle storie della genesi del Chiostro Verde in Santa  Maria Novella a Firenze, rappresentando  gli ultimi uomini scampati al pericolo che tentavano di salire sull’Arca dietro ai corpi dei cadaveri in primo piano. Gli affreschi furono pesantemente danneggiati dall’alluvione del 1966 e riportati in vita grazie anche all’intervento di tanti volontari accorsi da ogni parte del mondo, uniti in un atto di solidarietà.  Dunque, un nuovo scampato pericolo ripropose in chiave contemporanea quello storico, tragico, da cui scamparono i nostri progenitori.

Più recente, invece, la rappresentazione di Théophile-Alexandre Steinlen, con Les deux amis, realizzato nel  1917. Nella semplicità ed essenzialità della composizione, un giovane sta trasportando sulle spalle un amico rimasto ferito in battaglia. Ancora un esempio di amore fra gli uomini destinato a finire quando si torna alla normalità tanto che la bramosia e il bisogno di possesso hanno generato nuovi conflitti e ancora ne stanno producendo. 

Quindi, pur volendo essere ottimisti, nella speranza che questo magico altruismo possa continuare sempre, rassegnamoci al fatto che quando di nuovo l’uomo si sentirà forte e sicuro, riprenderà un atteggiamento spavaldo anche perchè immerso in una società dove sempre domina  il desiderio di prevalere gli uni sugli altri. Già mitigare quella aggressività costante che negli ultimi anni sta diventando un virus altrettanto pericoloso, sarebbe una grande conquista.

Luca Ales

© Riproduzione riservata